Se fossero persone, sarebbero così:
1) La Repubblica è il più zozzo di tutti.
Quello che si sente un sacco sofisticato per gusti artistici, letterari, musicali eccetera, e poi non solo è "daaamaggica", ma è proprio uno di quelli che tifa totti ancora più daaamaggica, ma soprattutto "io sono in primis antilaziale e poi antiromanista". E' uno che sui social network posta "L'Amaca" di Michele Serra, qualche corsivo ficcante di Travaglio, una "Povera Patria" di Battiato o un "Io non mi sento italiano" di Gaber con immancabile commento "ahimè sempre attuale", e poi link su link sur cappitano in vacanza a Sabaudia, status "ahò sti burini della Lazio stanno già a meno 10, ahr ahr ahr", "Se magnamo Olympia ar forno", ecc.ecc.
2) Il Corriere dello Sport è il romanista fracico, ma di quelli a cui tutto sommato non puoi dire granché.
E' il conoscente che, bene o male, di pallone almeno un po' ci capisce. Che quando ci parli vis-a-vis dice anche cose condivisibili sulla Lazio: "vi ho visti giocare, ammazza, Perea non è male eh". E' quello che sarebbe anche una persona simpatica, se non trovasse del tutto normale andare in giro col bruco sul pianale o con il tutone di pile rosso con la scritta "asdroma" gialla in rilievo.
Però resta sempre un inguaribile romanista, di quelli che celebrano la ricorrenza del gò de Turone, di quelli che hanno iniziato a buttare un occhio al Barcellona l'anno di Luis Enrique, eccetera.
3) Il Messaggero è la versione lievemente più discreta del punto 2. Magari non va in giro con la sciarpa di lana ad agosto o con dodici bruchi sul pianale, ma la sostanza è uguale. E' il professionista con un buon livello d'istruzione che però "la roma è scomoda perché è contro il potere", "totti è stato penalizzato perché gioca nella roma, sennò a quest'ora c'aveva minimo 3 Palloni d'Oro", "Dai, sii obiettivo: se Mauri è stato in galera è perché qualcosa ha fatto, sicuro, se sa!".
4) La Gazzetta dello Sport è il tifoso di squadre strisciate, di quelli che pensano alla sfida in Champions, all'acquisto "top player", ad interminabili discussioni sul fatto che la propria squadra rubi meno delle altre due. Del calcio della Capitale sa poco o nulla.
Salvo il fatto che "beh, se si chiama Roma, vuol dire che la squadra della Capitale è lei, no? I laziali saranno quelli che vengono dal Lazio", "totti beh, che gli vuoi dire? Poi fa anche tanta beneficienza ed è una bandiera", "ah, io sapevo che la Lazio è la squadra dei nazisti", "dai, i romanisti sono tanto più simpatici: ho un amico rommmanacio de Ròòòma che ogni tanto dice: anvedi ahò, er cappitano, ah ah ah, mi fa morire, mi fa", "mi sa che i romanisti sono quelli che seguono davvero, credo che la Lazio sia più una moda".
E così via.
5) Il Tempo è il punto tre, però romano e acalcistico. "né roma né Lazio eh, ma mai mai mai mai mai e poi mai quei burini della Lazio, bleah. Lo dico da equidistante eh".