Per me il problema dell'analisi del mercato della Lazio - e non necessariamente del mercato della Lazio, anche se potrebbe essere - è la schiavitù verso un'algebra che non ha mai funzionato nel calcio reale. I conti fra chi entra e chi esce, con paragoni sui numeri (esce x entra y, ci perdiamo; escono sedici gol, ne entrano due, ci perdiamo) sono aberranti per mille motivi.
Cambiano gli schemi; il rendimento da un anno all'altro non sarà lo stesso; ma quello che ritengo più aberrante è ignorare completamente il rendimento potenziale di giocatori quasi nulli l'anno prima, o perché ancora in rampa di lancio o perché in fase di ambientamento. È chiaro che se si aspetta lo stesso zero (o quasi) da Murgia e Luis Alberto i conti non tornano. Ma chissà che conti facevano all'Atalanta prima che scoprissero Spinazzola o alla Fiorentina prima che esplodesse Bernardeschi. La società crede che questi giocatori renderanno, mentre noi consideriamo un mercato valido solo se a) arrivano giocatori noti e affermati e b) gli acquisti hanno fatto bene nella scorsa stagione. Poi però se arriva Caicedo ah allora meglio sperare in Palombi. Come al solito se la cantamo e se la sonamo.
Capirete che messa così sto topic è un bordello di affermazioni inutili.
La mia unica preoccupazione nasce dall'Europa, che succhia energie fisiche e mentali. Inzaghi deve provvedere a costruire la squadra in modo da avere un rendimento alto con diversi moduli, che si renderanno necessari per assenze forzate o turnover. Questo è difficile. Altrimenti con concentrazione, freschezza atletica, spirito di gruppo e la stessa qualità vista lo scorso anno, un posto nei quattro è possibile.
Per il resto un secondo più forte di Vargic sarebbe auspicabile, un Lukaku solido sarebbe una bella garanzia, tutto al netto ovviamente del dossier Keita.