Ho letto di inadeguatezza dei vecchi miti romantici di fronte al progredire social delle nuove generazioni, del nuovo fruire del calcio (e del mondo), dei mille mezzi a disposizione, del cambiare della comunicazione e del tempo reale.
Tutto vero. Poi, detto da un trombone come non ho mai smentito di essere, dovrebbe avere pure più valore.
Poi però, vado in fondo ai ragionamenti in maniera un po' più asettica e professionale (alla fine mi occupo di comunicazione per mestiere, anche se pure qui sono uno di quelli obsoleti, di quelli col contratto a tempo indeterminato, di quelli collaudati, plafonati, standardizzati, mai uno sprazzo, mai un errore... du' palle) e mi accorgo che nel comune sentire, del tifoso dico, il mito più resistente, quello che non passa mai di moda, quello che fa da discriminante VERA di qualsiasi discorso diverso è... lo stadio.
Lo stadio, la curva, il so' gia' du' ore che stamo qui a aspetta'...
Oggi, come nei seculaseculorum.
"Io c'ero a Lazio-Cavese" l'ho sentita la prima volta 35 anni fa... (e io già allora risposi immodestamente: esticazzi) come a stabilire subito un confine fra Laziali di classe-A e Laziali di classe-B (e di classe-C, D... fino alla Z).
Un tormentone, sfinente. Molto simile, absit iniuria verbis, col Gò de Turone era bbono. Sempre, uguale a se stesso, negli anni degli anni degli anni.
Voglio dire, terzo millennio abbondante e... quello che conta sarebbe ancora: chi c'era allo stadio.
Ma davvero?
Perchè chi sta a casa NON sta vicino alla Lazio. "Non sarai mai sola" si esplica, si realizza, solo dentro all'Olimpico.
Povera Lazio mia, dico io, se tutto 'sto sconfinato amore si esplica in ventidue/venticinquemila (domenica media) cuori battenti presenti allo stadio (e urlanti altro, assenti, silenti, uscenti e rientranti, etc. ma questo è un altro discorso). Solo con quelli.
Quelli che stanno a casa no. Quelli non sono Laziali, anzi sono "forse" Laziali ma "la lasciano sola". Pure Tarallo che abita in Culonia, pure l'amico mio Gianni che soffre di cuore e non la vede manco per televisione, pure quelli che non hanno i soldi per lo stadio, non glie va, hanno altro da fare, glie rode er culo o non vogliono più
Scusate se me vie' da ride' (e da rimettere il trombone nella custodia). Ma come vi permettete.
Punto primo.
Punto secondo: solo un ribadire ancora più deciso di quello che penso:
Citazione di: Nanni il 25 Mar 2014, 10:53
Io sono della Lazio.
...
Non ho niente a che fare con voi, io. Niente. Coi vostri cori, coi vostri concetti assurdi, coi vostri silenzi, coi vostri auguri di morte. Coi vostri cartelli, con quello che scrivete qui sui forum e con le vostre assenze. Niente. Ma fratelli de che.
E me ne sto a casa, lontano da tutto, io innamorato, vicino vicino alla mia Lazio che con me non sarà mai sola, statene certi. E Lei lo sa.
Qualcuno se ne risente? mi spiace.
Se è uno che si riconosce fra coloro dei concetti assurdi, dei silenzi, delle assenze e degli auguri di morte manco mi dispiace. Io, con questi non ho, non voglio e non intendo avere niente a che fare. E l'unico modo che ho è starne lontano.
Io scrivo sul forum perché lo amo, perché mi va, e perché non credo di dover chiedere il permesso a nessuno. Perché non rappresento che me stesso, non sto su nessun piedistallo e non ho nessuna velleità di selezionare pompinari.
Ah, dimenticavo. Alla Lazio si sta vicino in mille modi. Anche da casa. Fra le voci di bilancio dei prospetti di conto economico della Società Sportiva Lazio 1900, state certi che la voce "Incassi al botteghino" è non dico trascurabile, ma insomma. Quello che conta, per le Società di calcio, è altro.