Ottimo De Martino a radio erre 2

Aperto da Magnopèl, 06 Dic 2011, 21:32

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Mi piace questo ragazzo sembra avere professionalità ed attaccamento ed è esattamente quello di cui abbiamo bisogno.
La perla ..."lotito deve fa come dico io..." è stupenda...

Barabba Terzo

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Citazione di: poeta1964 il 07 Dic 2011, 06:18
Non esageriamo ora. Ultimanente Guido non lo sopporto, ma tutto si può dire tranne che sia dispiaciuto per una vittoria della Lazio. Guido è un Laziale vero, soltanto che si è intestardito a tal punto che non riesce a più a godersi neanche i successi del presente. E' un sognatore che vive nel passato glorioso ed in un ipotesi di glorioso futuro. Mi sembra solo un eterno fanciullo.Come molti di noi.

A me più che un sognatore sembra un goffo paraculo.

Wire

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Dai su ragazzi non scherziamo su Guido, è pesantissimo a volte però non gli si può dire che la vittoria della Lazio gli ha fatto male, è follia pura (e anche idiozia).

Per quanto riguarda De Martino, ha fatto bene ad intervenire ma avrebbe dovuto farlo tantissime altre volte, speriamo che sia la prima di una lunga serie... anche se considerando quello che si dice in giro dovrebbe passare la vita al telefono.

BomberMax

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Citazione di: Barabba Terzo il 07 Dic 2011, 12:59
A me più che un sognatore sembra un goffo paraculo.


ecco questa mi sembra la definizione giusta,  i piedi in 4-5 staffe  ,  pronto ad esultare, sempre stando attento a non esaltare troppo la dirigenza  , ancora piu'  pronto ad attaccare , quando le cose vanno male , insomma non proprio correttissimo

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Nesta idolo

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Ma come cacchio si fa a criticare un Grande Laziale come Guido? :o :shock: :wall: :wall: :wall:  Assurdo! :oo  Questa é follia pura. Ce ne fosse gente come lui, tifoso VERO. Appassionato di Lazio e sempre onesto intellettualmente.

Eagle78

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Il 'biondino', le 'anime nere' e le patenti di Lazialità
di Stefano Greco


07 Dicembre 2011 - Quelli della mia generazione, ogni volta che vedono il suo faccione dietro un giocatore intervistato, pensano immediatamente al cantante biondo dei 'Ricchi e Poveri', oppure ad Enzo Paolo Turchi, il ballerino con il caschetto biondo diventato celebre per aver sposato Carmen Russo. Per i più giovani, invece, la sua immagine è legata ai programmi delle tv private in cui il 'biondino' andava in giro per i locali romani a intervistare personaggi improbabili presentandoli come se fossero delle star assolute delle notti romane. Ma l'enfasi era dovuta non tanto alla celebrità dei personaggi intervistati, quanto dal fatto che quei signori altro non erano che proprietari di locali che pagavano per essere intervistati e diventare protagonisti del programma.
Di chi sto parlando? Di Stefano de Martino, del 'biondino' che da qualche tempo imperversa nel mondo-Lazio. Quello che, tanto per intenderci, il giorno dell'investitura a responsabile della Comunicazione della Lazio si presentò alla conferenza stampa a Formello con tanto di tessera degli 'Eagles Supporters', per dimostrare la sua antica fede laziale. E ha fatto bene a portare la tessera, perché di quel 'biondino' nessuno di quelli della mia generazione aveva memoria. Ed è strano, visto che siamo stati noi a fondare e far crescere gli 'Eagles Supporters'. Peccato, che né a me né a quelli dei miei tempi sarebbe mai saltato in mente di presentarci sventolando una tessera, ma forse perché non ne avevamo bisogno, forse perché noi la nostra Lazialità l'abbiamo dimostrata anno dopo anno sul campo, battaglia dopo battaglia. E quindi non abbiamo bisogno né di tessere né di patenti per sentirci o per essere considerati laziali.
Lui, invece, ora le patenti di Lazialità si sente in diritto di dispensarle. Fino ad oggi l'ho ignorato, come si fa con le persone che uno non considera degne di attenzione. Ma questa volta, il 'biondino' è uscito un po' dal seminato, come si dice a Roma, "si è allargato". A chi fosse sfuggito il suo sfogo accorato, riporto qualche passaggio sia del suo intervento di domenica a "Goal di Notte" che ieri in radio, per poi commentarlo.
"A Roma c'è una situazione strana e a volte incomprensibile, la Lazio è da 18 mesi oramai costantemente tra i primi 4 posti della classifica, eppure ci sono delle 'anime nere' attorno alla Lazio che cercano solo di criticare a prescindere la società. Finché ci sarà una situazione del genere non potremmo mai fare il salto di qualità tanto auspicato dai tifosi laziali".
Le persone con gli attributi, caro 'biondino' quando lanciano un attacco di solito fanno nomi e cognomi, ma servono gli attributi per farlo. In casa Lazio si preferisce sparare nel mucchio, evitare sempre di fare nomi, in modo da poter sempre dire: "Vabbé, ma io mica ce l'avevo con te....". Atteggiamento tipico del 'padrone', adottato anche da chi serve il padrone. Insomma, le 'anime nere' criticano a prescindere. Io mi dovrei chiamare fuori allora, visto che ogni volta che muovo qualche critica porto sempre degli elementi a riscontro. E lo sapete bene, visto che a Formello li leggete tutti gli articoli che scrivo. Ma so di essere considerato una di quelle 'anime nere'. D'altra parte, nel piattume generale sono una delle poche voci fuori dal coro. Quello che fa ridere, è che sarebbe colpa delle 'anime nere' se la Lazio non fa il salto di qualità, sia come società che come squadra. Insomma, non sono mica le gaffe in serie che colleziona una società senza organico dirigenziale e che all'esterno viene vista come una sorta di Borgorosso Football Club del terzo millennio (soprattutto a causa dei comportamenti del suo presidente) a impedire alla Lazio di essere considerata una società seria, ma sono le critiche. Insomma, il problema non è chi provoca il casino, ma chi riporta la notizia o sottolinea la magagna. Ma il 'biondino' va oltre.
"Quello che mi stupisce è che queste tipo di critiche provengono da persone che si professano 'laziali', il loro intento in realtà è sempre uno: dare addosso al presidente della Lazio. Non se ne può più di questa situazione, bisogna rispettare il tifoso laziale".
Essere laziali, per quel che mi riguarda, non significa né fare gli struzzi né imitare le tre scimmiette di mafiosa memoria (non vedo, non sento, non parlo). Essere laziali per quel che mi riguarda significa credere in certi valori e nel rispetto di questi valori. E se qualcuno questi valori li calpesta da anni, come ha fatto e continua a fare Lotito, questo per me è inaccettabile. Capisco che questo non sia accettabile per uno come il 'biondino', che prima di entrare alla Lazio era un signor nessuno e che ora che si è legato a Lotito ha preso in mano la comunicazione della Lazio e ha esportato il format di comunicazione della Lazio anche a Salerno. 'Pecunia non olet' dicevano i nostri avi latini, ma c'è un limite a tutto nella difesa anche dell'indifendibile.
"Fino a quando nella Lazio non ci sarà un ambiente coeso e unito tra i tifosi non potremo mai avere rispetto da parte delle televisioni più importanti in Italia. Non regge più il discorso che negli anni passati forse sono stati commessi errori dall'attuale società, bisogna guardare avanti con fiducia".
Ecco, nello sfogoaccorato e accaloratodel'biondino', questa è in assoluto la parte più esilarante. Siamo allo "scurdammoce 'o passato", alla pietra tombale da mettere su "eventuali" errori commessi, perché non si ha neanche il coraggio di ammettere che di errori ne sono stati commessi. Il passato, caro 'biondino', non si cancella con un colpo di spugna, soprattutto se le ferite di quel passato sono profonde e ancora aperte. Si può perdonare qualcuno per gli errori commessi, se quel qualcuno chiede scusa e dimostra di essere realmente cambiato. E qui non c'è né l'una né l'altra cosa. Di scuse neanche l'ombra, di cambiamento neanche a parlarne. Perché non basta dare una rinfrescata alle pareti con un'aquila che vola e un paio di acquisti, caro 'biondino', per cancellare tutto e pretendere di ritrovare la verginità perduta. Non funziona così. Tu dici che sei stufo di sentir dire che la Lazio non era presente ai funerali di Gabriele Sandri, di Pesciarelli, di Maestrelli solo perché non c'era Lotito. E chi ci doveva andare secondo te? Ad un funerale di Stato ci vanno le massime autorità in rappresentanza dello Stato, se ogni volta presidente della Repubblica, presidente del Consiglio e presidenti di Camera e Senato restassero a casa spedendo solo i sottosegretari, secondo te caro 'biondino' si scatenerebbe o no un'ondata di indignazione? Seconde te, caro 'biondino', per uno che fa il presidente della Lazio per mestiere, era più importante essere presenti al funerale della mamma di Berlusconi, oppure a uno di quelli delle persone citate sopra per essere considerato un presidente in cui tutti i laziali possono identificarsi o dal quale possono sentirsi rappresentati?
Perché vedi, caro 'biondino', se la Lazio mette il logo della Fondazione Sandri sulle maglie, tutti noi siamo contenti e applaudiamo. Ma questo non significa che non possiamo chiederci perché abbiamo dovuto aspettare quattro anni per veder succedere una cosa del genere, oppure perché la richiesta sia dovuta partire da una petizione popolare fatta dai tifosi e perché si sia dovuto aspettare anche l'intervento a supporto dell'iniziativa da parte di Alemanno per arrivare al fatidico sì.
Secondo te, caro 'biondino' (e chiudo), significa non essere laziali chiedersi come mai da 4 anni, 5 mesi e 6 giorni la Lazio è in attesa di uno sponsor o come si possa pensare di incassare milioni di euro messi a bilancio dalla B&G Consulting, ovvero una S.r.l. che fa capo ad un marocchino che ha un negozio di bigiotteria e oggettistica di una vetrina in centro? Oppure significa fare i giornalisti, ovvero quel mestiere che facevano i suoi predecessori Guido Paglia, Alberto Dalla Palma e Antonio Agnocchetti e che fa un'anima nera come me da quasi 30 anni?
Perché sai, non basta una tessera degli 'Eagles Supporters' per essere considerati laziali. Stima e rispetto, bisogna meritarseli sul campo. Vale per te, come per il tuo datore di lavoro. E se oggi Lotito è inviso al 90% dei tifosi della Lazio (e sopportato dal restante 10% solo perché non vedono un'alternativa all'orizzonte), la colpa non è né del 'complotto' né delle 'anime nere', ma di quello che si è seminato in questi sette anni. E nella vita si raccoglie sempre quello che si semina, caro 'biondino'.....
____________

e tu cosa hai seminato nel mondo Lazio?

Barabba Terzo

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Ah, siamo alle prese per il culo da bullo sull'aspetto fisico corredate da velate minacce? Bella roba.
Tra l'altro qualcuno gli spieghi che se le virgolette le usi per una parola si e una no perdono di senso e incisività.

robylele

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E' molto probabile che si sia fatto un errore.

De Martino ha legittimato l'ideatore del Piccolo Groppo, che una volta finita la trasmissione, pur sputtanato come al solito, avrà stappato una bottiglia di quelle buone, con dati di ascolto alla Fiorello. Regalati.

Ma é stato un dolce errore.. spero sempre che gli ultimi fans di questo conduttore possano aprire gli occhi definitivamente e capire lo spessore del personaggio.

E anche lo stesso protagonista del film su Bruno Conti non é escluso che faccia un esame di coscienza prima o poi..
lui pensa veramente di essere una persona corretta. Ma é una sua illusione.



Per quanto riguarda Greco mi viene solo da   :lol:

Lotito gli ha fatto molto male e lui ha sbroccato, càpita.




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est1900

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Il 'biondino', le 'anime nere' e le patenti di Lazialità
di XXXX XXXXX
07 Dicembre 2011 - Quelli della mia generazione, ogni volta che vedono il suo faccione dietro un giocatore intervistato, pensano immediatamente al cantante biondo dei 'Ricchi e Poveri', oppure ad Enzo Paolo Turchi, il ballerino con il caschetto biondo diventato celebre per aver sposato Carmen Russo. Per i più giovani, invece, la sua immagine è legata ai programmi delle tv private in cui il 'biondino' andava in giro per i locali romani a intervistare personaggi improbabili presentandoli come se fossero delle star assolute delle notti romane. Ma l'enfasi era dovuta non tanto alla celebrità dei personaggi intervistati, quanto dal fatto che quei signori altro non erano che proprietari di locali che pagavano per essere intervistati e diventare protagonisti del programma.
Di chi sto parlando? Di Stefano de Martino, del 'biondino' che da qualche tempo imperversa nel mondo-Lazio. Quello che, tanto per intenderci, il giorno dell'investitura a responsabile della Comunicazione della Lazio si presentò alla conferenza stampa a Formello con tanto di tessera degli 'Eagles Supporters', per dimostrare la sua antica fede laziale. E ha fatto bene a portare la tessera, perché di quel 'biondino' nessuno di quelli della mia generazione aveva memoria. Ed è strano, visto che siamo stati noi a fondare e far crescere gli 'Eagles Supporters'. Peccato, che né a me né a quelli dei miei tempi sarebbe mai saltato in mente di presentarci sventolando una tessera, ma forse perché non ne avevamo bisogno, forse perché noi la nostra Lazialità l'abbiamo dimostrata anno dopo anno sul campo, battaglia dopo battaglia. E quindi non abbiamo bisogno né di tessere né di patenti per sentirci o per essere considerati laziali.
Lui, invece, ora le patenti di Lazialità si sente in diritto di dispensarle. Fino ad oggi l'ho ignorato, come si fa con le persone che uno non considera degne di attenzione. Ma questa volta, il 'biondino' è uscito un po' dal seminato, come si dice a Roma, "si è allargato". A chi fosse sfuggito il suo sfogo accorato, riporto qualche passaggio sia del suo intervento di domenica a "Goal di Notte" che ieri in radio, per poi commentarlo.
"A Roma c'è una situazione strana e a volte incomprensibile, la Lazio è da 18 mesi oramai costantemente tra i primi 4 posti della classifica, eppure ci sono delle 'anime nere' attorno alla Lazio che cercano solo di criticare a prescindere la società. Finché ci sarà una situazione del genere non potremmo mai fare il salto di qualità tanto auspicato dai tifosi laziali".
Le persone con gli attributi, caro 'biondino' quando lanciano un attacco di solito fanno nomi e cognomi, ma servono gli attributi per farlo. In casa Lazio si preferisce sparare nel mucchio, evitare sempre di fare nomi, in modo da poter sempre dire: "Vabbé, ma io mica ce l'avevo con te....". Atteggiamento tipico del 'padrone', adottato anche da chi serve il padrone. Insomma, le 'anime nere' criticano a prescindere. Io mi dovrei chiamare fuori allora, visto che ogni volta che muovo qualche critica porto sempre degli elementi a riscontro. E lo sapete bene, visto che a Formello li leggete tutti gli articoli che scrivo. Ma so di essere considerato una di quelle 'anime nere'. D'altra parte, nel piattume generale sono una delle poche voci fuori dal coro. Quello che fa ridere, è che sarebbe colpa delle 'anime nere' se la Lazio non fa il salto di qualità, sia come società che come squadra. Insomma, non sono mica le gaffe in serie che colleziona una società senza organico dirigenziale e che all'esterno viene vista come una sorta di Borgorosso Football Club del terzo millennio (soprattutto a causa dei comportamenti del suo presidente) a impedire alla Lazio di essere considerata una società seria, ma sono le critiche. Insomma, il problema non è chi provoca il casino, ma chi riporta la notizia o sottolinea la magagna. Ma il 'biondino' va oltre.
"Quello che mi stupisce è che queste tipo di critiche provengono da persone che si professano 'laziali', il loro intento in realtà è sempre uno: dare addosso al presidente della Lazio. Non se ne può più di questa situazione, bisogna rispettare il tifoso laziale".
Essere laziali, per quel che mi riguarda, non significa né fare gli struzzi né imitare le tre scimmiette di mafiosa memoria (non vedo, non sento, non parlo). Essere laziali per quel che mi riguarda significa credere in certi valori e nel rispetto di questi valori. E se qualcuno questi valori li calpesta da anni, come ha fatto e continua a fare Lotito, questo per me è inaccettabile. Capisco che questo non sia accettabile per uno come il 'biondino', che prima di entrare alla Lazio era un signor nessuno e che ora che si è legato a Lotito ha preso in mano la comunicazione della Lazio e ha esportato il format di comunicazione della Lazio anche a Salerno. 'Pecunia non olet' dicevano i nostri avi latini, ma c'è un limite a tutto nella difesa anche dell'indifendibile.
"Fino a quando nella Lazio non ci sarà un ambiente coeso e unito tra i tifosi non potremo mai avere rispetto da parte delle televisioni più importanti in Italia. Non regge più il discorso che negli anni passati forse sono stati commessi errori dall'attuale società, bisogna guardare avanti con fiducia".
Ecco, nello sfogoaccorato e accaloratodel'biondino', questa è in assoluto la parte più esilarante. Siamo allo "scurdammoce 'o passato", alla pietra tombale da mettere su "eventuali" errori commessi, perché non si ha neanche il coraggio di ammettere che di errori ne sono stati commessi. Il passato, caro 'biondino', non si cancella con un colpo di spugna, soprattutto se le ferite di quel passato sono profonde e ancora aperte. Si può perdonare qualcuno per gli errori commessi, se quel qualcuno chiede scusa e dimostra di essere realmente cambiato. E qui non c'è né l'una né l'altra cosa. Di scuse neanche l'ombra, di cambiamento neanche a parlarne. Perché non basta dare una rinfrescata alle pareti con un'aquila che vola e un paio di acquisti, caro 'biondino', per cancellare tutto e pretendere di ritrovare la verginità perduta. Non funziona così. Tu dici che sei stufo di sentir dire che la Lazio non era presente ai funerali di Gabriele Sandri, di Pesciarelli, di Maestrelli solo perché non c'era Lotito. E chi ci doveva andare secondo te? Ad un funerale di Stato ci vanno le massime autorità in rappresentanza dello Stato, se ogni volta presidente della Repubblica, presidente del Consiglio e presidenti di Camera e Senato restassero a casa spedendo solo i sottosegretari, secondo te caro 'biondino' si scatenerebbe o no un'ondata di indignazione? Seconde te, caro 'biondino', per uno che fa il presidente della Lazio per mestiere, era più importante essere presenti al funerale della mamma di Berlusconi, oppure a uno di quelli delle persone citate sopra per essere considerato un presidente in cui tutti i laziali possono identificarsi o dal quale possono sentirsi rappresentati?
Perché vedi, caro 'biondino', se la Lazio mette il logo della Fondazione Sandri sulle maglie, tutti noi siamo contenti e applaudiamo. Ma questo non significa che non possiamo chiederci perché abbiamo dovuto aspettare quattro anni per veder succedere una cosa del genere, oppure perché la richiesta sia dovuta partire da una petizione popolare fatta dai tifosi e perché si sia dovuto aspettare anche l'intervento a supporto dell'iniziativa da parte di Alemanno per arrivare al fatidico sì.
Secondo te, caro 'biondino' (e chiudo), significa non essere laziali chiedersi come mai da 4 anni, 5 mesi e 6 giorni la Lazio è in attesa di uno sponsor o come si possa pensare di incassare milioni di euro messi a bilancio dalla B&G Consulting, ovvero una S.r.l. che fa capo ad un marocchino che ha un negozio di bigiotteria e oggettistica di una vetrina in centro? Oppure significa fare i giornalisti, ovvero quel mestiere che facevano i suoi predecessori Guido Paglia, Alberto Dalla Palma e Antonio Agnocchetti e che fa un'anima nera come me da quasi 30 anni?
Perché sai, non basta una tessera degli 'Eagles Supporters' per essere considerati laziali. Stima e rispetto, bisogna meritarseli sul campo. Vale per te, come per il tuo datore di lavoro. E se oggi Lotito è inviso al 90% dei tifosi della Lazio (e sopportato dal restante 10% solo perché non vedono un'alternativa all'orizzonte), la colpa non è né del 'complotto' né delle 'anime nere', ma di quello che si è seminato in questi sette anni. E nella vita si raccoglie sempre quello che si semina, caro 'biondino'.....


Una maglia di Alinghi autografata da lui medesimo a chi indovina per primo il nome dell'estensore dell'articolo...

robylele

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troppo tardi, est.

chi ha fatto l'articolo lo sappiamo perché ce l'ha detto E78.




Altrimenti noi non ci saremmo mai arrivati..   :) :)


Barabba Terzo

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Edit: anticipato da robylele  :S

est1900

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Non avevo notato il post di E78.
Che dire? Niente.
Che fare? Vomitare.
Vado.
:puke:

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Magnopèl

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Che essere abominevole.

E poi "inviso al 90 % dei Laziali e l'altro 10 % lo sopporta.." :lol :lol :lol:

Murmur

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ok, allora ritratto il post precedente e sposto un po più in basso l'asticella della dignità.

Matias Jesus Almeyda

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ragazzi ma chi è stefano greco?

e poi: alla fine la B e G consulting è un negozio in centro?srl?marocchino? che è sta storia?

Barabba Terzo

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Morabito su facebook supporta st'articolo di Greco chiamandolo anche lui "biondino" e dicendogliene di tutti i colori (che se poi dovessimo stare a giudicare l'aspetto estetico morabito se dovrebbe sotterrà, ma vabbè...)
Buono a sapersi comunque. Sempre più simpatia per De Martino.

sweeper77

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bellissimo articolo..c'è di tutto, è ben scritto e ci sono anche minacce velate...
bravo stefano, anzi bravissimo.
Ora però torna a cuccia

p.s. te dovresti solo che vergognare...come un altro che un giorno disse: E ora cosa racconterò ai miei figli?

Murmur

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Citazione di: Barabba Terzo il 07 Dic 2011, 15:36
Morabito su facebook supporta st'articolo di Greco chiamandolo anche lui "biondino" e dicendogliene di tutti i colori

tutte personcine a modo e verilazziali ( patenti de lazzialità entro 3 commenti a 1,25  :))

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simcar

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Grande De Martino.

Sull'ellenico no comment la storia parla per lui.

Dice che De Martino non deve sparare nel mucchio, a differenza sua che parla con cognizione di causa, come dimostra la storia della cordata. Ma chi gli ha detto che Lotito sta antipatico al 90% dei  laziali, mentre il 10% lo sopporta? Ha fatto un sondaggio?

genesis

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