E va beh, anche questa e' fatta.
E va beh, un altro infortunio (certi che con noi il materiale medico in Paideia non c'arriva mai a scadenza).
E va beh, un arbitraggio che, a parte l'espulsione di Cana servita solo a rendere equilibrata una partita che senno' sarebbe stata senza storia, e' stato finalmente decente e equo.
E va beh, siamo in semifinale di Coppa Italia aspettando una tra Inter e Napoli (alla faccia di chi dice che e' una competizione snobbata).
Va bene tutto (infortuni a parte).
La squadra dei Pereirinha, dei Berisha, dei Novaretti, e degli Onazi ha vinto a San Siro, dove la Lazio non faceva risultato dal lontano millenovecentonovanta e poco, grazie ad un autorete di Maldini.
Bravi tutti.
Bravo Pioli.
Bravi ragazzi.
E bravi anche noi, tifosi e Lazionetters, che abbiamo finalmente scoperto che il calcio e' un gioco di squadra e che tutti i giocatori, se messi nelle condizioni ideali, possono dare un contributo importante alla causa.
Commenti alla partita non ne faccio, perche' l'abbiamo vista tutti e abbiamo gia' detto tutto.
Solo due parole per il Milan, una squadra che, dipendesse da me, dovrebbe sprofondare in Serie B con tutto lo stadio.
Affidare un club storico come quello meneghino ad un perfetto incapace come Pippo Inzaghi e' stata una delle scelte piu' delittuose della storia del calcio, peggiore perfino alla scelta di Maifredi alla Juventus.
L'ingresso di Honda su Muntari, il suo spostamento a destra con conseguente spostamento di Cerci a sinistra e' stata una delle stronzate calcistiche piu' grosse che abbia mai visto in vita mia.
Soprattutto perche' sul nostro lato sinistro c'era finito un Konko in perenne debito d'ossigeno, saltato come un birillo perfino da Abate, non proprio una di quelle alette brillanti e imprendibili stile Sala o Causio.
Fatto sta che Honda e' stato perfettamente inutile e Cerci e' sparito dalla partita.
Inzaghi, uno di noi (Pippo, perche' Simone e' gia' nostro).