Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 10:04
Io all'epoca ancora non c'ero, ma a quanto leggo spesso qui sopra mentre oggi sappiamo di essere condannati alla perenne mediocrità a causa di Lotito, all'epoca c'era come un sentore, tra una trasferta a Campobasso ed una a Cava de' Tirreni, che la Lazio sarebbe tornata a conquistare trofei e qualificazioni europee.
Non faccio polemica, è solo che questo aspetto mi ha sempre incuriosito molto e suscita in me un certo rimpianto per non esserci stato.
Col cazzo MH, col cazzo.
Scusa il francesismo. La frase che più spiega quel periodo, spesso ripresa e scritta con i pennarelli sui nostri zaini per andare a scuola, le nostre Tolfe (che se le ricorda ?) era "Nessuna notte era tanto buia che il sole non possa risorgere"...
Il gol di Fiorini, a mia memoria é stato l'urlo più forte che io abbia mai sentito in uno stadio, sfido chiunque a dimostrare il contrario, perché un secondo prima quel colpo di punta la Lazio era sparita, sparita veramente. Non come le barzellette di oggi, saremmo spariti, Calleri aveva già fatto capire che avrebbe mollato, saremmo spariti veramente.
Finita la Lazio, solo una squadra a Roma. Anzi, si sarebbe potuto tifare la Lodigiani, che in quei tempi vivacchiava in C2 e il sabato si poteva andare al Flaminio a vederli. Sai che goduria.
Sugli spalti, all'82° di quella partita la fine, la fine vera, non le barzellette di oggi, era concreta, palpabile, era negli occhi di ognuno di noi e di chiunque era incollato a una radiolina. Era finita, capitelo, era finita veramente. All'82°.
Ancora non più di 8 minuti di Lazio, più recupero, poi é finita. Finita la Lazio.
Oggi stavi, probabilmente a tifare un'altra squadra. Magari le merde.
Poi arrivo' la puntata di Giulianone nostro, una dei centravanti più scarsi che abbia mai indossato la maglia numero 9 della Lazio. Dio, se esiste, lo avrà mandato nel paradiso degli eroi.