Citazione di: ralphmalph il 03 Dic 2013, 00:08
Gesulio, secondo me dovremmo riguardare la partita. Almeno fino al 3-1.
Io se la squadra arriva, contro il Napoli, nelle condizioni di battere a rete sei-sette volte in un'ora di gioco, e non con toracici da fuori, beh me ne frego se voi non vedete gli schemi. E stasera la Lazio lo ha fatto. Siamo condizionati dal risultato. Abbiamo preso quattro gol ridicoli, su errori impensabili a questi livelli.
Sent from Lulic al 71esimo
posso capire che rispetto alle prestazioni recenti questa abbia lasciato l'impressione di essere stata una partita tutto sommato apprezzabile.
e tie', te ce metto pure che se avessimo giocato così un paio delle recenti partite di campionato avremmo almeno 20 punti.
però, ralph, insomma... io non ti voglio convincere assolutamente, ma se per te quella vista ieri è una squadra in grado di competere in un campionato come questo, meno spettacolare di altri, forse noioso, ma che espone compagini quasi tutte in grado di produrre un calcio molto molto organizzato, allora davvero non mi rimane che mostrarti la classifica.
quella di ieri non può essere una partita in cui dici beh, il mister è il meno colpevole. è invece una partita che aggrava, se possibile, la sua posizione, al di là del gioco che può averti più o meno impressionato. la aggrava perché allunga la serie negativa, allunga il monte di gol al passivo, allunga la conclamata stitichezza di un gruppo che ultimamente ha trovato con successo la via della porta solo con i giovanissimi, quelli che teoricamente quest'anno dovevano crescere e attendere il loro turno (vai a vederti la serie delle ultime marcature, tranne Cana: keita, perea, anderson, keita...).
se sono diventati praticamente indispensabili già a inizio dicembre, perché altrimenti non si segna, beh, forse qualcosa che non va ci sta.
che poi uno dice il gioco: al di là delle considerazioni come quella appena fatta, che contestualizzando il percorso fin qui della squadra, vanno inesorabilmente a uccidere senza pietà qualsiasi giudizio anche solo attenuante sul mister... ma soffermiamoci pure sulla sola partita di ieri.
facciamo finta di non aver mai visto la Lazio quest'anno e che per la prima volta in stagione ci piazziamo davanti al video o seduto sugli spalti dell'olimpico ad assistere a una partita della squadra.
beh, io trovo che esista una serie talmente lunga di problemi a livello di collettivo, che la metà basterebbero a giustificare il risultato di ieri, al di là delle amnesie difensive che pure lo hanno segnato inevitabilmente.
1. intensità. questa squadra non riesce mai a prendere seriamente in mano l'abbrivio della partita. mai. anche durante quelle fasi in cui abbiamo tenuto noi palla e abbiamo provato a mettere in difficoltà il Napoli, soprattutto nel finale di primo tempo, non diamo mai la sensazione di dominio sugli avversari.
ieri ho visto alcune buone intuizioni, trame anche sofisticate di gioco e parecchi movimenti senza palla. ma a sprazzi. senza continuità, senza intensità.
mi dicevo: ecco una buona azione, un saggio utilizzo degli spazi, un buon tempismo nei movimenti senza palla, saranno capaci di rifarlo anche alla prossima azione, tra un minuto quando riconquisteremo o ruberemo palla? e la risposta è sempre stata no.
la Lazio ha fatto buone cose sparse, senza legare mai la fase di possesso a una vera e propria mentalità e possibilità concreta di dominio dell'avversario. non è solo una questione psicologica: è anche, anzi direi soprattutto una questione di padronanza dei propri mezzi tecnici. quando la Lazio fa una buona azione, quella dopo verrà neutralizzata da un banale passaggio sbagliato, uno stop fatto male, un lancione a cazzo di cane. non c'è mai la sensazione che dopo una buona manovra ne vedrai sicuramente un'altra a stretto giro di lancette.
questo fa perdere sicurezza nei propri mezzi collettivi e quello che ti è riuscito in precedenza diventa episodio isolato.
il commento che ti lascia in bocca è: ogni tanto la Lazio riesce a mettere in difficoltà l'avversario. e non: la Lazio ha messo sotto di brutto l'avversario.
questo atteggiamento non è compatibile con il pedigree attuale della Lazio, quella di squadra che dovrebbe ambire alla lotta per le prime sei posizioni di campionato. questo atteggiamento invece si adatta perfettamente a una squadra neo promossa e magari costruita male per mancanza di risorse, con un allenatore il cui unico scopo è portare la pagnotta a casa con il poco che ha a disposizione, e che tenta di colpire l'avversario quando questo gli permette di uscire dal proprio guscio lasciandogli palla.
2. assetto tattico. già spiegato credo dozzine di volte. premetto che non parlerò di soluzioni che secondo me risolverebbero d'incanto la situazione. non ho le competenze necessarie per farlo, non sto a formello tutto il giorno e non coltivo questa presunzione. di sicuro però una prerogativa ce l'ho: quella di poter giudicare quanto vedo.
e quanto vedo è un centrocampo che, con due registi di fatto (Biglia e Hernanes), una specie di factotum incontrista quale Gonzalez (ieri) o Onazi (di solito), più due ali larghe, assomiglia praticamente a una stecca di biliardino.
è un centrocampo piatto, scontato, senza sorprese. quando Hernanes viene (spesso) a prendere palla dentro il cerchio di metà campo, davanti la linea della palla c' Perea e le due ali. basta. come si pretende che la squadra crei certe condizioni favorevoli se la difesa avversaria legge perfettamente la situazione e non trova alcun elemento in grado di sorprenderla. non si capisce proprio. la Lazio non gioca male perché la punta è una pippa o troppo giovane, le due ali sopravvalutate, Biglia non capisce il calcio italiano o Hernanes uno con la testa al mondiale.
la Lazio gioca male perché quando è in fase di possesso ha soluzioni limitatissime.
una squadra il cui centrocampista più avanzato gioca abitualmente a 30 metri dalla punta potrebbe segnare tranquillamente solo se sulle fasce avesse Ribery da una parte e Ronaldo dall'altra. ma così non è. Candreva e Lulic sono ottimi giocatori, ma non fanno la differenza sempre. se quando ricevono palla sono isolati e l'unica cosa che possono fare è l'uno contro uno, non hai una squadra imprevedibile, ma tuttaltro. al di là che poi qualche volta riescono anche ad andare via. il problema è che quando lo fanno, il resto della squadra non sembra mai pronta ad aggredire e a sfruttare la situazione.
se giochi con un centrocampo di questo tipo e con due attaccanti larghi, non puoi esimerti dallo schierare un trequartista, uno alla Mauri che galleggia tra le linee, che si libera, che non da punti di riferimento, che è capace di girarsi velocemente e puntare l'avversario.
e il fatto che ancora, a dicembre, non si sia visto nessuno in campo capace di sostituire il brianzolo o quantomeno che provi a giocare in quella maniera, non può essere attribuibile ad alcun'altra persona che il mister.
se Hernanes non lo fa, non lo vuole fare, non è capace, questo non lo so. ma se Hernanes viene a prendersi palla dentro il cerchio di centrocampo con Biglia e Gonzalez in campo, e lo fa per praticamente tutta la partita, o il mister non conta più nulla nello spogliatoio, oppure è quello che vuole dalla squadra.
in ambedue i casi a me sembra che sia un problema.