Citazione di: trax_2400 il 24 Mar 2026, 08:41La Lazio comunque ha cambiato molto il modo di muoversi sul mercato.
Prima cercava di non vendere mai i migliori giocatori e grazie a questo riusciva a mantenere una certa competitività ma poi non disponeva di risorse necessarie sul mercato.
Adesso fa un mercato più dinamico, vende anche i giocatori migliori ed ha più risorse da investire, però fatica a mantenere la competitività, anche perché i giocatori nuovi, spesso giovani o molto giovani, hanno bisogno di tempo per fare emergere le loro qualità.
È una modalità nuova, probabilmente anche la dirigenza e il reparto tecnico devono adattarsi per sfruttarla al meglio.
Sarei d'accordo con questa lettura se non avessi la nitida impressione che questo dinamismo non sia soprattutto figlio di una grossa difficoltà operativa a livello di risorse.
Anche l'incapacità di trattenere i migliori mi sembra più la conseguenza di un ambiente piatto e poco attrattivo piuttosto che di una strategia voluta. Credo che se la Lazio avesse giocato le coppe europee uno come Guendouzi sarebbe rimasto, piuttosto che partire per andarsene a giocare in Turchia. Lì la differenza per me l'ha fatta soprattutto la possibilità di non perdere visibilità internazionale e, di conseguenza, la nazionale.
Poi per il resto posso anche essere d'accordo: che il player trading fosse l'unica strategia percorribile per un club con finanze limitate come il nostro era qualcosa che si diceva da tempo. Ma, come molti hanno giustamente notato, c'è differenza tra fare un PT virtuoso mantenendo comunque competitività e invece tenere affisso il cartello "fuori tutto" come abbiamo fatto noi a gennaio. Se fai così finisci solo per svuotare di qualità la squadra, costringendo l'allenatore a partire sempre da un "anno zero" senza poter costruire nulla.
Per dire, anche oggi stiamo fondamentalmente investendo su un giocatore che con ottime probabilità tornerà alla base tra due mesi (Maldini), di fatto gettando alle ortiche il lavoro di mezza stagione. Non ne do colpe a Sarri, come alternative aveva un Dia fuori fase e un ragazzo che evidentemente non reputa né pronto né adatto al suo gioco, ma il risultato finale quello è. Se Maldini non crescerà abbastanza da meritare il riscatto (cosa che adesso che appare sinceramente difficile), ti ritroverai a giugno a dover nuovamente tappare un buco importante con due spicci e a ripartire daccapo con l'addestramento.
E la ruota gira.