Citazione di: Dragola il 02 Nov 2015, 08:53
Il gruppo, la rava, la fava, la pizzata offerta dar capitano sono spesso minchiate; quello che conta veramente sono stimoli e ambizioni. La gestione di salvatore è chirurgica nel castrare, dopo ogni buona stagione, le poche possibilità di crescita. La Lazio è un gruppo di lavoro il cui responsabile ha deciso di accontentarsi e non rischiare (e questo potrebbe anche essere condivisibile), ma se a tale orientamento aggiungi una modalità di gestione che impedisce sistematicamente progressi e miglioramenti (economici e non) ai componenti della rosa succede che dopo una buona annata ti accorgi che le tue prestazioni sono servite a poco e niente e quindi sulle orme del capo ti limiti al compitino.
drag.
È quello che sostenevo questa estate quando durante un non mercato vedevo la squadra sbriciolarsi contro anche avversari più improponibili. Si diceva che erano amichevoli e che non ci si doveva far caso, ma siccome un po a calcio ci ho giocato vedevo attegiamenti sia dei singoli che della squadra che non facevano prevedere nulla di positivo. Vedevo una squadra appagata, che entrava in campo trascinandosi senza un obiettivo preciso e soprattutto senza quel mordente che lo scorso anno aveva fatto rendere tutti oltre le loro possibilità. Era impossibile non vederlo, ma ci si illudeva con alcune iniziali vittorie interlocutorie quanto casuali e fortunose come con il Bayer e il Bologna, che secondo me hanno fatto più danno che altro.
Il problema viene da lontano, dai programmi di basso livello di una società che sono 11 anni che tira a campare senza nessuna volontà di migliorarsi. Del resto quello che si percepisce è che i risultati sportivi sono l'ultima cosa che interessa, perché a Lotito che si arrivi terzi o dodicesimi poco cambia. Si, magari un terzo posto gli da quel po di visibilità in più grazie alla quale può ammorbarci con le sue filippiche "der gruppo coeso", "er funerale", "bikila" e "i valori der clebbe", ma di fatto a Lotito interessa altro. Il perché avviene questo non lo so, o meglio lo sospetto ma non è questo il topic giusto per parlarne, ma è assolutamente un dato di fatto che con Lotito e Tare questo è e questo sarà all'infinito.
Però questa mancanza di ambizione prima o poi i giocatori la percepiscono, e finiscono per adeguarsi. È assolutamente umano che avvenga questo: i giocatori più bravi non vedono l'ora di andarsene per confrontarsi con realtà più ambiziose, quelli più scarsi, garantiti da un contratto, pensano che se i risultati sportivi non interessano a chi li paga, perché dovrebbero interessare a loro?
L'anno scorso, seppur casualmente, era iniziato un bel ciclo che chiunque avrebbe sfruttato meglio, un ciclo che da noi sembra già finito, cosi come sono finiti tutti i cicli iniziati in precedenza e come finiranno quelli futuri. È un film già visto e che, stante questa situazione, rivedremo all'infinito.