Per un paio d'anni ho avuto un rito scaramantico fisso, nato per puro caso all'intervallo di un'amichevole Lazio-Ajax (quella persa dopo centoottantasette rigori, credo con errore fatale di De Sio). Alla fine del primo tempo, con la Lazio sotto 0-3, il tizio seduto davanti a me mi fa: a pischè, scambiamose de posto. E così abbiamo fatto. Inutile dire che la rimonta del secondo tempo, sia per me che per lui, è rimasta legata a quel gesto. Lo scherzo del destino è arrivato alla prima di campionato, quando io e il tizio abbiamo scoperto di essere abbonati a neanche dieci posti di distanza l'uno dall'altro. Il rito si è ripetuto all'intervallo di ogni partita, credo per due stagioni. La cosa più bella è che sono quasi sicuro del fatto che non ci siamo mai neanche presentati.