Materiale scandalo Varsavia

Aperto da AguilaRoja, 30 Nov 2013, 15:19

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Citazione di: AguilaRoja il 30 Nov 2013, 15:19
Apro un nuovo topic per estendervi un appello: sto raccogliendo materiale per un lavoro giornalistico sui fattacci polacchi.
Video, interviste, incongruenze, foto, qualsiasi cosa.
Chi può intervenga e mi dia una mano a raccogliere materiale, a metà della prossima settimana il lavoro verrà alla luce e spero possa essere motivo di riscatto per chi sta subendo questa vergogna.
Grazie mille.

Ottimo, grazie di cuore

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.368
Registrato
Citazione di: LordEagle il 01 Dic 2013, 14:54
Ma la prima cosa è la Lazio o no?
Il duo da te citato mi fa ribrezzo , però almeno qualcosa hanno fatto( a dire il vero sapevo di un'interrogazione della coatta , dell'altro non so nulla). Punto.
I se e i ma di propaganda in questo 3d proprio non ci dovrebbero essere....

NO . La prima cosa è la Verità .

Coldilana prima è qualcos'altro poi Laziale . Oltre a scriverle , le cose , bisogna praticarle .

Per me .

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Questo dalla rassegna stampa di oggi
http://www.lazio.net/news/2013/12/01/vi-racconto-una-notte-nella-prigione-polacca-corriere-dello-sport/

ma immagino che ce l'avevi gia

Dicci se servono le istantanee delle pagine dei giornali

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 01 Dic 2013, 15:13
NO . La prima cosa è la Verità .

Coldilana prima è qualcos'altro poi Laziale . Oltre a scriverle , le cose , bisogna praticarle .

Per me .

Cerchiamo di lasciare spazio solo al matariale richiesto per favore
per i commenti c'e' sempre l'altro topic
grazie

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

mazzok

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.870
Registrato
http://www.lalaziosiamonoi.it/news/orzechowski-tifoso-polacco-della-lazio-la-polizia-non-poteva-arrestarci-fermi-inspiegabili-39499

Orzechowski, tifoso polacco della Lazio: "La polizia non poteva arrestarci, fermi inspiegabili!"

La polizia ci ha circondati e non potevamo andare da nessuna parte. Siamo rimasti li per due ore. C'eravamo io, i miei amici polacchi e cento tifosi italiani. Siamo stati calmi e facevamo tutto quello che la polizia ci diceva di fare. Arrestati perché disturbavamo la quiete pubblica? Personalmente noi non abbiamo neanche gridato". Si aggiungono altri tasselli, altri racconti,a riscostruire questo mosaico, questa penosa avventura polacca. Przemyslaw Orzechowski è di nazionalità polacca e tifa Lazio. Ed insieme ad altri 8 tifosi biancocelesti polacchi è stato fermato giovedì dalla polizia, come ha raccontato ai microfonidi [...]com: "Sono un tifoso della Lazio, non era la prima volta che andavamo a vedere una partita. Io e altri miei sette amici ci siamo aggregati ad altri tifosi della Lazio che sono arrivati dall'Italia. Siamo partita dall'Hard Rock caffè come ci era stato detto dalla polizia polacca che abbiamo incontrato alcuni metri prima per strada. Qualcosa davanti a noi è accaduto, ma io non ho visto niente. La gente diceva che un gruppo di laziali aveva gettato contro i poliziotti pietre e bottiglie di vetro. Ma io per strada non ho visto una bottiglia di vetro rotta". Caricati in macchina, Przemyslaw Orzechowski insieme a 5 altri ragazzi, di cui uno italiano, vivono una lunga attesa prima di venir trasferiti in caserma: "Io, quattro amici e un tifoso della Lazio siamo stati in una caserma. Siamo stati chiusi per venti minuti in una macchina della polizia da soli senza nessun poliziotto. Così ho telefonato con il mio cellulare il 997 (numero della polizia polacca, ndr) e ho detto che c'erano i finestrini chiusi e stavamo soffocando. Il centralino ha passato l'avviso nelle varie radio della polizia e dopo cinque minuti sono tornati in auto per accompagnarci alla caserma".  E poi, il racconto continua. Narra del diverso e sconcertante trattamento della polizia locale subito dai tifosi italiani rispetto a quelli polacchi: "Quando siamo arrivati hanno isolato il ragazzo italiano, mentre io e miei amici siamo rimasti insieme. Dicevano che l'italiano non può né bere nè fumare. A noi permettevano di comprare qualche coca cola e di fumarci delle sigarette con l'assistenza di un poliziotto. Hanno fotografato le nostre facce con i cellulari. E solo dopo ci hanno detto che eravamo li perché avevamo disturbato la quiete pubblica. Alle 4 di mattina ci hanno trasferito nella prigione di Bialoleka. E dopo 48 ore ci hanno portato in tribunale. Ho incontrato alcuni italiani che mi hanno detto che in due giorni avevano bevuto solo tre bicchieri d'acqua. Il giudice invitava gli italiani a dichiararsi colpevoli e hanno anche pagato multe salate. Anche io e miei amici eravamo stati arrestati per gli stessi motivi, ma in tribunale contro di noi non c'era nessun testimone e così ci hanno lasciati liberi. Non abbiamo pagato nessuna multa". Una vicenda inquietante e Przemyslaw Orzechowski non ha dubbi quando condanna il comportamento delle forze dell'ordine: "La polizia non si è comportata in modo corretto, perché non potevano arrestarci. Ho sentito dire che ad alcuni italiani neanche l'interprete gli è stato dato e molti non potevano chiamare i loro familiari o l'ambasciata. Questo è veramente strano". Tanti i punti da chiarire, tanti i dubbi su questo episodio andato in scena a Varsavia: "Vi posso garantire che prima della partita i tifosi della Lazio erano tranquilli. Solo un gruppo di 20-30 persone ha creato qualche problema, ma alla fine hanno fermato tutti. Ancora oggi non mi riesco a dare una spiegazione di questo fermo, e perché alla fine non ho visto una partita di calcio. I poliziotti ci hanno detto che questi erano ordini che arrivavo dai loro superiori. Questa è una cosa veramente stupida. I tifosi polacchi sono solidali con gli italiani, auguro a tutti i tifosi della Lazio buona fortuna".

Magnopèl

*
Lazionetter
* 54.752
Registrato
"ordini che arrivavano dai loro superiori"

Chissa' Chi e perche'. :roll:

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Citazione di: mazzok il 01 Dic 2013, 17:43
http://www.lalaziosiamonoi.it/news/orzechowski-tifoso-polacco-della-lazio-la-polizia-non-poteva-arrestarci-fermi-inspiegabili-39499

Orzechowski, tifoso polacco della Lazio: "La polizia non poteva arrestarci, fermi inspiegabili!"

La polizia ci ha circondati e non potevamo andare da nessuna parte. Siamo rimasti li per due ore. C'eravamo io, i miei amici polacchi e cento tifosi italiani. Siamo stati calmi e facevamo tutto quello che la polizia ci diceva di fare. Arrestati perché disturbavamo la quiete pubblica? Personalmente noi non abbiamo neanche gridato". Si aggiungono altri tasselli, altri racconti,a riscostruire questo mosaico, questa penosa avventura polacca. Przemyslaw Orzechowski è di nazionalità polacca e tifa Lazio. Ed insieme ad altri 8 tifosi biancocelesti polacchi è stato fermato giovedì dalla polizia, come ha raccontato ai microfonidi [...]com: "Sono un tifoso della Lazio, non era la prima volta che andavamo a vedere una partita. Io e altri miei sette amici ci siamo aggregati ad altri tifosi della Lazio che sono arrivati dall'Italia. Siamo partita dall'Hard Rock caffè come ci era stato detto dalla polizia polacca che abbiamo incontrato alcuni metri prima per strada. Qualcosa davanti a noi è accaduto, ma io non ho visto niente. La gente diceva che un gruppo di laziali aveva gettato contro i poliziotti pietre e bottiglie di vetro. Ma io per strada non ho visto una bottiglia di vetro rotta". Caricati in macchina, Przemyslaw Orzechowski insieme a 5 altri ragazzi, di cui uno italiano, vivono una lunga attesa prima di venir trasferiti in caserma: "Io, quattro amici e un tifoso della Lazio siamo stati in una caserma. Siamo stati chiusi per venti minuti in una macchina della polizia da soli senza nessun poliziotto. Così ho telefonato con il mio cellulare il 997 (numero della polizia polacca, ndr) e ho detto che c'erano i finestrini chiusi e stavamo soffocando. Il centralino ha passato l'avviso nelle varie radio della polizia e dopo cinque minuti sono tornati in auto per accompagnarci alla caserma".  E poi, il racconto continua. Narra del diverso e sconcertante trattamento della polizia locale subito dai tifosi italiani rispetto a quelli polacchi: "Quando siamo arrivati hanno isolato il ragazzo italiano, mentre io e miei amici siamo rimasti insieme. Dicevano che l'italiano non può né bere nè fumare. A noi permettevano di comprare qualche coca cola e di fumarci delle sigarette con l'assistenza di un poliziotto. Hanno fotografato le nostre facce con i cellulari. E solo dopo ci hanno detto che eravamo li perché avevamo disturbato la quiete pubblica. Alle 4 di mattina ci hanno trasferito nella prigione di Bialoleka. E dopo 48 ore ci hanno portato in tribunale. Ho incontrato alcuni italiani che mi hanno detto che in due giorni avevano bevuto solo tre bicchieri d'acqua. Il giudice invitava gli italiani a dichiararsi colpevoli e hanno anche pagato multe salate. Anche io e miei amici eravamo stati arrestati per gli stessi motivi, ma in tribunale contro di noi non c'era nessun testimone e così ci hanno lasciati liberi. Non abbiamo pagato nessuna multa". Una vicenda inquietante e Przemyslaw Orzechowski non ha dubbi quando condanna il comportamento delle forze dell'ordine: "La polizia non si è comportata in modo corretto, perché non potevano arrestarci. Ho sentito dire che ad alcuni italiani neanche l'interprete gli è stato dato e molti non potevano chiamare i loro familiari o l'ambasciata. Questo è veramente strano". Tanti i punti da chiarire, tanti i dubbi su questo episodio andato in scena a Varsavia: "Vi posso garantire che prima della partita i tifosi della Lazio erano tranquilli. Solo un gruppo di 20-30 persone ha creato qualche problema, ma alla fine hanno fermato tutti. Ancora oggi non mi riesco a dare una spiegazione di questo fermo, e perché alla fine non ho visto una partita di calcio. I poliziotti ci hanno detto che questi erano ordini che arrivavo dai loro superiori. Questa è una cosa veramente stupida. I tifosi polacchi sono solidali con gli italiani, auguro a tutti i tifosi della Lazio buona fortuna".

Importante questa dichiarazione
Io personalmente insieme a un amico mi sono adoperato per far recapitare da Roma i biglietti per alcuni tifosi laziali polacchi, non so se questo è uno di loro, posso provare a contattarli se serve ma non garantisco abbiano voglia di parlare

Edit: so per certo che la persona a cui abbiamo mandato i biglietti era tra i fermati e non ha visto la partita

AguilaRoja

Visitatore
Registrato
Citazione di: PabloHoney il 01 Dic 2013, 18:05
Importante questa dichiarazione
Io personalmente insieme a un amico mi sono adoperato per far recapitare da Roma i biglietti per alcuni tifosi laziali polacchi, non so se questo è uno di loro, posso provare a contattarli se serve ma non garantisco abbiano voglia di parlare

Edit: so per certo che la persona a cui abbiamo mandato i biglietti era tra i fermati e non ha visto la partita

Magari riuscissi a contattarlo, anche per una telefonata..

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Citazione di: AguilaRoja il 01 Dic 2013, 18:11
Magari riuscissi a contattarlo, anche per una telefonata..

Ci provo, sentiamo che dice

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.368
Registrato
Citazione di: AguilaRoja il 01 Dic 2013, 18:11
Magari riuscissi a contattarlo, anche per una telefonata..

Lasciatelo in pace . Cercate invece il poliziotto italiano .

Visto che si parla di ordini dall'alto ...

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 01 Dic 2013, 18:16
Lasciatelo in pace . Cercate invece il poliziotto italiano .

Visto che si parla di ordini dall'alto ...

Mi sfugge qualcosa.. perche italiano?

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.368
Registrato
Citazione di: Raptus il 01 Dic 2013, 03:11
Il racconto di Alvin, un utente del forum Lazionet:
"Siamo rientrati da poco più di tre ore da Varsavia. Due giorni che ora dopo ora si sono trasformati in un incubo.Partire da Roma con molte persone e alcune di loro non vederle con il volo di ritorno. E' stato veramente duro.Un'atmosfera pesante, triste, sembrava quasi che ci contassimo tra di noi per vedere se ci fossimo stati tutti. Ci cercavamo, scambiandoci le notizie e cercando di sapere dagli altri qualche informazione in più. E' stata un'azione premeditata; ha dato l'impressione che tifosi del Legia e polizia avessero operato insieme come nei fatti che hanno preceduto la giornata di ieri. E' stato vergognoso! Siamo stati intimiditi, provocati, insultati, trattati come delinquenti, dati quasi in pasto a una tifoseria che, come dimostrano i dati, è tra le più violente. Noi siamo stati fortunati, perchè avevamo prenotato un taxi provato e, partiti in ritardo dall'hotel, l'autista ci ha portato direttamente nel settore ospiti, dove siamo stati subito portati dentro dalla polizia; dove abbiamo subito, come tutti, due perquisizioni, il controllo del tasso alcolemico, ci hanno fatto togliere le scarpe, ci hanno ripreso e sempre con atteggiamento niente affatto socievole, coadiuvati da qualche agente della polizia italiana, come testimoniava il chiaro accento romano. All'uscita il copione non è cambiato, anzi. Ore di attesa al freddo; usciti a gruppetti di cinque/sei, nuove riprese e perquisizioni, cani chiaramente aizzati apposta mentre si passava per un nuovo sbarramento che ti constiva solo di uscire se c'era un taxi o se c'era quello che avevi prenotato, ovviamente senza scorta. Ma le testimonianze dei ragazzi, delle persone, che hanno vissuto un pomeriggio da incubo nelle strade di Varsavia sono agghiaccianti. Fermi preventivi e indiscriminati, violenze gratuite, provocazioni continue. Tassisti che lasciavano gruppetti isolate davanti alla curva dei tifosi del Legia... e che dire delle persone che segnalavano nei vari alberghi la presenza dei tifosi? Se poi qualcuno non è riuscito a mantenere la calma, non sorprende davvero!E poi bastava vedere qualche prima pagina dei giornali di Varsavia questa mattina per rendersi conto di quella che è stata un'azione premeditata. Un signore di Catania, incontrato in aeroporto, che lavora da qualche tempo in Polonia, mi diceva che la polizia non aspettava altro. E' vero, qualche volta gruppetti di tifosi in trasferta hanno dato adito a qualche azione della polizia, ma stavolta è andata in maniera completamente diversa."

Citazione di: PabloHoney il 01 Dic 2013, 18:17
Mi sfugge qualcosa.. perche italiano?

Lo avevo fatto notare qualche post fa . O questo Alvin dice catsate ? O Raptus ha capito male ?

Se Vero , non è grave ma GRAVISSIMO .

Altro che prevenzione polacca , regime polacco , polizia polacca , governo polacco .

CHE CATSO CI FACEVA UN POLIZIOTTO ITALIANO IN QUELLA SITUAZIONE ?

Ma vi rendete conto di cosa significherebbe ?

Maresciallo che dice ? Ci dobbiamo preoccupare anche qui a LN ?

PS : mentre scrivo 170 visitors e 60 utenti

E non sono tutte merde strette nel loro termine sportivo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

PabloHoney

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.135
Registrato
Questo l'avevo visto
non capisco perche colleghi la presenza del poliziotto italiano (poi, poliziotto...  era in divisa?) con gli ordini dall'alto

cisky70

*
Lazionetter
* 1.046
Registrato
Non so se dico una ca..ata ma ricordo di aver visto forse in tv delle immagini relative a coltelli e un'accetta sequestrati a detta della polizia ai nostri tifosi.
Forse mi sbaglio ma la fattura di quell'accetta, e anche dei corrteli, non mi sembrava italiana.

telegraph road

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.490
Registrato
Ed intanto i tifosi della Triestina...

alvin

*
Lazionetter
* 209
Registrato
Raptus, confermo tutto. C'era un poliziotto, o un carabiniere, o non so cosa, comunque in borghese, con un badge al collo e un walkie-talkie talkie, con chiaro accento romano che era all'ingresso del settore D che ci spiegava quello che dovevamo fare.
Che fosse romano l'abbiamo capito perché ha detto a un ragazzo  che voleva entrare di aspettare almeno un quarto d'ora e mangiare qualcosa "pe' fatte passa la ciocca, senno' questi nun te fanno entra'" (testuale)
All'uscita, non so se fosse lo stesso perché' c'era grande agitazione e confusione, poiché' mi avevano diviso da mio figlio e cercavo di spiegare a un poliziotto locale che eravamo insieme, con la preoccupazione di qualcosa d'altro che sarebbe potuto accadere, e' intervenuto per farmi passare, visto che i toni si stavano facendo più' caldi.
Mio figlio conferma che dopo il primo filtro c'era un altro italiano nel servizio d'ordine.

Gabro1985

*
Lazionetter
* 169
Registrato
Ragazzi non ho più messo le foto perchè tanto sono quelle che stanno girando nei vari oegani di informazione. Intervengo per specificare, che nelle trasferte europee è prassi essere accompagnati da funzionari di PS Scientifica, di splito sono in tre e sono quelli che si occupano anche delle riprese e delle foto allo stadio olimpico, sono coloro che conoscono alla perfezione dinamiche di curva e di ultras, in Europa fungono da garanti per i cortei e in casi in cui ce ne fosse bisogno sono abili mediatori oltre che coordinatori, riportano tutti a casa anche se hanno combinato qualcosa...stavolta non ho la più pallida idea di cosa possa essere andato storto.

cisky70

*
Lazionetter
* 1.046
Registrato
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Madre-del-tifoso-fermato-a-Varsavia-mio-figlio-innocente-processato-senza-avvocato_32935046858.html

Roma - (Adnkronos) - A denunciare la vicenda all'Adnkronos è Annalisa Compagno, madre di Federico D'Alessandro, 22 anni, uno dei tifosi biancocelesti fermati prima della partita di Europa League Legia Varsavia-Lazio, condannato a tre mesi di carcere e attualmente detenuto in Polonia. ''Dopo due giorni in cella gli hanno fatto firmare un'ammissione di colpa e la rinuncia alla tutela legale''
Roma, 1 dic. (Adnkronos) - ''Mio figlio e gli altri ragazzi, tutti giovanissimi, sono stati sottoposti a forti pressioni psicologiche'', ''chiusi nelle celle quasi senza bere e mangiare'' e poi 'coartati' a firmare ''un'assunzione di responsabilità dei disordini e la rinuncia alla tutela legale''. A denunciare la vicenda all'Adnkronos è Annalisa Compagno, madre di Federico D'Alessandro, 22 anni, uno dei tifosi biancocelesti fermati prima della partita di Europa League Legia Varsavia-Lazio, sabato condannato a tre mesi di carcere e attualmente detenuto in Polonia.
''Ora mio figlio è in carcere insieme ad altre 21 persone condannate in un processo in cui non c'è stata nessuna responsabilità individuale accertata, non c'è stato nessun avvocato, non c'era nessuno dell'ambasciata in Tribunale'', sottolinea la madre del giovane.
''L'impressione - sottolinea Annalisa Compagno - è che questa vicenda sia stata gestita in maniera veramente superficiale. Io vorrei che i fatti fossero approfonditi, che non si liquidasse la questione come una storia di tifoseria violenta, perché questi sono ragazzi incolpevoli. Lo hanno detto perfino i poliziotti durante il processo. Mio figlio è uno studente universitario, un bravissimo ragazzo che ama andare allo stadio e non ha precedenti, e anche gli altri sono tutti ragazzini''.
Annalisa Compagno racconta di come sono avvenuti i fermi. ''I 137 ragazzi trattenuti per strada prima della partita a Varsavia, tra i quali mio figlio, sono stati tutti divisi in piccoli gruppi e rinchiusi nelle celle dei commissariati - spiega - Non gli è stato consentito di sentire né vedere nessuno, e neanche all'ambasciata è stato consentito di vederli e di comunicare con loro''.
''Da giovedì pomeriggio a sabato mattina sono stati lasciati in cella senza quasi dargli da mangiare e da bere - sottolinea Annalisa Compagno - Poi gli hanno sottoposto un foglio in polacco dicendogli che se avessero firmato avrebbero avuto un giudizio veloce e sarebbero usciti subito. E in questo foglio c'era un'assunzione di responsabilità in relazione ai disordini e la rinuncia alla tutela legale. Questi sono ragazzini, sono stati tenuti sotto pressione psicologica e rinchiusi senza contatti - denuncia la donna -, avrebbero firmato qualsiasi cosa. Non sapevano che cosa avevano firmato''.
''In tutto questo periodo l'ambasciata ha minimizzato - spiega la madre di Federico D'Alessandro - Ci aveva assicurato anche per iscritto, via email, che i ragazzi sarebbero stati seguiti da funzionari, avrebbero avuto tutela legale e traduttori, che non c'era alcun bisogno di andare a Varsavia. Noi però non eravano tranquilli e mio marito ieri mattina è partito. E' arrivato in tempo per assistere al processo. Sul banco degli imputati oltre a Federico tutti giovanissimi tra i 17 e i 22 anni. Un processo che è durato più di otto ore, in cui sono stati sentiti come testimoni solo i poliziotti. Intervenendo gli agenti hanno dichiarato che non erano in grado di individuare chi fosse responsabile del famoso lancio di sassi: era buio, li avevano presi tutti insieme e uno valeva l'altro''.
Insomma, secondo la madre di Federico, ''non c'è stata nessuna responsabilità individuale accertata, non c'è stato nessun avvocato, non c'era nessuno dell'ambasciata in Tribunale. C'era una donna che faceva da interprete ma non si capiva nulla perché parlava a stento poche parole di italiano. Ventidue persone sono state condannate a due o a tre mesi di carcere, come mio figlio, e sono state portate in prigione. Mio marito è un medico, è preoccupatissimo per questi ragazzi, non solo per mio figlio ma per tutti. Ha detto che erano in una situazione psicologica gravissima, sono stati maltrattati psicologicamente, sono molto provati''.
''L'ambasciata, che continuava a dire che gli avrebbero dato una multa di 30-40 euro, si è trovata impreparata e io mi sono sentita dire 'le autorità polacche ci hanno preso in giro' - prosegue Annalisa Compagno - Non sono intervenuti perché si sono sostanzialmente occupati dei primi 17, quelli trovati in albergo con le armi, che sono stati processati venerdì e sono tutti in Italia''.
''Dei 137 che sono già stati giudicati, una parte è stata mandata via dopo due notti di carcere perché non erano coinvolti e non avevano fatto niente, altri hanno avuto una multa per adunata sediziosa - spiega - Ventidue, tra cui Federico, sono invece stati condannati a vario titolo per resistenza, aggressione e adunata sediziosa e tenuti in galera. Noi abbiamo dato mandato a un avvocato del posto e domani presenteremo ricorso. Vedremo. Adesso che la frittata è fatta l'ambasciata si sta muovendo. Io capisco che c'è il problema anche mediatico, che sono individuati come ultras, violenti. Io parlo per mio figlio ma non solo, questi sono ragazzi normali, che si sono trovati in mezzo a una cosa, che sono stati presi a caso. E sono stati abbandonati, i genitori stanno arrivando solo ora alla spicciolata. Io ho parlato con l'ambasciata e l'unità di crisi numerose volte ma mai nessuno ha chiamato me''.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Baldrick

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.782
Registrato
Citazione di: COLDILANA61 il 01 Dic 2013, 18:24
CHE CATSO CI FACEVA UN POLIZIOTTO ITALIANO IN QUELLA SITUAZIONE ?
Non hai mai fatto una trasferta in vita tua, è chiaro.

Luca Signifer

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.000
Registrato
Citazione di: Baldrick il 02 Dic 2013, 10:03
Non hai mai fatto una trasferta in vita tua, è chiaro.
:) quanti ricordi con la Digos nello scompartimento accanto

Discussione precedente - Discussione successiva