Una cosa è dire: "manipolo di amici", come recita erroneamente il titolo del topic, un altro "manipolo di fratelli", come proposto dalla curva all'ultimo derby. L'unione di fratelli implica il sangue, quella di amici no. E il sangue, inutile dirlo, è un concetto di un certo tipo che rimanda alla razza. Anche se Shakespeare quando parlò di "manipolo di fratelli" nel suo dramma non pensava a questo.
A me questa esaltazione dei pochi ma buoni non piace, così come questa concezione del laziale elitario contrapposto al romanista popolano. Che tra l'altro non è nemmeno vera. Credo che allo stadio sarebbe meglio avere tutte le domeniche 60mila spettatori, anche se tra questi ce ne fosse qualche migliaio che va lì solo per farsi i selfie (cosa che anche i romanisti contestano al loro pubblico), piuttosto che 30mila incazzati, duri e puri. Lo stadio pieno di gente, di bandiere e colori, di cori e di feste è bellissimo, altroché quando è vuoto. Il calcio e gli stadi nascono per far stare insieme la gente e spingerla alla condivisione di una passione che per alcuni è anche un'idea. E se sono pochi a condividere che idea è?
Concordo con il netter che ha scritto che uno stadio pieno contribuirebbe inoltre anche a diluire la pressione di una curva per lo più fascio-razzista e a umanizzare il tifoso della Lazio agli occhi degli altri tifosi d'italia (sono reduce da un recente flame di quasi una giornata con un tifoso gobbo su twitter che rosicava dopo la sconfitta 2-1 con la Lazio di un mese fa e che durante la discussione per insultarmi mi avrà scritto 100 volte che ero fascista come tutti i laziali) perché la fama che ci portiamo dietro per me è davvero insopportabile.
Avrei voluto scrivere tante altre cose perché l'argomento mi appassiona ma poi sarei andato davvero troppo lungo, ma questa idea dei pochi, noi, contrapposti ai tanti, loro, non mi va giù, come il concetto degli spartani (sarà che se fossi vissuto nel mondo antico avrei voluto essere ateniese e vivere in democrazia ascoltando Socrate e Pericle e non spartano e vivere in uno stato militarista e che gettava i bambini delle rupi), o degli scozzesi in terra inglese che tanto fa eccitare molti laziali.
Per me una delle più belle scritte su un muro dello stadio Olimpico, rimane il: "La Lazio al popolo", forse fatta proprio da mano irriducibile, al tempo della grande Lazio di Cragnotti, quando lo stadio era pieno e i biglietti per la partita si trovavano con mol,a difficoltà.
Ultime due cose:
1. anche per me la coreografia "As roma merda" è una delle più belle della storia;
2. un iscritto all'associazione Lazio e Libertà che allo stadio tifa nei distinti SE ieri sera è stato prima insultato e poi malmenato a piazza Mancini da un gruppetto di sedicenti tifosi della Lazio.