Spiegarsi è difficile assai, ogni giorno di più
Ragion per cui ero sparito e presto tornerò a sparire da questo forum.
Ma ora ho cominciato e devo provare a chiarire.
Anzitutto torno in topic, dal quale io per primo sono uscito.
E ridico.
C'è una campagna mediatica che vuole far passare ogni non abbonato, ogni mancato rinnovo come un punto contro la gestione Lotito.
Forse sarà così per tutti, meno che per me.
Io mi allontano per parte delle ragioni citate.
Io solo?
Forse, ma tant'è e mi premeva dirlo perché essere annoverato in questa conta isterica non mi garba.
Poi cosa sia per me essere un tifoso, cosa significhi andare allo stadio e come io concepisca il mio rapporto con la Lazio, be', quella è un'altra storia.
Avete ragione, sbagliato dire che c'è chi si è instupidito dentro questa guerra ininterrotta.
Ormai il calcio, specie in questa città, sembra essere questo.
Solo questo.
Tertium non datur.
Il motore che smuove ascolti e vendite è il protagonismo mediatico del tifo ed è sempre più difficile riuscire a vivere la passione per una squadra senza sentirsi tirati dentro queste continue conte o "battaglie.
Io non ho nessuna guerra da combattere, non dentro uno stadio, non contro dirigenti o giocatori, né tantomeno contro altri spettatori paganti.
Infatti fuori mi chiamo.
Chiedo venia, non ci sono stupidi, è così e basta.
E io mi scanso.
Ho voluto usare questo spazio, dopo 9 anni di frequentazione, solo per dire che se mi allontano dallo stadio e dalla Lazio non è per Lotito (del quale, ribadisco, m'arimbarza), ma perché di questa guerra non colgo il senso e mi appare stupida e inutile, come quasi tutte le guerre, del resto.
Ma se c'è chi la vuole combattere, non c'è nulla da fare.
Del resto anche le guerre hanno una loro logica e una loro economia e per citare un gran bel film, finché c'è guerra c'è speranza.
Come in tutte le guerre che si rispettino, però, alla fine resteranno solo le macerie e sinceramente di passeggiarci sopra non mi va.
Tutto qui.
Mi voglio ricordare la Lazio come una passione semplice e non mediata, dove non mi si chiedeva di dire la mia su ogni maledetta cazzata, di esprimermi su tutto lo scibile umano, ma solo si "sentire", di provare sensazioni e di esserci con i colori e con la voce.
Per quanto possibile, senza doveri, senza codici, senza patenti.
Provo a salvare quel che resta di tutto questo, se qualcosa ancora resta, tenendomi a distanza da un luogo che ormai mi appare solo come un tetro teatro di guerra e non come uno spazio di festa.
E in tutto questo, mia personalissima opinione, Lotito c'entra poco, perché questa mutazione genetica del tifo lo precede e perché basta guardare i detestati dirimpettai per notare come questo copione sia recitato da un'intera città alla stessa maniera.
Cambiano solo gli intepreti, che però diventano ogni giorno sempre più uguali, sempre più intercambiabili.
Chiedo scusa a chi si è sentito offeso.