Quando siete diventati della Lazio ?

Aperto da marcantonio, 23 Feb 2016, 19:24

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In quale di questi periodi della storia della Lazio siete diventati biancocelesti?

Durante le ere glaciali
16 (11.6%)
Negli anni '70
55 (39.9%)
Negli anni '80
25 (18.1%)
Nell'era Calleri
10 (7.2%)
Nell'era Cragnotti
30 (21.7%)
Nell'era Lotito
2 (1.4%)

Totale votanti: 138

Ulissechina

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Lazionetter
* 13.491
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Citazione di: Mohammed Hussein il 25 Feb 2016, 10:42
OT

Esatto, ma allora perchè dire che siamo "innocui"? Perchè sminuire noi stessi le nostre vittorie?
Proprio perchè sono saltuarie dovremmo tenerle in ben altra considerazione.

A me sta cosa di dire che fa tutto schifo me manda ai matti

EOT, e chiedo scusa
Ma chi lo ha scritto io? Ho semplicemente detto che se fai i risultati l'entusiasmo torna e pure i Laziali allo stadio.
Personalmente non ho mai perso l'entusiasmo perché per me conta la maglia, la massa non la pensa così e non so dargli torto o biasimarli se sono in buona fede, poi ci sono quelli che non li schiodi da casa neanche se giochi la finale di CL all'olimpico, ma questo è un altro discorso, ci sono altri che invitano ad andare ma loro non vanno mai. In sostanza ci sono diverse varietà di Laziali e diversi modi di sentirsi tifosi della Lazio.

luisa70

*
Lazionetter newbie
* 22
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Nel 1973 ci trasferiamo a Roma. Avevo 3 anni e papà mi porta allo stadio
Mi raccontano che gridavo "forza Canaglia" (non sapendolo pronunciare)
ma lo riconoscevo sempre, forse grazie alla sua stazza.
Dopo 4 anni ritornammo a Macerata e persi contatto con il calcio in generale
Nel' 86 vidi la prima pagina del corriere con la prima sentenza "Lazio in C"
Un vuoto nel cuore..... Sentenza cambiata con i -9 e io tutte le domeniche
davanti a una radio per LEI che mi aveva rapito poi anche qualche partita all olimpico
Lazio Pescara 3-0 la prima
Ed è di nuovo amore....... Fino a oggi ....  E ora mia figlia è innamorata di Felipe.

GRAZIE LAZIO PER AVERMI SCELTA

carib

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Secondo me poiché tutti gli esseri umani nascono uguali, l'Umanità è per definizione Laziale. Per ovvi motivi socio-politici gran parte della popolazione mondiale è inconsapevole di questa dote e finisce per tifare le squadre del proprio paese. Ma un vago senso di tristezza di cui il Laziale inconsapevole non sa spiegare l'origine lo accompagerà tutta la vita, fateci caso. In Italia è diverso. Ci sono i Laziali inconsapevoli, ma il vero problema sono i non Laziali. Che esiste la Lazio si sa, quindi l'eziologia del malessere è facilmente ravvisabile. I non Laziali li riconosci al volo: odore sgradevole, pelle grigia, di cera, sguardo spento oppure spiritato, depressione alternata con momenti di euforia maniacale, linguagigo dissociato tipico di chi vive una realtà che non esiste. Questo capita a chi da bambino ha scelto di seguire altre vie, altri colori - sciapi, mal accostati, inguardabili - e non è stato riportato in tempo all'unico tifo calcistico possibile.

ES

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* 20.560
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Ecco, Carib da appendere alla parete. Non lui, il suo post.
Per quanto mi riguarda famiglia non interessata al calcio, divenni Laziale per amore, alle elementari, nei lontani anni fine settanta. La più carina, tifava Lazio. Poi ricordo vagamente, lei divenne del Torino (valle a capire, le donne, sin da piccole), e io fui protagonista di quel pescara Lazio, con le macchine in campo, i giocatori arrestati, tra gli altri giordano e Wilson. Non so perché, ma io rimasi della Lazio. Ricordo il ritorno dal mare, in autobus, e dal finestrino l'edicola col titolone "Lazio in B".Restai Laziale, non so perché , forse è come dice carib, tutti nasciamo Laziali.

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berserker

*
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* 748
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Avviato alla lazialità da mio fratello all'età di circa 4-5 anni, la prima partita allo stadio fu Lazio-Udinese 4-0, del 1993 credo. Ricordo che la cosa che più mi impressionò furono i rinvii del portiere: " Come tira forte!", dicevo. C'era Orsi tra i pali, il primo nome dei nostri che imparai.
Il mio rapporto con la Lazio fu definitivamente cementato grazie a Beppe.

Sonni Boi

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* 16.452
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Citazione di: Ulissechina il 26 Feb 2016, 15:35
Ma chi lo ha scritto io? Ho semplicemente detto che se fai i risultati l'entusiasmo torna e pure i Laziali allo stadio.
Personalmente non ho mai perso l'entusiasmo perché per me conta la maglia, la massa non la pensa così e non so dargli torto o biasimarli se sono in buona fede, poi ci sono quelli che non li schiodi da casa neanche se giochi la finale di CL all'olimpico, ma questo è un altro discorso, ci sono altri che invitano ad andare ma loro non vanno mai. In sostanza ci sono diverse varietà di Laziali e diversi modi di sentirsi tifosi della Lazio.

Ma no, infatti non eri te che avevo quotato.

Del resto sono d'accordo al 100% col tuo post  ;)

aquilavicentina

*
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* 861
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Nel '94 per merito di Beppe Signori durante i mondiali e poi per la stagione successiva sotto la gestione Zeman.

Quanto ho amato quel giocatore ❤️❤️❤️

Ci tengo a dire che avevo 14 anni, in una regione dove la Lazio non era considerata (ero visto come un marziano) e che la mia passione è antecedente gli anni dei trionfi.... Nulla immaginavo di quel che sarebbe successo... E aggiungo visto che in 22 anni ne ho viste di tutti i colori che fossimo anche in serie b amerei questa squadra uguale  :D

E sti cazzi a chi vince lo scudetto ogni due anni... Zero invidia, non farei cambio.

Ranxerox

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Da sempre. Nonno, papà e svariati zii.
Ma anche zia Angelina: "chi della Lazio borbotta è un gran fijo de 'na mignotta". Mitica.
La passione per lo stadio me l'ha trasmessa mio zio Ennio, Laziale del tipo brontolone ma tifoso viscerale pure lui.
Mi portava sempre allo stadio visto che mio padre spesso la Domenica lavorava (per dire, mi ha portato pure a vedere "la Chiave" di Tinto Brass. Gli devo molto...  :=)) ).
Mi ricordo un lontanissimo Lazio-Ternana nel quale eravamo tutte le generazioni presenti.
Alcune partite viste a cavacecio dal parterre.
Lazio- Foggia.
Mio padre che spesso, per l'ansia da partita, muoveva continuamente le gambe tipo tremarella e non gli si poteva stare vicino allo stadio. E poi via via tutto il resto con una menzione speciale al periodo degli ES in Nord. Era bellissimo stare li in mezzo.
Ma c'era una cosa che mi piaceva più di tutte. Andare a vedere gli allenamenti. Era una festa.
A volte mio zio Ennio, già quando andavo alle elementari, mi portava agli allenamenti a Tor di Quinto quando non lavorava di mattina. Senza avvertire mia madre, parcheggiava davanti la scuola sull'altro lato dell'entrata la sua 127 rossa e, dal finestrino del passeggero, faceva dondolare con la mano di fuori un buondi Motta mentre a piedi arrivavamo a scuola.
Era il segnale che non si andava a scuola e che si andava agli allenamenti per vedere i giocatori da vicino. Fantastico.
Mi scoppiava il cuore per la contentezza.
Per anni, ogni volta che vedevo un buondi' Motta, ho riprovato i brividi delle stesse emozioni.
E che commozione vedere la foto postata da Drenai. Quella bandiera, uguale uguale, c'è l'avevo anch'io.
Sempre Forza Lazio

:band1:

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RubinCarter

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Citazione di: Slasher89 il 25 Feb 2016, 17:34
Come molti io sono nato laziale grazie a mio padre, ho messo "Era Cragnotti" perchè ho cominciato a prendere coscienza della mia passione all'inizio dell'era Cragnotti, il mio primo ricordo allo stadio (mio padre mi fece il primo abbonamento nel 92, curva sud) è un Lazio-Torino di fine campionato con Gascoigne in campo, pelato, entrato con il numero 16, credo in una delle sue ultime presenze con la nostra maglia.
Forse era Lazio Reggina del 1996

carib

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kurt

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Penso di essere sempre stato Laziale perché se papà era Laziale doveva essere la Lazio la mejo che c'era; la consapevolezza penso dal '71 o '72 (sono del '67). Mi hanno detto che ho rotto le scatole per più di un anno per farmi portare allo stadio: papà andava sovente quando era più giovane ma in quel periodo era un casino perché spesso alla domenica lavorava. Finalmente capita la domenica giusta, QUEL Lazio-Verona; che emozione, mi vengono i brividi ancora oggi...

meanwhile

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Citazione di: Monsieur Opale il 23 Feb 2016, 20:24
sono l'unico convertito? solo io folgorato sulla via di damasco?

appalesatevi se ci siete, marrani!

Mi appaleso. Anche perchè ho votato l'era Calleri ma non avevo notato l'opzione ere glaciali.
Ordunque... e non sarò breve.
Autunno 1966, ho nove anni e il passatempo preferito è tirare calci per strada a qualsiasi cosa somigli a una palla. In quegli anni, per un bambino, non di Roma, ci sono solo due squadre, inter e milan dominano in europa. Mi chiedono di scegliere da che parte stare, e io, che già all'epoca non mi piace essere intruppato, guardo la classifica la domenica sera deciso a scegliere la prima in classifica escluse quelle due. Caso vuole che mi vado a beccare la juve, davvero un caso perchè la terza strisciata è nel pieno del decennio più oscuro della sua storia, e la sua formazione, che so ovviamente a memoria, oggi non dice niente a nessuno. Succede che l'unica volta che la juve va in testa è perchè l'inter perde 1-0 contro la Lazio, gol di Vito Damato. Da quel giorno, visto anche il colore della maglia che è sempre stato il mio favorito, la Lazio diventa la mia seconda squadra. Scelta definitivamente forgiata nel senso di colpa dal fatto che, all'ultima giornata di quel 66-67, la juve approfittò del suicidio dell'inter del mago e andò a vincere il campionato, condannando nello stesso tempo alla B la Lazio (era l'unica stagione di quei decenni che prevedeva 4 retrocessioni, e chi altri poteva essere così fortunato da beccare il quart'ultimo posto?).
Caro Monsieur Opale, anche per me il primo idolo da bambino è stato lo juventino Pietro Anastasi, preso nel 68 dal Varese dopo che ne aveva fatti tre in uno storico varese-juve 5-0.
Non sarò così paraculo da dirvi che nel 73 non ho esultato per la vittoria della juve, nè che nel 74 abbia fatto i caroselli per la vittoria della Lazio. Ma l'ho sempre seguita con simpatia, e soprattutto mi ricordo la stagione del -9 e degli spareggi, ascoltavo incredulo la radio e pensavo, ma come è possibile che per salvarsi si deve combattere col campobasso, col taranto...
Poi, già dopo i mondiali 82 il mio modo di vedere il calcio e la juventus era decisamente cambiato, l'heysel aveva ulteriormente contribuito, l'amicizia con un ragazzo di Monterosi a cui avevo confessato la mia (probabilmente) vera fede e che mi aveva regalato la sciarpa degli eagles supporter con la quale andavo a vedere le partite al bar, tutto portava verso il grande passo.
Così, quando l'avvocato convocò il mio idolo Dino Zoff, l'attuale allenatore, dicendogli che non avevano più bisogno di lui e che era ora di grandi cambiamenti, io pensai che fosse ora di cambiamenti anche per me, e dato che Zoff andava alla Lazio, beh non aggiungo altro...
Ed era già una Lazio che piano piano cresceva, si passava da stranieri tipo Gutierrez a Karl-Heinz Riedle, ritornava la voglia di seguire il vecchio gioco del pallone.
Ogni volta che rivedo la mia ex di gioventù, tifosissima milanista, e parliamo di calcio, mi dice che la Lazio è proprio la squadra per me. Non sono sicuro che per lei sia un complimento, ma è comunque musica per le mie orecchie.
Scusate la lunghezza, ma era una lunga storia... laziali brava gente...
Sempre Forza Lazio.

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Aquila Romana

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GoodbyeStranger

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Citazione di: meanwhile il 04 Mar 2016, 20:28
Mi appaleso. Anche perchè ho votato l'era Calleri ma non avevo notato l'opzione ere glaciali.
Ordunque... e non sarò breve.

hai fatto bene... bella storia... la Lazialità che viene fuori anche in ambiente "ostile"...  :p

Achab77

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Ero piccolo e emozionato dal fatto che mio padre, lazialissimo ma maggiormente concentrato nel far crescere sotto l'ala dell'Aquila mio fratello maggiore che portava allo stadio, avesse comprato un videoregistratore. Ora qualcuno storcerà il naso, ma giravano in casa due videocassette che mi guardavo sempre: una su Pelè e l'altra era un film di Plastino chiamato "quei momenti".
Il film su Pelè era ovviamente lineare: O Rey raccontava la sua storia, da piccolo il pallone girava, da adolescente il pallone girava, da uomo il pallone girava. Girava sempre accanto a lui, intorno a lui, era una costante sublimata e sublime che rendeva la storia di una semplicità disarmante eppure mastodontica nella poetica.
Il film sulla Lazio invece non lo capivo: io sapevo poco della sua storia e anche dei campionati italiani. Per me il calcio erano le competizioni con le nazionali, e Pelè. In quella cassetta c'erano il gol di Fiorini, le parate di Pulici, le lacrime di Plastino, i capelli biondi di Re Cecconi. Tutto verteva però sulla disperazione pre Lazio-Vicenza. Una sequela di amarcord serviva quasi come monito agli 11 che dovevano scendere in campo quel giorno, del tipo: occhio che se fallite, tutta quella roba là, le parate di Pulici, i boccoli biondi di Cecco, il dito di Giorgione, tutto quello scompare. Per sempre.
C'era un'intervista fatta a Vincenzo D'Amico nella sua Lancia Trevi, la qualità del video sgranata non sminuiva la luce spenta nei suoi occhi. "Domani si deve vincere, non abbiamo scelta", certo che detto co st'espressione alla walking dead, amico mio, domani mi sa che non vinci.
Poi un lungo filmato, la ripresa con la musica degli U2, " I can live with or without you", quasi un mettere le mani avanti, ma già che lo stai dicendo, anzi cantando, vuol dire che tu senza non ci vuoi stare. Ma proprio col catzo. Da bambino ignaro e lontano dal fidanzamento con la Lazio, scrutavo con curiosità le facce riprese quel pomeriggio sugli spalti, ma non quelle in primo piano: le persone più indietro, chissà quello che stava pensando, chissà cosa ha fatto prima di arrivare lì, chissà dov'è adesso. Piccoli esercizi per scaricare la tensione, ma attenzione, perché tensione? Neanche ci conosciamo, aspetta un attimo...poi l'arbitro D'Elia che lancia il pallone ad un collaboratore, chiedendogli "è buòno?" con la O stretta, riprese talmente vicine al cuore e ai corridoi del vecchio olimpico che manco sky oggi con la spider CAM dentro agli scarpini dei giocatori. Poi la partita, lo sappiamo, il gol, le urla, 'sta gente vista prima che adesso quasi esplode. Finisce la partita, il portiere del Vicenza va in  attacco, ma tutto si conclude: e allora vidi facce e lacrime, Camolese con il tic agli occhi, Acerbis che bestemmia, Fiorini e Manzini che si sentono male, Terraneo che mantiene l'aplomb e lancia una polemica verso i giornalisti, Regalia quasi all'infarto. Una carrellata successiva racconta degli spareggi, ma è tutto più rapido, io continuavo a far fatica a legare il tutto, ma com'era finita lì sta squadra? Che spareggi erano? Ma quello nella partita prima non c'era...quei boccoli biondi, quel dito puntato, quelle parate eccezionali, tutto era rimasto al suo posto. Infine, un pullman di giocatori sorridenti, li riconoscevo tutti, in sottofondo una versione strumentale di Vola, Lazio, Vola che sembrava più malinconica di Celine Dion sul Titanic, e niente: m'ero accorto che stavo rivedendo il video per la 23ma volta, che quasi m'ero pure affezionato a Plastino con la barba, che io without you proprio non ci volevo sta. M'ero accorto che piangevo, perché m'ero innamorato. Andai qualche volta all'Olimpico vecchio, ma un Lazio Fiorentina Sosa Volpecina (fa pure rima) certificò con rito ecclesiastico-civile l'Unione definitiva.
"I can live with or without you". Seh, cor catzo without.

Lazio Patria Nostra

Assoluto

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Non è facile da ammettere, ma io, nato in una famiglia di romanisti, quando iniziai a seguire il calcio nel '98 ero romanista. Del resto, che volete, quando si è piccoli, si viene influenzati da chi si ha intorno.
Fatto paradossale, sono diventato della Lazio in un modo che non si può giustificare con l'entusiasmo per i successi della squadra, con la voglia di schierarsi dalla parte del più forte. Infatti, non me ne vogliate, ero ancora romanista nell'anno dello scudetto della Roma del 2001. L'anno dopo, come un qualcosa di profondo, di innato, che alla fine deve uscir fuori, mi accorsi di essere laziale e in un attimo diedi un gran dispiacere ad un incredulo padre.
Da quel momento in poi, non dubitai mai più del mio "orientamento" calcistico. Peccato, però, non essersi goduti lo scudetto del 2000 che, che ve lo dico a fare, a quel tempo per me fu vissuto come una rosicata.

GfB

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* 763
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biancocelestedentro

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* 16.846
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Più probabile che glielo abbiano fischiato contro o lo abbiano ammonito per simulazione

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Tarallo

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Bellissime storie. Quella di assoluto è meravigliosa. Se si sostituisce macho a romanista e gay a laziale è un coming out strepitoso, la natura che si ribella contro l'innaturale, una esplosione irrefrenabile e irreversibile di libertà. È inspiegabile. Inutile farsi domande, dentro era laziale e una volta sollevata la cappa di soffocamento l'istinto esce di.prepotenza.
Grande.

Assoluto

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Citazione di: Tarallo il 05 Mar 2016, 12:43
Bellissime storie. Quella di assoluto è meravigliosa. Se si sostituisce macho a romanista e gay a laziale è un coming out strepitoso, la natura che si ribella contro l'innaturale, una esplosione irrefrenabile e irreversibile di libertà. È inspiegabile. Inutile farsi domande, dentro era laziale e una volta sollevata la cappa di soffocamento l'istinto esce di.prepotenza.
Grande.
Esatto  :) Se non è genetica questa...

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