Sono contrario a 'riacquistare' Mauri, anzi per dirla fuori dai denti: è una stronzat.a megalattica, per vari motivi.
Innanzitutto si riacquisisce in rosa un giocatore che non ha svolto la preparazione, ma vabbè, tempo 20-30 giorni Mauri sarebbe di nuovo disponibile. A 35 anni dopo un ottimo campionato, ma Mauri ha anche mostrato il fianco negli ultimi tempi.
La Lazio riacquisisce Mauri e dimostra in pratica che la rosa può essere puntellata o con prospetti ancora non giudicabili oppure reintegrando in rosa un giocatore che era stato escluso dai piani di rafforzamento della società non più di due mesi fa. Il messaggio che arriva a tifoseria e competitors mi pare eloquente: restaurazione e scommesse. Il tutto mentre Napoli, merde, Milan, Juve e Inter hanno messo a segno acquisti che sulla carta (che di solito è verde come il campo) danno più garanzie. Poi ognuno può vedere il mondo come vuole e quindi Shrek è biondo con gli occhi azzurri e Anna Mazzamauro ha in mezzo alle gambe la stessa cosa che ha Belen Rodriguez. E' questione di visione della vita.
Se e sottolineo se, si è riflettuto sul fatto che la squadra è troppo giovane e sbarazzina e ha bisogno di un'altra chioccia/senatore che tenga a battesimo i neonati, allora l'errore è proprio concettuale. Perché l'esperienza, la malizia, la leadership si comprano. Non si riscalda la minestra. I giocatori forti ed esperti sono sul mercato, ce ne sono 400.000, quindi non si rovista nella credenza per cercare un po' di cipolla e due pomodori per organizzare un sugo.
Ma il punto focale è ovviamente un altro. La storia Mauri-calcioscommesse attraverso la quale è andata in scena la martellante e massacrante propaganda mediatica antilaziale.
Mauri è innocente, è stato squalificato solo per omessa denuncia, la giustizia sportiva sembra aver finalmente fatto il suo corso. Rimane quella ordinaria. La decisione sul rinvio a giudizio è attesa nelle prossime settimane, forse mesi, non lo so.
Non vedo la necessità di riprestare il fianco ai nemici sul libro paga delle società a noi vicine. Sarebbe molto più furbo chiudere questa storia, lasciare che Stefano si difenda nelle sedi opportune e che si dia un po' di respiro a noi, noi intesi come mondo laziale perennemente con l'elmetto a difenderci da ogni tipo di arma contundente, d'inchiostro più che altro.
Non stiamo rinunciando a un centrocampista top player di 30 anni ma a un ottimo centrocampista in parabola discendente che purtroppo porta sul petto la "A" scarlatta, non per colpa sua né per colpa nostra.
Ma un minimo di cinismo sarebbe stato e spero che lo sia ancora necessario.