Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 10:04
Io all'epoca ancora non c'ero, ma a quanto leggo spesso qui sopra mentre oggi sappiamo di essere condannati alla perenne mediocrità a causa di Lotito, all'epoca c'era come un sentore, tra una trasferta a Campobasso ed una a Cava de' Tirreni, che la Lazio sarebbe tornata a conquistare trofei e qualificazioni europee.
Non faccio polemica, è solo che questo aspetto mi ha sempre incuriosito molto e suscita in me un certo rimpianto per non esserci stato.
Quando brucia la casa, quando la famiglia è in rovina, quando stai molto male non stai lì a pensare all'esame di laurea, alla prossima Porsche o anche i bei tempi in cui andavi a divertirti al Jackie O. Devi resistere perché devi vivere: primum vivere, deinde ...
Ecco quelli erano i tempi dal 1977-1987, che secondo qualcuno dovrebbero essere messi nel buco nero della storia e che coincidevano peraltro - destino beffardo [...] - con uno dei periodi migliori della Roma.
Ecco, a parte la notazione personale (ero un adolescente), anche in quel periodo furono scritte pagine avvincenti del romanzo laziale, pagine tristi, alcune molto amare, ma ci furono bei momenti, bagliori non proprio accecanti ma luminosi.
La bella Lazio di Vinicio e Lovati, poi lo scandalo scommesse, arriva Van de Kerkhof ma andiamo in B mentre Giordano e Manfredonia si allenano a Tor di Quinto per due anni. Il rigore di Chiodi e poi Bruno e Lio ritornano dopo il Mundial e allora di nuovo in serie A, arriva Giorgio ma è tutta una illusione, quindi torniamo in B e ci rimaniamo fino a sfiorare la C. Anni tristi, grandi amarezze e umiliazioni, al punto che ci dovevamo nascondere, tutti rintanati negli scantinati mentre per strada impazzava la teppaglia giallorossa.
C'era uno slogan dell'epoca che veniva spesso utilizzato sia in curva, che nei portoni dei condomini come nei bagni dei licei
"Mai nessuna notte è tanto lunga da non permettere al sole di risorgere
Eagles Supporters"Questi erano i laziali di quell'epoca.