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Aperto da Valon92, 25 Nov 2015, 14:19

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DajeLazioMia

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Sono molto contento, mi pare ben fatto.

pentiux

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* 18.718
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Citazione di: Tarallo il 26 Nov 2015, 05:12
Buissimi, altro che cazzi.
Eh ma luminosissimi in confronto agli ultimi, che non lo sai? D'altronde è così.
Comunque se l'avesse scritta Property la sezione Storia sarebbe stata: nessuna.

maumarta

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* 7.093
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Citazione di: Tarallo il 26 Nov 2015, 05:12
Buissimi, altro che cazzi.

Per me lo dovevano scrive in braille...

italicbold

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* 45.279
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Io avrei fatto proprio un salto.
La storia della Lazio dal 1900 al 1977 e poi dal 1987 fino a oggi.
In mezzo famo che avemo scherzato.

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Zarathustra

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* 324
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Una bella cosa il nuovo sito.

Ma la sezione Storia è oltraggiosa, oltraggiosa. Tutto si riduce a: "Il secondo scudetto"

Che le affermazioni europee se le semo scordate?
C'è stato solo lo scudetto?

Qualsiasi tifoso laziale di questo mondo, anche pur accettando che l'ultima fase si chiamasse con il suo nome (il solito cattivo gusto da pizzicarolo), avrebbe chiamato il periodo di Cragnotti come minimo "Le grandi vittorie" oppure meglio ancora "La grande Lazio".

Il nostro periodo migliore in 115 anni è sintetizzabile con: "Il secondo scudetto".....
Una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea con il ManUnited delle stelle, una finale di Coppa Uefa, non considero neanche le Coppe Italia e i piazzamenti. Primi nel ranking mondiale. Praticamente buona parte dei migliori calciatori del mondo nella nostra rosa.

La giusta sequenza: "La grande Lazio" e poi "Claudio Lotito" avrebbe raffigurato la verità. "La grande Lazio" e "Claudio Lotito"

Non dico quello che penso e sento perché non me voglio fa bannà.

Me deve arrivà quel giorno prima o poi. Prego solo Dio de esse ancora vivo.

Sonni Boi

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* 16.452
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Citazione di: Ranxerox il 25 Nov 2015, 23:12
Io tante volte rimango senza parole....
Senza voler in alcun modo far polemica eh!
Stai a scherza' vero?
No perché se sei serio non ti seguo proprio.
Cioè te incazzi perché se permettono de scrive, no dico, de scrive: "anni bui" (che infatti erano anni bui) e invece trovi normale schifare la Lazio odierna tanto da non sentirtene più attratto ne soddisfatto, tollerando tranquillamente, e senza batter ciglio, tutta la merda che i stessi Laziali gli rivoltano sopra da mattina a sera a destra e a manca?
Non può essere vero. Sta veramente succedendo qualcosa di grave.
Ma veramente te pare normale?
Non c'è un controsenso? E se non c'è, me lo spieghi?

Io all'epoca ancora non c'ero, ma a quanto leggo spesso qui sopra mentre oggi sappiamo di essere condannati alla perenne mediocrità a causa di Lotito, all'epoca c'era come un sentore, tra una trasferta a Campobasso ed una a Cava de' Tirreni, che la Lazio sarebbe tornata a conquistare trofei e qualificazioni europee.

Non faccio polemica, è solo che questo aspetto mi ha sempre incuriosito molto e suscita in me un certo rimpianto per non esserci stato.

vagabond

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Molto carino, ma la storia pare fatta da un tifoso di un'altra squadra

italicbold

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* 45.279
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Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 10:04
Io all'epoca ancora non c'ero, ma a quanto leggo spesso qui sopra mentre oggi sappiamo di essere condannati alla perenne mediocrità a causa di Lotito, all'epoca c'era come un sentore, tra una trasferta a Campobasso ed una a Cava de' Tirreni, che la Lazio sarebbe tornata a conquistare trofei e qualificazioni europee.

Non faccio polemica, è solo che questo aspetto mi ha sempre incuriosito molto e suscita in me un certo rimpianto per non esserci stato.

Col cazzo MH, col cazzo.
Scusa il francesismo. La frase che più spiega quel periodo, spesso ripresa e scritta con i pennarelli sui nostri zaini per andare a scuola, le nostre Tolfe (che se le ricorda ?) era "Nessuna notte era tanto buia che il sole non possa risorgere"...
Il gol di Fiorini, a mia memoria é stato l'urlo più forte che io abbia mai sentito in uno stadio, sfido chiunque a dimostrare il contrario, perché un secondo prima quel colpo di punta la Lazio era sparita, sparita veramente. Non come le barzellette di oggi, saremmo spariti, Calleri aveva già fatto capire che avrebbe mollato, saremmo spariti veramente.
Finita la Lazio, solo una squadra a Roma. Anzi, si sarebbe potuto tifare la Lodigiani, che in quei tempi vivacchiava in C2 e il sabato si poteva andare al Flaminio a vederli. Sai che goduria.
Sugli spalti, all'82° di quella partita la fine, la fine vera, non le barzellette di oggi, era concreta, palpabile, era negli occhi di ognuno di noi e di chiunque era incollato a una radiolina. Era finita, capitelo, era finita veramente.  All'82°.
Ancora non più di 8 minuti di Lazio, più recupero, poi é finita. Finita la Lazio.
Oggi stavi, probabilmente a tifare un'altra squadra. Magari le merde.
Poi arrivo' la puntata di Giulianone nostro, una dei centravanti più scarsi che abbia mai indossato la maglia numero 9 della Lazio. Dio, se esiste, lo avrà mandato nel paradiso degli eroi.

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gentlemen

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Citazione di: italicbold il 26 Nov 2015, 10:14
Col cazzo MH, col cazzo.
Scusa il francesismo. La frase che più spiega quel periodo, spesso ripresa e scritta con i pennarelli sui nostri zaini per andare a scuola, le nostre Tolfe (che se le ricorda ?) era "Nessuna notte era tanto buia che il sole non possa risorgere"...
Il gol di Fiorini, a mia memoria é stato l'urlo più forte che io abbia mai sentito in uno stadio, sfido chiunque a dimostrare il contrario, perché un secondo prima quel colpo di punta la Lazio era sparita, sparita veramente. Non come le barzellette di oggi, saremmo spariti, Calleri aveva già fatto capire che avrebbe mollato, saremmo spariti veramente.
Finita la Lazio, solo una squadra a Roma. Anzi, si sarebbe potuto tifare la Lodigiani, che in quei tempi vivacchiava in C2 e il sabato si poteva andare al Flaminio a vederli. Sai che goduria.
Sugli spalti, all'82° di quella partita la fine, la fine vera, non le barzellette di oggi, era concreta, palpabile, era negli occhi di ognuno di noi e di chiunque era incollato a una radiolina. Era finita, capitelo, era finita veramente.  All'82°.
Ancora non più di 8 minuti di Lazio, più recupero, poi é finita. Finita la Lazio.
Oggi stavi, probabilmente a tifare un'altra squadra. Magari le merde.
Poi arrivo' la puntata di Giulianone nostro, una dei centravanti più scarsi che abbia mai indossato la maglia numero 9 della Lazio. Dio, se esiste, lo avrà mandato nel paradiso degli eroi.
Mi alzo in piedi ed applaudo.
Bravo.

Ranxerox

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Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 10:04
Io all'epoca ancora non c'ero, ma a quanto leggo spesso qui sopra mentre oggi sappiamo di essere condannati alla perenne mediocrità a causa di Lotito, all'epoca c'era come un sentore, tra una trasferta a Campobasso ed una a Cava de' Tirreni, che la Lazio sarebbe tornata a conquistare trofei e qualificazioni europee.

Non faccio polemica, è solo che questo aspetto mi ha sempre incuriosito molto e suscita in me un certo rimpianto per non esserci stato.

La prospettiva non c'era per niente, come gli 80000 in B, il popolo unito, la mancanza di critiche. E' solo un mito. Come già scritto  ad un Lazio Cremonese, quart'ultimi in B, eravamo 3150 spettatori.
T'attaccavi alla maglia perché non c'avevi granché di altro.
C'era merda vera da ingoiare, prese per il culo continue, squadre e giocatori improbabili, scandali, presidenti poveracci che non c'avevano una lira, e che so' scappati e hanno lasciato spesso la mano co squuadra e societa' sull'orlo del baratro.
La prima prospettiva seria, un po' più avanti, l'ha creata Calleri che, siccome gestiva la società come Lotito, riportandola in equilibrio, con una certa stabilità finanziaria e con risultati discreti dove, perlomeno, non stavi sempre col batticuore della lotta retrocessione (niente sogni ma solide realtà) s'è preso sputi, insulti e contestazioni come Lotito, perché non riusciva ad alzare l'asticella.
Al Laziale la tranquillità non lo stuzzica. Siccome sogna sempre in grande, ha fatto certi botti da paura che la metà bastavano.
Ma in culo gli ci entra e in testa no.

lory61

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Citazione di: italicbold il 26 Nov 2015, 10:14
Col cazzo MH, col cazzo.
Scusa il francesismo. La frase che più spiega quel periodo, spesso ripresa e scritta con i pennarelli sui nostri zaini per andare a scuola, le nostre Tolfe (che se le ricorda ?) era "Nessuna notte era tanto buia che il sole non possa risorgere"...
Il gol di Fiorini, a mia memoria é stato l'urlo più forte che io abbia mai sentito in uno stadio, sfido chiunque a dimostrare il contrario, perché un secondo prima quel colpo di punta la Lazio era sparita, sparita veramente. Non come le barzellette di oggi, saremmo spariti, Calleri aveva già fatto capire che avrebbe mollato, saremmo spariti veramente.
Finita la Lazio, solo una squadra a Roma. Anzi, si sarebbe potuto tifare la Lodigiani, che in quei tempi vivacchiava in C2 e il sabato si poteva andare al Flaminio a vederli. Sai che goduria.
Sugli spalti, all'82° di quella partita la fine, la fine vera, non le barzellette di oggi, era concreta, palpabile, era negli occhi di ognuno di noi e di chiunque era incollato a una radiolina. Era finita, capitelo, era finita veramente.  All'82°.
Ancora non più di 8 minuti di Lazio, più recupero, poi é finita. Finita la Lazio.
Oggi stavi, probabilmente a tifare un'altra squadra. Magari le merde.
Poi arrivo' la puntata di Giulianone nostro, una dei centravanti più scarsi che abbia mai indossato la maglia numero 9 della Lazio. Dio, se esiste, lo avrà mandato nel paradiso degli eroi.

lory61

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Citazione di: Ranxerox il 26 Nov 2015, 10:32
La prospettiva non c'era per niente, come gli 80000 in B, il popolo unito, la mancanza di critiche. E' solo un mito. Come già scritto  ad un Lazio Cremonese, quart'ultimi in B, eravamo 3150 spettatori.
T'attaccavi alla maglia perché non c'avevi granché di altro.
C'era merda vera da ingoiare, prese per il culo continue, squadre e giocatori improbabili, scandali, presidenti poveracci che non c'avevano una lira, e che so' scappati e hanno lasciato spesso la mano co squuadra e societa' sull'orlo del baratro.
La prima prospettiva seria, un po' più avanti, l'ha creata Calleri che, siccome gestiva la società come Lotito, riportandola in equilibrio, con una certa stabilità finanziaria e con risultati discreti dove, perlomeno, non stavi sempre col batticuore della lotta retrocessione (niente sogni ma solide realtà) s'è preso sputi, insulti e contestazioni come Lotito, perché non riusciva ad alzare l'asticella.
Al Laziale la tranquillità non lo stuzzica. Siccome sogna sempre in grande, ha fatto certi botti da paura che la metà bastavano.
Ma in culo gli ci entra e in testa no.
il sunto di quegli anni

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Zarathustra

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* 324
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Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 10:04
..... all'epoca c'era come un sentore, tra una trasferta a Campobasso ed una a Cava de' Tirreni, che la Lazio sarebbe tornata a conquistare trofei e qualificazioni europee....


Come, infatti, è avvenuto. E alla grande.

Ed ecco spiegato il profondo mistero dell'atteggiamento di chi ha vissuto quell'epoca e quella dopo, e questa.

giovannidef

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* 3.463
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il fatto che saremmo spariti è un po' improbabile
saremmo finiti in C e l'anno dopo saremmo risaliti
anche il fallimento non avrebbe comportato la nostra sparizione
la Lazio è una polisportiva e la sezione calcio la avrebbe avuta comunque
in una città di 3 M una parte a cui verrebbero le bolle a tifare per le merde la trovi sempre
è carina la storia dell'ultima spiaggia ma oggi la Lazio ci sarebbe comunque
come nello stesso modo la riomma se fallisse anche se nel loro caso troverebbero il modo di rifarli partire minimo dalla B

JoeStrummer

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Citazione di: Ranxerox il 26 Nov 2015, 10:32
La prospettiva non c'era per niente, come gli 80000 in B, il popolo unito, la mancanza di critiche. E' solo un mito. Come già scritto  ad un Lazio Cremonese, quart'ultimi in B, eravamo 3150 spettatori.
T'attaccavi alla maglia perché non c'avevi granché di altro.
C'era merda vera da ingoiare, prese per il culo continue, squadre e giocatori improbabili, scandali, presidenti poveracci che non c'avevano una lira, e che so' scappati e hanno lasciato spesso la mano co squuadra e societa' sull'orlo del baratro.
La prima prospettiva seria, un po' più avanti, l'ha creata Calleri che, siccome gestiva la società come Lotito, riportandola in equilibrio, con una certa stabilità finanziaria e con risultati discreti dove, perlomeno, non stavi sempre col batticuore della lotta retrocessione (niente sogni ma solide realtà) s'è preso sputi, insulti e contestazioni come Lotito, perché non riusciva ad alzare l'asticella.
Al Laziale la tranquillità non lo stuzzica. Siccome sogna sempre in grande, ha fatto certi botti da paura che la metà bastavano.
Ma in culo gli ci entra e in testa no.

Vero.

Ma tra la Lazio sgangherata di allora e quella di oggi c'è stato Cragnotti.

Un imprenditore che correndo dei rischi(anche personali, dato che è stato condannato) ma che ha trasformato la sua impresa da una pensioncina ad 1 stella ad un Hotel a 6 stelle lusso.

Poi è servito di nuovo un normalizzatore( o curatore fallimentare) che al contrario di Calleri anzichè rimettere in piedi l'edificio ha dovuto ristrutturarlo, al costo di grandi sacrifici, per impedire che si sbriciolasse, facendo un lavoro straordinario rendendolo un solido, ordinato e pulito albergo a 4 stelle.

Ma il vero salto di livello è avvenuto grazie alla spregiudicatezza e alla propensione al rischio di Cragnotti. Se la Lazio è divenuta una realtà "too big to fail" lo dobbiamo a lui ed alla sua capacità di trasformarla da squadra materasso a squadra che per tre anni consecutivi non perde una partita in campo europeo disputando due finali consecutive in due coppe differenti.

Ora, però, è il momento della verità: vediamo se Lotito avrà la stessa intelligenza di Calleri di cercare un imprenditore con maggiori possibilità per fare in primis un affare e conseguentemente per lasciare la sua Lazio nelle mani di qualcuno che la renda più stabilmente competitiva oppure se resterà abbarbicato alla sua proprietà per continuare a garantire lavoro alle sue aziende e visibilità personale a sè stesso per le sue malcelate mire politiche.

maumarta

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* 7.093
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Citazione di: giovannidef il 26 Nov 2015, 10:50
il fatto che saremmo spariti è un po' improbabile
saremmo finiti in C e l'anno dopo saremmo risaliti
anche il fallimento non avrebbe comportato la nostra sparizione
la Lazio è una polisportiva e la sezione calcio la avrebbe avuta comunque
in una città di 3 M una parte a cui verrebbero le bolle a tifare per le merde la trovi sempre
è carina la storia dell'ultima spiaggia ma oggi la Lazio ci sarebbe comunque
come nello stesso modo la riomma se fallisse anche se nel loro caso troverebbero il modo di rifarli partire minimo dalla B

Guarda che le cose negli anni 80 erano un po' differenti rispetto ad oggi.
Non c'erano lodi o impicci vari.
Se fallivi eri morto. Punto.
Se Giuliano non segnava quel gol noi la Serie C non l'avremmo mai vista.
E' vero la Polisportiva c'era sempre ma senza sezione calcio, almeno per un po'.
Poi magari sarebbe nata (come avevano detto) la Pro Lazio 1987 che sarebbe partita dai Dilettanti ed avrebbe chiesto l'affiliazione alla Polisportiva Lazio come Sezione Calcio.
Ma la Lazio Sezione Calcio 1902, quella di oggi e di allora, sarebbe morta e sepolta... e con lei la nostra passione.

Sliver

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* 1.048
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A uno sguardo rapido, mi hanno colpito soprattutto due cose.
Gli "anni bui" mettono insieme stagioni e avvenimenti molto diversi. La Lazio di fine anni settanta, soprattutto quella di Vinicio e dei pischelli romani (Giordano, Manfredonia, Agostinelli, ecc.), è una Lazio povera ma sexy. Gli anni 80, durissimi e maledetti, fondano l'anima e l'identità del tifo biancoceleste. 6 righe mi sembrano la voglia di mettere la polvere sotto il tappeto.
Nella parte del "secondo scudetto", la parola Cragnotti (anzi, "famiglia Cragnotti") arriva soltanto alla fine quando si parla dei "problemi economici". Veramente un po' poco. Ma si sa, la storia la fanno i vincitori o i proprietari.

sweeper77

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* 14.227
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sembra quasi che nel 2004 cessi la Lazio e nasca la S.S. Claudio Lotito 2004  :=))
per il resto ben fatto, ancora bravi!  :since

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gentlemen

*
Lazionetter
* 14.511
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Citazione di: Ranxerox il 26 Nov 2015, 10:32
La prospettiva non c'era per niente, come gli 80000 in B, il popolo unito, la mancanza di critiche. E' solo un mito. Come già scritto  ad un Lazio Cremonese, quart'ultimi in B, eravamo 3150 spettatori.
T'attaccavi alla maglia perché non c'avevi granché di altro.
C'era merda vera da ingoiare, prese per il culo continue, squadre e giocatori improbabili, scandali, presidenti poveracci che non c'avevano una lira, e che so' scappati e hanno lasciato spesso la mano co squuadra e societa' sull'orlo del baratro.
La prima prospettiva seria, un po' più avanti, l'ha creata Calleri che, siccome gestiva la società come Lotito, riportandola in equilibrio, con una certa stabilità finanziaria e con risultati discreti dove, perlomeno, non stavi sempre col batticuore della lotta retrocessione (niente sogni ma solide realtà) s'è preso sputi, insulti e contestazioni come Lotito, perché non riusciva ad alzare l'asticella.
Al Laziale la tranquillità non lo stuzzica. Siccome sogna sempre in grande, ha fatto certi botti da paura che la metà bastavano.
Ma in culo gli ci entra e in testa no.
Grande !!!!

gentlemen

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* 14.511
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Citazione di: JoeStrummer il 26 Nov 2015, 10:53
Vero.

Ma tra la Lazio sgangherata di allora e quella di oggi c'è stato Cragnotti.

Un imprenditore che correndo dei rischi(anche personali, dato che è stato condannato) ma che ha trasformato la sua impresa da una pensioncina ad 1 stella ad un Hotel a 6 stelle lusso.

Poi è servito di nuovo un normalizzatore( o curatore fallimentare) che al contrario di Calleri anzichè rimettere in piedi l'edificio ha dovuto ristrutturarlo, al costo di grandi sacrifici, per impedire che si sbriciolasse, facendo un lavoro straordinario rendendolo un solido, ordinato e pulito albergo a 4 stelle.

Ma il vero salto di livello è avvenuto grazie alla spregiudicatezza e alla propensione al rischio di Cragnotti. Se la Lazio è divenuta una realtà "too big to fail" lo dobbiamo a lui ed alla sua capacità di trasformarla da squadra materasso a squadra che per tre anni consecutivi non perde una partita in campo europeo disputando due finali consecutive in due coppe differenti.

Ora, però, è il momento della verità: vediamo se Lotito avrà la stessa intelligenza di Calleri di cercare un imprenditore con maggiori possibilità per fare in primis un affare e conseguentemente per lasciare la sua Lazio nelle mani di qualcuno che la renda più stabilmente competitiva oppure se resterà abbarbicato alla sua proprietà per continuare a garantire lavoro alle sue aziende e visibilità personale a sè stesso per le sue malcelate mire politiche.
Ma ci si rende conto che quando si parla di imprenditori, gruppi industriali, si deve anche far riferimento al periodo in cui gli eventi e le persone si collocano ?
Sergio Cragnotti era a capo di un grande gruppo industriale multinazionale, aveva una potenza finanziaria ed economica che Lotito non ha minimamente.
Considerando la situazione economica attuale, quale sarebbe l'imprenditore che acquisterebbe la Lazio ?
Avrebbe le stesse potenzialità e possibilità che all'epoca aveva Sergio Cragnotti ?
Io dico solo che oggi un Della Valle, imprenditore di sicuro con più possibilità di Lotito, non mi risulta che osi di più del nostro presidente, pur prendendo la fiorentina a zero debiti.

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