c'è un tifoso della Lazio, dovrebbe avere circa 14 o 15 anni, che da 8 anni non può mettere piede allo stadio. perché sono 8 anni che suo padre, il presidente della Lazio, in quello stadio, viene insultato e minacciato. nell'indifferenza generale, quando va bene. troppo impegnati, tifosi e media, a spulciare i bilanci, a soppesare le interviste, a misurare quanto ce l'ha lungo, troppo impegnati per dedicare briciole di tempo e di intelligenza per chiedere il rirpristino di margini minimi di civiltà. allo stadio olimpico, durante le partite casalinghe della Lazio
il vento sta cambiando, sembra, adesso. adesso, sembra, è arrivato il tempo degli abbracci, della Lazio innanzi tutto, del tifo che unisce, del tifo che abbatte la differenze
bene, molto bene, benissimo, in fondo è quello che tutti noi (più o meno) aspettavamo da anni, Lazio, solo Lazio, Lazio e basta. lo si potrebbe invitare, allora, quel ragozzo, il figlio del presidente della Lazio, in curva nord, una voce in più, una sciarpa in più. si dirà, la curva è aperta, venga quando vuole, la curva è di tutti. sì, però, capirete che non deve essere proprio piacevole trovarsi (a saltellare) in mezzo a quelli che augurano a tuo padre un bel viaggio (senza ritorno) a prima porta. per avere quel tifoso in più, quella sciarpa in più, serve una curva diversa, un tifo diverso. e un invito, semplice, semplice, dai, vieni a Lazio-genoa, questa è la nord, quella è la Lazio, il nostro grande amore