Citazione di: Electrocution il 20 Ott 2013, 18:47
Su questo si può essere d'accordo, ma sarebbe bello vedere giocare un attacco da attacco, con schemi offensivi, non con 3 giocatori ( e Floccari esterno!!! ) a acciaccasse i piedi manco fosse er tip tap. Allora si capirebbe il reale valore dell'attacco, imho.
Appunto, basta guardare come attaccano gli spazi e dove li attaccano Florenzi e Gervinho e poi pensate se una cosa del genere la possono fare ad oggi Floccari e Felipe Anderson. Già Keità e Candreva sono andati meglio, ma partono troppo larghi e troppo alti, in zone di campo non molto pericolose perchè, nella maggior parte dei casi, provano ad entrare dal lato o alla fine crossano.
Loro invece spesso, anzi quasi esclusivamente, entrano in area nello spazio che va dalla fine della lunetta al vertice dell'area di rigore stessa, quasi sempre faccia alla porta.
E' il risultato dell'applicazione degli schemi provati e riprovati durante la settimana ed interpretati dai giocatori adatti.
Floccari per caratteristiche è una seconda punta che può far bene se gioca affianco alla prima, magari può fare l'attaccante centrale ma non sarà mai bravo a fare l'attaccante esterno. Gli mancano i fondamentali per quel ruolo. Se lo metti li e vuoi che faccia il Gervinho, non è lui che è 'na pippa, sei te che pretendi l'impossibile.
Devi studia' qualcosa di diverso e di più adatto alle sua caratteristiche senno metti da subito Keita e chi s'è visto s'è visto.
Dopodichè, e me fermo solo a questo che il solo parlarne oggi me fa incazza', il gioco delle merde non è bellissimo ma è estremamente efficace. Cioè come deve essere il gioco di un squadra di calcio.
E non è solo catenaccio e contropiede.
La squadra sta benissimo in campo, la palla cammina veloce, quasi sempre a terra, più o meno tutti sanno quello che devono fare in automatico in base alle situazioni di gioco. Ciò che si intende dire con la definizione "si vede la mano del tecnico".
E per questo cito De Rossi in un'intervista di un paio di partite fa (e poi me se secchino le dita delle mano per il solo averlo fatto) che diceva, parola più parola meno, quanto segue: "Non è che corriamo più dello scorso anno anzi a dir la verità corriamo meno. Più che altro corriamo meglio. Il fatto è che ognuno sa cosa deve fare nella sua porzione di campo in tutte e due le fasi, sia quando attacchiamo che quando difendiamo."
Pare semplice no? Noi, oggi, come squadra, siamo molto lontani dal poter rintracciare nella nostra Lazio qualcosa del genere.
Al di la del valore dei singoli. Se la squadra gira male i limiti dei singoli affiorano, se gira bene, si nascondono meglio. C'è gran confusione ed è tutta nella testa del buon Vladimir. Forse più di questo non può proprio dare.
Saluti al grandissimo Saramago, un abbraccio forte

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Per Ralph: secondo me IB nun te sta' a cojona, ma oggi c'ha un veleno che levàte. E lo sta a spurga' sulla tastiera. Nun je rompe li cojons ad oltranza.