BALLARDINI: " ORA VI DICO CHE COSA NON ANDAVA NELLA LAZIO"
"C'era malessere nello spogliatoio, ma ho fatto meglio di Rossi. Rocchi? Pensi a giocare, ora segna di meno...."
Guarda la vita: lo cerca il Catania. Quel Catania che il 7 febbraio gli costò l'esonero. «Ma ho pochi
sponsor io ... », dice Davide Ballardini. A febbraio la Lazio aveva un piede in B. «Sono felice che si sia salvata. Ma non sono per nulla sorpreso»,
Perché?
«La mia squadra in 5 mesi ha giocato 32 partite, una ogni 4 giorni.
Reja invece solo 15, una a settimana: meno impegni, meno infortuni e la forza dell'organico è uscita fuori»,
Però la sua lazio reggeva 60',
con ReJa ha corso di più.
«Il mio lavoro non può essere paragonato al suo. Lui ha avuto
Dias, Biava, Floccari e Ledesma, io no» .
li avesse avuti lei, oggi sarebbe
ancora a Roma?
"I numeri non ingannano. lo nel girone di andata ho fatto 20 punti, l'anno prima Delio Rossi, con Pandev e Ledesma, nel ritorno ne fece 19".
Non era normale, però, che si
rischiasse la serle B.
«C'erano anche problemi di gestione umana, 'Un malcontento
diffuso nello spogliatoio».
È quello che le disse Lotito?
«Il presidente mi comunicò l'esonero solo al telefono. Mi disse che i risultati non erano soddisfacenti, E basta».
Perché con Reja Ledesma è
tornato subito In campo e con
lei non ha mal giocato?
«Perché firmando l'estate scorsa con la Lazio avevo accettato i programmi della società. E i programmi prevedevano acquisti e
cessioni. Poi non è stato fatto nulla, non è arrivato neppure il difensore che avevo chiesto»,
Perché non l'ha detto?
«Perché, finito il mercato, tutto andava per il meglio: avevamo vinto una Supercoppa, eravamo primi in campionato e ci eravamo qualificati per l'Europa League. Che senso aveva? Qualcun altro si sarebbe dovuto assumere delle responsabilità, come io mi sono assunto le mie».
In squadra c'era chi remava
contro?
«Mai avuta questa sensazione, Però, in un gruppo troppo folto, c'erano amicizie più o meno forti. Chi doveva andare via non aspettava altro. E pian piano questo malessere si è accentuato".
Ledesma ha detto che lei era
ambiguo nel suoi confronti.
«Mah, strano. Con lui ho parlato tre volte: una in ritiro, una al ritorno
da Pechino e l'ultima a gennaio. E gli ho sempre detto chiaramente che per me era un grande giocatore, ma che non avrei potuto schierarlo".
Dice Rocchi: «lo Ballardini
l'avrei esonerato prima»,
«Eppure nei primi due mesi con me era felicissimo. Sa, quando non si gioca escono fuori i brutti pensieri... Rocchi in realtà farebbe bene a fare il calciatore. Anche se negli ultimi due anni la sua media gol si è abbassata di parecchio ....»
Ma davvero con Zarate non
può giocare?
«Mi hanno dato del cretino per questa affermazione. Ma sbaglio o anche Reja ha fatto lo stesso? Rocchi e Zarate non stanno bene insieme. Poi c'è anche una questione di rapporti, i due non si amano. Ma il fattore tecnico resta primario».
Racconti Il perché di quell'uscita
pubblica su Zarate.
«Era un modo forte di fargli capire che doveva cambiare negli atteggiamenti: il grande giocatore è tale anche fuori dal campo».
E lui non lo è?
«Con i suoi comportamenti, in uno spogliatoio inquieto, talvolta ha fatto arrabbiare i compagni".
Sente ancora qualche giocatore?
«Sì, ma meglio non dire chi».
Se l'lnter non festeggia il
" Grande Siam " il merito
è anche suo.
«Mi faccio un po' di pubblicità. In tre stagioni sono arrivato 5° col Cagliari, 7° col Palermo
e a Roma ho vinto un trofeo: il mio nome sarà scritto per sempre nel palmares della Lazio.
E poi dall'lnter in giù ho battuto tutte le grandi».
Che cosa ha fatto In questi
tre mesi e mezzo?
«Ho visto gli allenamenti di Chelsea, Arsenal, Tottenham,
Barcellona e Valencia. Il futuro? Il calcio che mi piace è in Italia".
Fonte: Gazzetta dello sport