Premessa: questa partita conferma, nel bene e nel male, la stagione della Lazio. Non ne farei un dramma, abbiamo già visto gli stessi errori tecnici e tattici. Sul livello tecnico dei nostri centrali difensivi spero che non si debba più tornare a parlare. Non è colpa loro, si impegnano pure, ma di chi ha pensato che si trattava di rinforzi utili per competere per i primi posti. Velo pietoso.
Comunque, partita buttata via per alcuni errori specifici, visto che fino alla fine, anche sul 3-1 e con l'uomo in meno, la Lazio è sempre stata in partita, reattiva, con uno dei Napoli peggiori dell'anno. Alla fine del primo tempo, tra il caffé e l'amaro, tutti i laziali davanti alla tv hanno pensato la stessa cosa: bisogna togliere Cana. Magari mettendo Radu centrale confermando la difesa a 4, con Lulic esterno basso, oppure inventare una difesa a 3. Qualsiasi cosa, ma tutti sapevano che l'albanese andava incontro al cartellino rosso.
La sostituzione di F.A. con Novaretti - con il doppio effetto di indebolire simultaneamente l'attacco e la difesa - fa parte dei film già visti di questo allenatore. Reja si conferma per quello che è: bravissimo a tirare fuori la squadra dalle situazioni drammatiche, buon motivatore nei momenti bui, ma appena si scorge la possibilità di un'occasione speciale, uno scatto di reni, ecco che emergono tutte le sue lacune di interpretazione e di gestione.
La partita di ieri mi ha ricordato altre partite assolate, scorci di primavera rejani finiti male dopo la solita illusione, a Milano con l'Inter (noi in vantaggio e con l'uomo in più), lo stesso furto del 4-3 di Napoli, la sconfitta di Udine con Garrido in balia degli eventi, il Novara e tanto altro.
Ripeto, niente di drammatico, ma a volta il calcio ha una sua logica. Puoi impostare benissimo la partita, sfruttare una giornata no dell'avversaria, ma poi nei momenti clou contano le giocate tecniche degli interpreti o le soluzioni tattiche degli allenatori. E la Lazio è questa. Note positive, la "rinascita" di F.A. e la grande personalità di Onazi. Stiamo sempre li: se il prossimo anno si vuole combattere per qualcosa di importante serve un altro allenatore e cinque giornati foti e titolari: tre difensori, un centrocampista e una punta.
L'arrivo di Diordievic (giocatore medio e niente più) e la conferma di Klose (sbandierata come un acquisto) non vanno in questa direzione.