capisco le perplessità, comprendo i dubbi. il campionato appena finito ha lasciato il segno e la paura che possano ripetersi gli errori (nel calciomercato, in tema contrattuale, nella scelta dell'allenatore) che sono stati all'origine del deserto di risultati e di soddisfazioni che sta alle nostre sopalle, di certo non fa stare tranquilli
capisco questo stato d'animo, ma non lo condivido. un po' perché quegli errori hanno tutti motivazioni ben precise, contingenti, particolari e a loro modo irripetibili. l'allenatore ad esempio c'è già ed è già stato sperimentato, ha già avuto la sua ambientazione; la questione contrattuale che la Lazio ha voluto sollevare con il "caso pandev" è sì ancora lì, pesante come un macigno sul calcio italiano, ma la materia non è più un magma dormiente, le sentenze contraddittorie (pandev sì, ledesma no) hanno avvertito le società, i procuratori, i giocatori che è meglio muoversi con cautela, che il rischio di bruciarsi è troppo alto; sul calciomercato infine non ci sono situazioni di stallo che rischiano di bloccare tutto come nella scorsa estate
ma non lo condivido soprattutto perché la Lazio di quest'anno si trova, come non le capitava da tempo, in una situazione estremamente favorevole per tornare a consolidarsi stabilmente nella fascia medio alta del calcio italiano. ha dalla sua parte le condizioni economiche, la qualità tecnica di base della sua rosa, la situazione contrattuale della gran parte dei suoi giocatori, la struttura tecnica e societaria
la Lazio è una società sana e "ricca", e ha i soldi per agire liberamente sul mercato. non per comperare robben, iniesta o rooney (che nessuno vende, peraltro), naturalmente, quello è un mercato riservato a non più di quattro o cinque squadre nel mondo; ma ha le potenzialità economiche per potenziare in maniera robusta la sua squadra. anche in virtù di un mercato internazionale fortemente condizionato da un decennio di crisi finanziaria mondiale: oggi con pochi milioni di euro si può pescare benissimo nel cuore dei campionati argentini e brasiliani, ovvero nella mecca del calcio mondiale. boca, river, estudiantes, san paulo, santos, botafogo e poi le squadre uruguaiane e cilene sono serbatoi inesauribili di campioni e di potenziali fuoriclasse. a sapersi muovere con intelligenza e tempismo, ovviamente
la Lazio ha un telaio di base molto forte. a partire dalla colonna della squadra: muslera, dias, ledesma, floccari. una colonna cui far girare intorno giocatori come lich, radu, kolarov, zarate, matuzalem; e foggia, rocchi, mauri, brocchi, stendardo, del nero, diakité, biava. un mix dalle potenzialità ancora tutte da dispiegare nel suo valore e che un mercato consapevole, forte, intelligente potrebbe elevare a potenze sicuramente importanti
un mercato che la Lazio, potenzialmente, al di la della sua economia è perfettamente in grado di fare. anche perché ha un parco giocatori non molto numeroso (lo so che tutti scrivono il contrario, ma tant'è) e soprattutto estremamente flessibile. se mettiamo da parte i portieri argentini e makinwa, bonetto, manfredini - obiettivamente dei "fuori rosa" da sistemare altrove, sperabilmente in fretta - e guardiamo le cosiddette eccedenze, per volume d'ingaggio e per spessore tecnico, questi giocatori potrebbero tranquillamente continuare a far parte della rosa della Lazio: scaloni e zauri, ad esempio, non possono far da riserve a lich e kolarov sulle fasce? e cribari non può essere il sesto centrale? e meghni, eliseu, firmani non possono dare un loro per quanto piccolo contributo al nostro centrocampo? io penso che alcuni di loro troveranno una sistemazione in Italia o all'estero; altrimenti, nella nostra rosa non sarebbero certo dei pesi morti
le condizioni dunque sono favorevoli per un buon salto di qualità (assai più che nell'anno della champions o nella scorsa stagione, perché in entrambe quelle situazioni c'erano dei contesti tecnici, economici o contrattuali che rendevano difficile realizzare le scelte necessarie per la crescita). resta l'elemento soggettivo. ovvero: la società sarà in grado di governare con intelligenza, prontezza e determinazione questo processo? lotito, tare e reja sono un gruppo affidabile e capace? qui, lo so, ognuno ha le proprie convinzioni e non c'è argomentazione che varrà a cambiarle. conteranno i fatti, come sempre. intanto io però mi sento di dire questo: non sfruttare questa occasione sarebbe delittuoso. perché il mazzo potrebbe tornare a incartarsi e allora la mano favorevole potrebbe tardare assai a ripresentarsi