Citazione di: ralphmalph il 31 Mar 2014, 22:32
V. io me ne rimango convintamente a casa.
Sono contento che voi proviate le emozioni appena descritte da Guy, davvero sono contento.
Io non ce la faccio a dire "basta che ho una Lazio da tifare".
Due settimane fa ho contestato la stessa cosa a Ranx, che guarda la partita con gli occhi di un bambino.
Io non ce la faccio a dire "anche se va in B rimane pur sempre la Lazio".
Ho un terrore fottuto per il prossimo anno. Se arrivano 3-4 parametri zero lotteremo per restare in A.
Con una rosa logora e scarsa e quattro-cinque ragazzini all'esordio.
E' qua che non ci incontriamo. Con te, Guy e Ranx.
Io allo stadio non ci vado per lo stesso amore della Lazio che fa andare voi.
Solo che abbiamo una prospettiva diversa.
Sono un cliente e voi siete gli innamorati senza compromessi? Poesse. Mi sta bene.
D'altra parte è il Padrone stesso che ci tratta da clienti.
Quando capirete che anche non andare allo stadio è "farò quel che potrò per la mia Lazio" forse ci capiremo.
Non prima.
Ma manco per il cazzo amico Ralph, lo guardo con gli occhi di come deve essere guardato. Forse siete voi "adulti" che a forza di fare "esami autoptici" (cit.) non trovate più il modo giusto di guardarlo.
E forse iniziate a non trovare più il gusto semplice di vederlo per quello che è.
Ho avuto la fortuna di assistere a sei o sette partite di rugby del sei nazioni al Flaminio da bordo campo, attaccato alla panchina della nazionale. Emozioni intense e brividi forti.
Clima di festa, serenità, tifo spontaneo, entusiasmo che attraversava lo stadio, condivisione dell'allegria anche tra avversari ed una naturalissima voglia di divertirsi, il risultato finale era solo un accessorio.
Perché in fondo qualsiasi sport è un gioco, uno svago ed una passione.
Se non mi imponessi di continuare a guardarlo con gli occhi di quello che definisci un "bambino", concentrandomi soprattutto sul campo, da mo che avrei accannato.
Scandali, corruzione, violenza, speculazione, odio viscerale, contrapposizione fisica e verbale, contestazioni decennali, arresti, galera, partite acchittate e campionati indirizzati, lotte di potere tra società e tra tifosi, logiche del buisiness rispetto a quelle dei sentimenti, commercializzazione di ogni granello di polvere che che si muove, politica che s'infiltra per sfruttare i riverberi del gran carrozzone, schedature, divieti, razzismo. La cultura della vittoria e del risultato a tutti i costi come condizione necessaria al rilascio dell'affetto ed al sostegno.
E me fermo qui.
Sono un adulto e con gli occhi dell'adulto, vedo tutte queste cose che hanno "cambiato" il calcio. In peggio secondo me.
Fortuna che riesco a guardarlo ancora con gli occhi di un bambino che altrimenti un gigantesco vaffanculo l'aveva già seppellito. Come è stato per molti che alla fine se ne sono disamorati. Come sta' succedendo per il ciclismo, una disciplina ormai falsata dai calendari estenuanti, dai soldi e dal doping.
Su alcune cose mi concentro e continuo a poggiarci il mio gradimento, su quelle cose che me lo rendono ancora digeribile. È cambiato il calcio? Cazzi suoi, io no. Neanche il rettangolo verde, il numero dei giocatori, l'attrezzo ed i colori della mia squadra. È già qualcosa.
Me lo continuo a vedere ed a spizzare come ho sempre fatto. Con l'occhio del bambino, del tifoso normale, dell'appassionato. Dell'attore non protagonista.
Che qui ormai, tra televisioni a pagamento, radio, giornali, forum e gruppi organizzati, so' tutti diventati protagonisti e l'evento sportivo è marginale. Più che altro è ormai piegato dalle esigenze di tutti 'sti protagonisti.
Con tutto l'affetto e la comprensione, me tengo il calcio mio e lo sguardo da bambino. Ancora mi diverto, e non ci rinuncerei per nulla al mondo.
Il recupero settimanale dell'infanzia, ecco è quello, che di pensieri, di preoccupazioni e di cazzi per il culo ce ne avemo già abbastanza nella vita da "adulti" che portiamo avanti tutti i giorni.
Domenica è stata festa, una bellissima festa, c'era un bel sole, la temperatura annunciava la primavera, il cielo era biancazzurro e lo stadio ed i ragazzi ci hanno regalato un pomeriggio di sana felicita'. Ancora adesso ne sento l'effetto benefico.
P.S.: perdona la lunghezza.