Ho visto, letto, pensato e valutato.
Poi ho preso fiato ed ho rotto le palle a quel povero cristo di Canigiani.
Se ci saranno mai risposte vi farò sapere.
Questa è la mail:
Ciao Marco,
Cercherò di essere il più breve possibile ma non ti prometto niente.
Ti rompo le scatole ancora una volta ed indovina qual'è l'argomento?
La maglia naturalmente, anzi è più corretto le maglie.
Faccio questa precisazione perchè quest'anno non ho cose particolarmente negative da dire sulla prima maglia.
Il celeste sembra più vivo (anche se aspetto di vederla dal vivo per giudicare) e se non altro non sembra inglobare e confondere il bianco che ospita.
Il taglio è quello che passa la Puma, questione di gusti, e comunque è meglio di altre volte.
Io personalmente avrei preferito il modello della seconda di Uruguay e Svizzera, con gli sbaffi sui fianchi e non sulle spalle.
Dico questo non tanto per gli sbaffi quanto per il colletto che in quel caso è tagliato direttamente nella maglia mentre nel nostro modello sporge e risulta, soprattutto in movimento, un po' sbrindellato.
Restando nell'ambito della prima maglia vedo che la Puma continua a prediligere i calzettoni celesti ma spero che, in un rigurgito di tradizione, si possano utilizzare anche dei calzettoni bianchi, insieme ai pantaloncini bianchi, come una volta, in modo da ripristinare quell'immagine che è stato l'imprinting primordiale di noi tifosi, sempre se la cosa non tocchi la suscettibilità teutonica.
Mi aggancio a questo argomento per puntualizzare uno degli aspetti della presentazione che mi hanno un po' indispettito.
Il buon Furio Focolari ha catechizzato il tifoso brontolone (la tessera numero 1 non me la toglie nessuno su questo argomento) dicendo che la Puma non può restare ferma ai tempi di Chinaglia come design ma che deve guardare avanti.
Questo per liquidare le nostre speranze di vedere dei tagli e dei modelli più semplici e lineari, magari un po' vintage.
Dal discorso di Focolari traspare il fatto che ai tifosi romantici piacciono le maglie antiche ma la Puma non può fare questo tipo di discorsi perché è alla continua ricerca di qualcosa all'avanguardia, che precorra i tempi e crei delle tendenze.
In pratica stiamo parlando di moda, ribadisco MODA ed in mani tedesche!
Il solo pensiero mi fa correre un brivido che parte dalla spina dorsale (quella vera non quella androide) e si ferma sulla punta dei piedi, che per l'associazione moda/tedeschi immagino inguainati in comodi calzettoni di spugna in bella vista in calzari modello Marco Aurelio (tanto per restare in tema Lazio).
Tolta questa digressione mi sembra di poter affermare che il campo di appartenenza della Puma sia lo stesso di altri grandi marchi quali Nike, Adidas e Umbro, solo per fermarmi ai principali concorrenti del nostro caro gattone.
A quanto pare queste aziende riescono spesso a conciliare la ricerca di nuove tendenze con la produzione di capi legati alla storia ed alla tradizione dei club che vanno a vestire.
Per quanto riguarda la Umbro non è necessario fare esempi visto che questo tipo di produzione è al centro della loro politica.
Anche la più quotata Nike, pur creando le mostruose maglie con le strisce seghettate, ha anche prodotto maglie come quella dell'Arsenal (ispirata al modello anni '70) e la maglia bianca del Portogallo, come la "nuova" maglia del PSG, che poi è un ritorno al passato dietro pressioni e richieste dei tifosi parigini.
La sorella maggiore della Puma, l'Adidas, ha sì inventato le maglie con il marsupio da bebè, come quelle della Francia (marsupio peraltro opzionale), ma ha anche rispolverato vecchi modelli come nel caso del nuovo Milan, del Lione ma anche della Germania.
Ho fatto solo alcuni esempi per ribadire che sta diventando la regola ascoltare la voce dell'utente finale del prodotto ed assecondarne la "nostalgia".
Per questo motivo, siccome ogni anno sono previsti quattro modelli, farne uno più vicino a questa esigenza del tifoso (e quindi del mercato per chi produce e vende maglie da calcio) non è solo una concessione al fan rompipalle ma anche un mero calcolo economico/commerciale.
L'intransigenza della Puma però si scioglie sotto il sole di luglio perché, nello stesso momento in cui viene esposta una vera e propria resistenza nei confronti di creazioni più legate alla tradizione, si descrive il fantomatico "night forest" con enfasi, giustificandolo con il fatto che nel 1982 è stato già utilizzato dalla Lazio... per una sola partita... Como-Lazio... seconda giornata del campionato di Serie B in un periodo in cui la TV trasmetteva solo i gol della serie cadetta... e quella partita finì 0-0.
Quindi a questo evento cardine della tradizione laziale hanno potuto assistere solo i fortunati presenti a Como il 19 settembre 1982.
Non vorrei essere intransigente io ma la tradizione, il legame con il passato, deve valere sempre e non essere tirato fuori a comando a seconda della convenienza.
Del resto io sono e resto del parere che una maglia diventa tua quando parla di te, non quando qualcuno ci appiccica sopra il tuo logo.
Ma io ho scelto la Lazio per le sue radici, per la sua connessione nel tessuto sociale di Roma, per i suoi colori legati al simbolo dello sport tutto, per il suo voler essere tutto e non solo una parte dello sport e quindi il mio punto di vista non ci riesce ad assecondare a pieno le esigenze commerciali di una azienda che paga e che quindi detta le regole.
Capisco ma non mi adeguo.
Cerco di stringere altrimenti utilizzo troppi byte.
La scelta del ramarro andato a male è stata dettata, giustamente, dalla necessità di fare qualcosa di completamente alternativo alla prima maglia, da poter utilizzare in casa delle squadre con maglie di tonalità vicina al nostro celeste.
Inoltre si è cercato di fare qualcosa di nuovo rispetto ai soliti nero o blu.
Capisco anche questo anche se mi chiedo come mai la Puma abbia utilizzato con noi solo UNA tonalità di blu, il blu navy molto vicino al nero.
Le motivazioni sarebbero che la Figc impone questo "stacco" tra le maglie.
Vorrei sapere se qualcuno ha avvisato la Figc che la Juventus (bianconera), dopo aver giocato una stagione con una seconda maglia grigia che vista da lontano sembrava la prima, nella prossima Serie A (quindi immagino di competenza della Figc) avrà come muta di riserva una maglia BIANCA con una fascia tricolore verticale sul petto!
L'avere due stelle sul petto comporta delle dispense in questo senso?
Mi viene il dubbio che possa essere questo perché scopro che nel momento in cui viene "riacceso" il nostro celeste, per evidenziare anche il bianco, i numeri tornano ad essere scuri su precisa indicazione della Figc per motivi televisivi.
Le partite della Juve verranno trasmesse in braille?
Penso che siano molto più visibili dei numeri bianchi bordati di blu su una maglia celeste (acceso) piuttosto che dei numeri gialli su delle righe bianconere.
E la maglia del Napoli, l'attuale maglia del Napoli non quella di Maradona, è tanto più scura della nostra nuova maglia da poter ovviare a questi problemi televisivi?
La Uefa lo scorso hanno ci ha imposto i numeri scuri e quindi abbiamo dovuto fare due versioni della stessa maglia.
Quest'anno che il "problema" non si pone ci adeguiamo?
Ci vedo molto lo zampino teutonico in questo.
Del resto perché prendersi il disturbo di fare dei font bordati ad hoc per noi (magari anche gratis, senza sovrapprezzi) quando con i numeri blu fai contenti tutti?
Poi ci sono i direttori di gara daltonici che lo scorso anno ci avevano costretto a rispolverare la maglia verde dei portieri perché le loro maglie ciclamino non potevano andar bene con la tutina della Pantera Rosa appioppata a Muslera... utilizzata ancora meno della famosa maglia verde della Ennerre.
Scusa lo sfogo Marco, sai benissimo che non ce l'ho con te, soprattutto sai bene con chi ce l'ho.
Capisco anzi che il tuo lavoro in questo senso diventa veramente complicato in molti frangenti.
Io non so se il mio stomaco riuscirebbe a sopportare le creazioni dei designer tedeschi quando sono ancora grezze.
Tra l'altro intravedo la tua mano, per quello che mi hai trasmesso, nella semplicità imposta il più possibile alla prima maglia dove tra l'altro ho apprezzato il reinserimento del blu per quanto riguarda il "pumetti" che così movimentano un po' la maglia che poteva altrimenti risultare un po' "piatta" (ma mi sarei fermato lì).
Apprezzo l'esperimento della maglia a righe orizzontali anche se la spalla bianca grida vendetta (soprattutto perché è vuota) e, per richiamarci un po' a noi stessi, avrei fatto le righine di bordatura celesti invece che oro.
Sulla maglia "night forest" preferirei avvalermi della facoltà di non rispondere per non rischiare conseguenze penali...
Ti saluto e ti ringrazio per la pazienza e la cortesia che regolarmente dimostri nei confronti di un ultraquarantenne che, consapevole del fatto che il campo non può regalarci un granchè, aspetta ogni volta di vedere se le nuove maglie possano essere uno specchio nel quale riconoscersi.
Ma con la Puma certe volte sembra di essere nel labirinto degli specchi del Luna Park...
Ciao, buon lavoro e Forza Lazio