Rispondo brevemente e cercando di portare un paio di considerazioni logiche in più all'autore della "provocazione" iniziale.
Lo Scudetto della SS Lazio fu l'apice di un processo di cambiamento che stava investendo la Capitale: un inversione di tendenza tra Laziali e trigorioti, dato che si sa la maggior parte dei bambini tifa la squadra che vince, che andava stroncata sul nascere.
Lo "scudetto" dell'anno successivo fu il frutto di una manovra politica di questo tipo e poco più. Non a caso il 90% dei festeggiamenti e il potentissimo lavoro di amplificazione operato dai media romani, in maniera spudorata al punto tale che se rivista con gli occhi di oggi fa paura, sono stati assolutamente volti a denigrare la SS Lazio e a ribattere in maniera martellante lo slogan "asdroma = Città di Roma", più che a celebrare una vittoria sportiva. Sindaco compreso, ricorderete tutti.
Diciamo che negli anni di Cragnotti, finché eravamo stabilmente in testa alla classifica e vincevamo qualche "coppetta" (per quanto, al di là della percezione del popolino bue, la Supercoppa Europea e la Coppa delle Coppe sono dei trofei internazionali con una eco maggiore rispetto a quella di un campionato nazionale) erano infastiditi. Quando abbiamo "osato" vincere lo scudetto, abbiamo risvegliato Sauron.
A distanza di quasi 15 anni lo scenario è totalmente cambiato e siamo alle corde. Uno scud... non riesco manco a pensarlo significherebbe darci quel colpo di grazia che non vedono l'ora di darci (e che erano convinti di infliggerci il 26 maggio del 2013).
Quindi no. Anche a voler valutare asetticamente la "Provocazione", direi che sarebbe l'evento più nefasto al mondo per la Lazio, altro che cavoli.