Citazione di: cuchillo il 30 Set 2014, 10:39
Quando parlo di sirene Rejane non parlo solo di cinismo.
Con il cinismo Mourihno ci ha costruito una carriera.
Parlo soprattutto di atteggiamento e di forma mentis. Parlo di conservatorismo.
Ieri la Lazio é entrata in campo con le chiappe strettissime e con la capoccia blindata dal terrore di perdere.
Teniamolo a mente, se ieri perdevamo e con il Palermo, e saranno molte le squadre che perderanno al Barbera, eravamo ultimi in classifica. Ultimi in classifica. Da brividi dietro la schiena.
Se ieri su quella panchina ci fosse stato Reja, con in mente questo, probabilmente la Lazio avrebbe schierato dal primo minuto Keita, Klose, Konko e Ledesma a fare diga la in mezzo e a proporre il suo pentagramma fatto di lancioni e scarpate.
Cavanda avrebbe probabilmente visto la partita in tv da Roma, Felipe Anderson avrebbe giocato probabilmente gli ultimi 4 minuti scarsi, recupero compreso, e Candreva, sebbene in apnea, avrebbe giocato fino al collasso.
Pioli, invece ha insistito su Djordjevic, ha tenuto Keita in panca, ha dato la bacchetta del centrocampo a Onazi, ha tolto la nostra stella quando la partita era ancora in bilico dando fiducia a Felipe Anderson, e ha riempito di Lexotan la borraccia di Candreva.
E' evidente che la partita poi é andata in un certo modo, ma la Lazio che l'ha vinta non era una Lazio rejana, girata verso il passato, ma una Lazio che comunque guarda avanti.
La Lazio di ieri ha vinto con le sue forze future, non con i suoi capisaldi del passato.
Reja, ieri avrebbe vinto con una rete di Mauri( o Klose) che poi avremmo difeso con il coltello fra i denti fino al 99° minuto.