Ognuno fa come gli pare.
Non giudico le cause, vedo i risultati. Oggi abbiamo due concause per lo stadio vuoto. La prima è la decisione della curva (delle due curve, poi vediamo che faranno quelli de là, ma chissenefrega) di non presenziare all'incontro. D'accordo? In disaccordo? Dico solo che l'hanno annunciato e l'hanno fatto. Ma la curva non era presente neanche a Lazio-Milan, e il colpo d'occhio era comunque quello di un supporto "accettabile". Ormai siamo ridotti all'accettabile, ma tant'è.
Poi ci sono gli altri. Se togli al milione e duecentomila o quanti siamo quelle poche migliaia di presenti in curva, sempre un milione e duecentomila sono (meno spiccioli). Non ho avvertito negli scorsi giorni questo enorme movimento di opinione che solidarizzasse con l'iniziativa della curva. Anzi.
Però poi incredibilmente oggi il milione e duecentomila si sgretola, si polverizza, evapora. Ognuno ha le sue motivazioni e i suoi impedimenti, oggettivi e seri. Ma la somma di queste motivazioni individuali porta... a quattromila presenti al derby. Di colpo, tutte le giustificazioni per non andare prendono colore e si presentano come muraglie invalicabili. Migliaia di matrimoni, orde di comunioni si frappongono, i parcheggi diventano impossibili, i controlli insormontabili. C'è sempre stato chi - per un motivo o per l'altro - alla partita non ci va, ma in uno stadio pieno l'assenza non si nota. C'è rotazione tra gli impedimenti. Oggi, la roulette di un milione e duecentomila ha girato ed è uscito lo zero.
Facciano gli offesi coloro che si sentono offesi. Ma la partita di oggi è uno spartiacque (oh, per me, eh? sempre solo per me. non sono considerazioni oggettive) del rapporto tra tifoseria e squadra. E' il giorno in cui il non ti lasceremo mai sola perde definitivamente di significato.
Ma è mai possibile che nei giorni scorsi, leggendo la miseria di tagliandi staccati, a nessuno sia ribollito il sangue, a nessuno dei testimoni di nozze o di battesimo sia venuto un sussulto e un sai che ti dico? sto bambino buttalo nel'acqua te, io c'ho la mia Lazio che mi chiama? Che nessuno abbia messo in discussione le proprie giustissime per carità motivazioni e si sia detto dai, è assurdo, avevo deciso di non andare, ma la gita con mia moglie la faccio la prossima, oggi non posso proprio, non si lascia soli i propri cari quando serve.
Portiamo allo stadio le figure in cartone, come fece la Triestina qualche anno fa. Ognuna con l'immagine di un abbandonante e le sue legittime motivazioni. E vedrete che il colpo d'occhio, anche stavolta, non mancherà. Forse il calore, in effetti. Possiamo sempre daje foco.