Non è un problema di carattere ma di peso specifico, di statura, di "ombra".
Sandro è un ragazzo tranquillo e, da buon professionista, un aziendalista.
Non lo vedresti mai contrapporsi pubblicamente alla linea societaria.
Però il presidente ha sempre osteggiato i simboli della "vecchia" Lazio, quella pre Lotito.
Si è sempre comportato come se la Lazio fosse veramente morta il giorno prima del suo avvento e da quelle ceneri fosse nata la "Lotilazio".
Ogni volta che utilizza la nostra storia lo fa appelandosi a fatti e particolari che appartengono agli albori dei nostri 112 anni, vedi l'Ente Morale per esempio.
Tutte cose anagraficamente "morte" che non possono invadere fisicamente il suo spazio.
Sandro se ne starebbe buono, sicuramente, ma la sua sola presenza farebbe ombra, molta ombra.
Il presidente vorrà il correre il rischio di finire lui stesso in quel cono d'ombra?
Vorrà concedere ad un suo dipendente di rappresentare la Lazio pubblicamente e mediaticamente in molte occasioni?
Visto l'ego smisurato del presidente dobbiamo essere una volta di più contenti del muro contro muro fatto da subito con la tifoseria organizzata.
Se avesse concesso quello che concedeva Cragnotti (o poco meno) si sarebbe guadagnato l'appoggio incondizionato della curva tutta, e di conseguenza del resto.
Con un seguito del genere oggi staremmo a fare le celebrazioni per il suo compleanno o per il primo dente caduto all'erede al trono, al delfino biancoceleste (non quello che se deve attaccà dove sappiamo).
Probabilmente invece di festeggiare il 9 gennaio lo faremmo a luglio, nel giorno zero dell'anno zero del calendario Lotilaziale.
Spesso Lotito ci ha sorpreso, in senso e nell'altro (più nell'altro devo dire).
Spero in una sorpresa... ma ci credo poco.
Che peccato... meno male che il 21 dicembre finisce tutto...