Ero poco più di un bambino alle porte del sofferto mondo dell'adolescenza, dove capisci che le favole non esistono e che i sogni hanno il triste destino di rimanere tali.
E come bambino quale ero non avevo alcuna voglia di andare allo stadio quella domenica, ancora deluso e arrabbiato per le recenti delusioni di scudetto scippato da parte del Milan l'anno prima e di quelle allora freschissime del probabile secondo scudetto sfumato dopo il fatidico 3-3 di firenze.
Ma mio padre insistette per andare, ma fu un'insistenza pacata, come di chi sa che è finita ma accetta il tutto col sorriso e con serenità.
Io non volevo, ma alla fine andammo, c'era anche mamma.
Partita divertente, risultato in cassaforte già nel primo tempo, sole cocente e clima estivo, dentro di me già stavo col pensiero alle vacanze mentre la partita scorreva piacevole.
Poi le notizie del nubifragio di perugia. Gente scettica, facce sorprese, ma in quei volti la comune convinzione che comunque sarebbe stata una cosa a vantaggio della Juve, con un probabile rinvio e quindi il vantaggio di giocare sapendo già il nostro risultato.
Quasi l'ho vissuta con distacco questa notizia, tanto ero impegnato a godermi un gelato compratomi da mio padre dal bibitaro di turno.
Poi il secondo tempo, il 3-0 di Simeone e tutti a casa.
Anzi no.
Poco dopo il fischio finale il boato.
Gente che urla, estasi collettiva, all' inizio non capisco, poi il tabellone dell'olimpico che indica Perugia 1 Juventus 0 Cappioli!
Cappioli? eh si cappioli, così citava il tabellone luminoso erroneamente. Perchè il gol (lo seppi solo ore ed ore dopo) fu di calori.
Non vi descrivo i festeggiamenti perchè sono la parte che tutti conoscete già e che avete vissuto.
L'unica cosa che voglio ribadire è il GRAZIE a mio padre. Solo grazie a lui ho vissuto la giornata per ora più bella della mia vita. E che gli voglio bene. Perchè non glielo dico abbastanza.