Citazione di: S.S. Termopiliano il 07 Apr 2024, 00:57
Non vorrei cadere nella retorica del "si stava meglio quando si stava peggio" ma in effetti se pensiamo agli ultimi anni della gestione Lotito i risultati sono stati mediamente migliori di tantissime epoche precedenti della nostra storia (Cragnotti escluso, ovviamente). Eppure il disamoramento di cui parli è sembra essere abbastanza tangibile (non sono di Roma né ci vivo e quindi mi fido del parere di chi conosce la realtà più da vicino). Quindi i risultati non sono tutto ma probabilmente c'è dell'altro. Io in questo altro ci vedo anche molto di "esterno" e nello specifico la conformazione attuale del calcio moderno e del ruolo che in esso hanno o avranno realtà come la nostra (e che nel caso di Superlega diventerà ancora più "marginale").
Capisco che si rischia di scivolare in discorsi troppo ampi e dispersivi. Ma ecco secondo me il malessere che vivono molti di noi a giro lo hanno vissuto più o meno un po' tutti i tifosi di società del nostro livello o giù di lì (merdosi compresi, mi azzardo a dire).
Chiedo venia perché forse sto contribuendo ad andare off topic, ma il quesito del topic rischia di avere una valenza "esistenziale".
Ma no, hai ragione, è che la questione è complessa, "esistenziale" come hai giustamente scritto.
Il calcio vive di momenti e di afflati, è ovvio che in ogni epoca ci sono differenze sostanziali che portano a emozioni ricorrenti.
Però il calcio quando la Lazio era la "Laziotta" era molto diverso da oggi.
E la colpa che imputo a Lotito non è tanto quella di "metterci i soldi", che pure ha un valore in senso assoluto, ma di sbattere in faccia quasi con atteggiamento di sfida a ogni tifoso che questo è e questo sarà, senza alcuna possibilità di uscire dal seminato per provare a cambiare marcia.
Questo è un calcio più fisico, più veloce, più ricco se vogliamo rispetto a quello in cui salvarci era l'obiettivo principale e comunque tutti andavano allo stadio. Un calcio che può usare il marketing e l'immagine per darsi una connotazione e per rifarsi il trucco: ai tifosi basta poco, noi siamo un numero forse sempre più esiguo a Roma eppure a ogni stormir di fronde positivo immediato o potenziale, lo stadio si riempie di nuovo. Ma se il giro di giostra diventa troppo prevedibile e se non si riesce a collocare la Lazio in un suo vero habitat di classifica della serie A, la gente poi perde lo slancio e magari smette pure di andare allo stadio. E. questo è un danno incredibile perché significa perdere ogni anno potenziali nuove leve mentre invece avremmo un maledetto bisogno di incrementare il nostro supporto .
Oggi le risorse per provare a migliorare si possono trovare, ma la brutta sensazione ricorrente è che non si voglia farlo