"Fatta la legge, trovato l'inganno": non solo uno dei più celebri proverbi italiani. Ma debolezza cui non riescono a resistere gli interpreti di un movimento, il calcio, che più d'ogni altro incarna gli istinti del Paese. L'ultima frontiera dei "furbetti del calcio-mercatino" è l'aggiramento della norma che regola l'afflusso di extracomunitari nella federazione.
Dal 2011, se un club cede all'estero un giocatore senza passaporto comunitario, può sostituirlo con un altro dello stesso status, per un massimo di due nuovi ingressi per ogni stagione sportiva. Illimitato, invece, il numero di "stranieri" che possono essere acquistati all'interno della stessa federazione, a prescindere dalla categoria. Chiaro, dunque: se la Roma avesse voluto comprare, si fa per dire, un brasiliano come Neymar, avrebbe dovuto cedere all'estero, ad esempio, Castan. E se non volesse cederlo? La finanza creativa del mercato calciatori ha pensato a tutto: basta tesserare un ragazzo non europeo e senza velleità di carriera da una serie inferiore, fargli un contratto con più zeri di quanti lui ne abbia mai visti e spedirlo a giocare all'estero. Come hanno fatto i giallorossi, che per ingaggiare Maicon, che non è Neymar ma serve come il pane, hanno fatto un contratto all'ivoriano Amara Konaté, svincolato dal Campobasso, quindi stessa federazione, ma non certo per tenerlo: mandarlo all'estero — nella serie B svizzera — servirà infatti a liberare una casella da extracomunitario per il brasiliano ex Inter.
Le regole lo consentono, un po' meno il buongusto, se è lecito inorridire davanti all'aggiramento di una norma, per di più contando sulla complicità di un ragazzo che di fatto non avrebbe alternative o quasi.
Ma a Trigoria il giochino piace e già nell'estate 2011 è stato utilizzato due volte, prendendo il senegalese Alain Mendy dal Parma e l'ivoriano Kevin Koffi dal Siracusa per spedirli subito dopo al Brussels e al Boussu Borinage. Koffi era già stato utile anche al Napoli, altro club specializzato in operazioni simili: fu preso a gennaio 2011 dalla Sanremese, ma solo per sei mesi, e la fine del contratto — postilla sul regolamento — libera comunque il posto per un nuovo straniero. Affare ripetuto nel 2012 con l'acquisto del marocchino Mehdi Kabine dal Carpi nel mercato invernale, con accordo fino a giugno dello stesso anno. Fine contratto, avanti un altro.
A segnare la strada era stata nel 2007 la Fiorentina, quando Corvino ingaggiò, giusto per qualche ora, Okoroji Henry. Ancora peggio è andata, nel 2012, al nigeriano Francis Ibekwe, viola solo per 15 minuti, prima di firmare per il Fc Snagov, in Romania. Un vero record. Ma lo scudetto del "come ti aggiro la regola" va senza dubbio a Siena e Udinese: la scorsa estate l'Udinese di Pozzo tratta il cileno Campos Toro, ma non può tesserarlo avendo già ingaggiato due extracomunitari, Maicosuel e Williams. Il Siena, allora, prende il brasiliano del Pergocrema Joelson nonostante fosse già stato ai domiciliari per il calcio scommesse, e lo cede al Granada, sempre di proprietà della famiglia Pozzo, liberando un posto "extra".
Ad occuparlo va proprio Campos Toro, che in Toscana resta solo fino a gennaio giocando appena 15 minuti, per poi trasferirsi — da straniero ma della stessa federazione — all'Udinese che tanto lo aveva cercato in estate. Tutto regolare, tutto censurabile. Non per Lega e Figc però, almeno a giudicare dal loro assordante silenzio.
Appello a chi sta all'estero, trovategli un rifugio sicuro, questo ragazzo per quanto sia un romoletto, rischia grosso