Questione di stile

Aperto da GuyMontag, 23 Gen 2013, 23:50

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GuyMontag

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Definire lo stile è opera quanto mai difficile e sostanzialmente inutile. Lo stile lo avverti, lo annusi, te ne accorgi quando lo incontri, se hai un'anima elevata ne sei affascinato, altrimenti non lo riconosceresti manco se te lo mostrassero su un vassoio d'argento. Lo stile non è denaro, non è potere, non prevede necessariamente nobiltà né cultura, può allignare ovunque, lo stile è pacato, non è urlato, non è ringhioso, lo stile non tollera le vene del collo che si gonfiano in un accesso di collera, lo stile è ironia ma non grossolanità, è sobrio e non conformista, non necessita di un vasto pubblico per essere apprezzato, può essere un sopracciglio appena inarcato, una venatura di ironia spesso non colta. Schopenhauer afferma che lo stile è la fisionomia dello spirito.

Da quanto detto se ne deduce che stile e romanismo, inteso come summa di tutto quel borborigmo che alligna intorno a quel curioso e mal riuscito tentativo di innesto di una romanità da libro di storia delle elementari sul coattume di periferia, che ha alfine partorito quel frankenstein de noantri che è il boro de oro, dicevo stile e romanismo sono un delizioso ossimoro. Laddove ci si barda dei colori della peperonata, laddove il capo di abbigliamento preferito è tuta dell'asroma e sciarpa di lana ad agosto, laddove si ingioiella il petto villoso di capezze con lupetti, là lo stile non può allignare.

Non mi riferivo solo al tifoso, però. Il tifoso è quello che è, non nasce col bruco sul cruscotto. O sì? E' questione millenaria, è la società che assorbe il becerume del proprio sostenitore oppure è il sostenitore che - col suo comportamento - dà un'impronta alla società? Quel che si vede è però il risultato: società e tifoso sono in perfetta simbiosi, due facce di una stessa medaglia (nel loro caso, ovviamente, di metallo ben poco pregiato). Ma è vero anche l'opposto? Se loro sono come sono, e restassero pure nel loro buffo universo parallelo, noi siamo diversi? La Lazio è qualcosa di diverso? Siamo laziali perché non vogliamo mischiarci con l'orda barbarica, perché rifiutiamo il pensiero unico, perché non ci riusciamo proprio, in definitiva, a raggiungere le loro vette di ridicolo ed involontaria comicità?

Non so noi, intendo noi tifosi. Ma la società, pur gestita da un buffo omino che - tra logorrea e citazioni latine - lo stile non lo frequenta quotidianamente, si presenta con un livello di qualità assoluta. A partire da questo gentleman giramondo che è il nostro allenatore. Elegante, sobrio, pacato, mai una parola fuori posto, mai una polemica gratuita. Anzi, mai una polemica. Dopo che un guardalinee con gli occhi di Ben Turpin ci ha privato del successo di Palermo, ha commentato che è questione di centimetri, che è difficile, e via a parlare di calcio. Anche ieri, non un accenno al ben più che sospetto gol juventino. E Mauri, il nostro capitano, cosa ti va a fare? Interrompe un'azione nostra perché l'avversario si è fatto male. E i ragazzi, tutti i ragazzi, con qualche eccezione dovuta all'esuberanza giovanile, non si distinguono per continui vaffanculi tottiani all'arbitro, non si profondono in piagnistei, vittimismi, applausetti ironici all'arbitro, tutti atteggiamenti così in voga sull'altra sponda.

A molti, sulla nostra sponda, quella giusta del Tevere, questo atteggiamento non va giù. A mio parere, confondono lo stile con l'arrendevolezza, la classe con la passiva accettazione. A me piace. Fossero cento volte più bravi di Petko, non vorrei mai sulla mia panchina un conte od un mazzarri, che hanno elevato il piagnisteo e la malafede ad arte, loro che non parlano degli arbitri quando ti dà un rigore fasullo a favore, ma che di colpo ne parlano eccome se hanno un fallo laterale contro, oppure il neo-principe delle scuse, l'ineffabile ex-tabagista zèma. Tutti personaggi che non hanno proprio nel vocabolario l'espressione "l'avversario ha meritato". L'avversario ha sempre rubato, loro avrebbero sempre meritato.

A me sta gente mi fa schifo. Ho un concetto diverso del calcio. Magari è un concetto che ti fa vincere di meno. Il piagnisteo alla dellavalle qualche punto te lo porta, e del tuo stile in definitiva non gliene frega niente a nessuno. Anzi, fa comodo, sulla stampa tutta il pareggio di Palermo è passato come occasione fallita, mentre manca poco che il pareggio a Torino sia diventato un furto. Personalmente, però, me ne frego. Preferisco ascoltare un'intervista a Petko, che qualche cosa di calcio ho sempre da imparare, piuttosto che una geremiade di un conte o di un mazzarri, che mi lasciano sempre vagamente imbarazzato perché questi in definitiva rappresentano i miei colori... E poi, uno juventino che si lamenta degli arbitri...

Come sosteneva Heinrich Boll, nell'esercizio anche del più umile dei mestieri lo stile è un fatto decisivo. E nel calcio, dove il livello è più basso del più umile dei mestieri, lo è ancora di più. Questione di stile, anzi di style. Lazio style.

marcantonio

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Orgoglioso di essere il primo ad applaudire. Chapeau. Senza faccine, orpelli e vessilli. Questa è la nostra Lazialità.

Zoppo

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Grazie Guy...
Vado a dormire contento, dopo che i fantasmi di un derby in finale di CI mi hanno massacrato per 2 ore...

Scialoja

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Citazione di: Zoppo il 24 Gen 2013, 00:05
Grazie Guy...
Vado a dormire contento, dopo che i fantasmi di un derby in finale di CI mi hanno massacrato per 2 ore...

Vabbè regà comunque sono ancora molto ipotetici, ci sono ancora due ritorni da giocare...

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AquilaLidense

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Guy,
Stavo a letto e mi sono alzato in piedi per applaudirti

Zoppo

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Citazione di: Scialoja il 24 Gen 2013, 00:07
Vabbè regà comunque sono ancora molto ipotetici, ci sono ancora due ritorni da giocare...

Lo so, lo so...
Ma il solo pensiero mi rabbrividisce...

Brrr...

Cliath

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Grande Guy, straquoto tutto.

:clap:

robylele

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Citazione di: GuyMontag il 23 Gen 2013, 23:50
A molti, sulla nostra sponda, quella giusta del Tevere, questo atteggiamento non va giù. A mio parere, confondono lo stile con l'arrendevolezza, la classe con la passiva accettazione.

perchè sentono troppo Guidone...  :lol:

bel topic, come sempre.

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Il Tenente

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Esistono le eccezioni, ahimé, anche fra di noi - sia tifosi che calciatori laziali, anche se per lo più del passato.
Ma è indiscutibile che di media siamo messi molto meglio di tanti altri, quanto a stile.
Petkovic sì, ovviamente, ma anche Mauri, Hernanes, Klose, Floccari... altro spessore, altra categoria a livello di pura e semplice umanità. E' da lì che parte lo stile, da dentro, dall'educazione (non necessariamente istruzione).
E in passato gli esempi si sprecano: Eriksson è solo il primo nome, l'elenco è davvero sterminato. Il Maestro, anche se da questo punto di vista era proprio un'altra era geologica.

Sono comunque riscontrabili alcuni casi eccezionali di persone di stile anche tra di loro: ho la fortuna di conoscerne un paio fra i tifosi, e giudico Montella e Luis Enrique due persone normali, quasi di stile.
Che infatti specie Montella non si capiva che ce stava a fà de là... O in passato Aldair, e lo stesso Eriksson perché no?
Comunque tutti abbastanza lontani dal romanismo per nascita, ma mai seriamente contagiati dal morbo dell'idiotina.

Credo che in questo la differenza più grande l'abbiano fatta gli anni del tottismo dilagante: un personaggio divenuto simbolo suo malgrado (non ne ha lo spessore, e non perde occasione per dimostrarlo) che ha coltivato in loro l'illusione mai sopita di un grande salvatore a cui tutto doveva essere concesso perché tutto poteva farti vincere. Col risultato che hanno vinto assai poco, e in compenso si ritrovano con un animo esacerbato e cafone dentro.

Rivolazionario

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Citazione di: Il Tenente il 24 Gen 2013, 01:46
Esistono le eccezioni, ahimé, anche fra di noi - sia tifosi che calciatori laziali, anche se per lo più del passato.
Ma è indiscutibile che di media siamo messi molto meglio di tanti altri, quanto a stile.
Petkovic sì, ovviamente, ma anche Mauri, Hernanes, Klose, Floccari... altro spessore, altra categoria a livello di pura e semplice umanità. E' da lì che parte lo stile, da dentro, dall'educazione (non necessariamente istruzione).
E in passato gli esempi si sprecano: Eriksson è solo il primo nome, l'elenco è davvero sterminato. Il Maestro, anche se da questo punto di vista era proprio un'altra era geologica.

Sono comunque riscontrabili alcuni casi eccezionali di persone di stile anche tra di loro: ho la fortuna di conoscerne un paio fra i tifosi, e giudico Montella e Luis Enrique due persone normali, quasi di stile.
Che infatti specie Montella non si capiva che ce stava a fà de là... O in passato Aldair, e lo stesso Eriksson perché no?
Comunque tutti abbastanza lontani dal romanismo per nascita, ma mai seriamente contagiati dal morbo dell'idiotina.

Credo che in questo la differenza più grande l'abbiano fatta gli anni del tottismo dilagante: un personaggio divenuto simbolo suo malgrado (non ne ha lo spessore, e non perde occasione per dimostrarlo) che ha coltivato in loro l'illusione mai sopita di un grande salvatore a cui tutto doveva essere concesso perché tutto poteva farti vincere. Col risultato che hanno vinto assai poco, e in compenso si ritrovano con un animo esacerbato e cafone dentro.

Applauso sconfinato a Guy e alla tua risposta aggiungerei Agostino Di Bartolomei.

Freccia01

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Applausi ......     :ssl

TheVoice

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Alcares

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Un plauso a Guy anche se mi sento di fare un appunto.

Nella nostra attuale dirigenza, l'unico che considero di stile superiore è il nostro Mister.
Considero Tare senza [...]a e senza lode, mentre De Martino lo vedrei bene di là (nella bagarre post Udinese-Lazio dello scorso campionato a coattaggine se l'è giocata davvero con Totti!).

Lotito poi... fatico veramente a scovare "qualità assoluta" nel modo in cui si presenta alle telecamere.
Lontano anni luce dal coatto, è vero, ma trovo comunque volgare quella sua parlantina sgrammaticata, slegata, prolissa e rimpinzata con termini pomposi e citazioni latine.

blow

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Panzabianca

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Citazione di: Il Tenente il 24 Gen 2013, 01:46
Credo che in questo la differenza più grande l'abbiano fatta gli anni del tottismo dilagante: un personaggio divenuto simbolo suo malgrado (non ne ha lo spessore, e non perde occasione per dimostrarlo) che ha coltivato in loro l'illusione mai sopita di un grande salvatore a cui tutto doveva essere concesso perché tutto poteva farti vincere. Col risultato che hanno vinto assai poco, e in compenso si ritrovano con un animo esacerbato e cafone dentro.
bravo Guy, e bravo Tenente, l'escatologia permanente del riommismo.

NineTenEightEight

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È proprio questo l'unico motivo per cui dobbiamo ringraziarli: di aver marcato un solco tra noi e loro, se fossimo esistiti solo noi, ecco, loro sarebbero con noi; se ci fosse stata quella fusione, ecco saremmo tutt'uno con quei soggetti che, grazie a Dio, si sono ritrovati nei disvalori della roma.
E questo solco, questa distinzione, l'hanno segnato per la prima volta loro(seppur in data incerta e in un paese lontano lontano) ma poi siamo stati bravi noi a distinguerci, a tenere presente i valori di quei ragazzi che nel 1900 ebbero questa MERAVIGLIOSA intuizione, a marcare ogni giorno di più questa linea che ormai è un burrone.
Per questo, solo per questo grazie, ma annatevene aff.ancu.lo!

arkham

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A me i topic di Guy Montag piacciono sempre tanto.
Però mi sento di fare un distinguo, anche importante: è vero, l'atteggiamento della squadra, che è un gruppo ristretto che si da regole precise, è molto diverso da quello de quell'artri. Però è un effetto della contingenza, i nostri, in questo momento, hanno più stile dei loro.
Non lo so se è sempre stato così. In fondo Chinaglia, e dopo di lui anche se in misura molto minore Paolo Di canio, qualche soddisfazione con la loro sbruffoneria ce l'hanno regalata. Con le vene sul collo,le aggressioni ad arbitri ed avversari, i gesti provocatori.
Insomma, ci starei attento a fare distinzioni "di genere".
E ci starei ancora più attento quando parliamo della massa dei tifosi. Io sono il primo a rivendicare una nostra diversità, che poi è una neppure troppo celata superiorità, la cosa mi diverte, mi gratifica come tifoso che si sganascia davanti a topic come "Essi vivono".
Però in fin dei conti non ci credo nemmeno io che loro siano diversi. Non ci posso credere che ci sia una differenza antropologica, è una cosa che va contro ad ogni mio principio.
Per cui mi spiego la cosa con il fatto che loro manifestano più ostentatamente i loro eccessi perché si sentono davvero la maggioranza assoluta, non temono rappresaglie o confronti. Un po' quello che succede a Napoli, o a Torino con i tifosi granata molto più folkloristici dei bianconeri.
Ce li abbiamo anche noi i coatti, perché i coatti sono figli della società, non di una scelta di tifo.

In certe zone di Roma, maggiormente predisposte, di coatti ne nascono tanti: la maggioranza sceglie di tifare rioma, e quindi sono più evidenti.
Ma anche se continuerò a farlo con gran soddisfazione, io alla differenza di stile non ci credo. Alla fine noi siamo come loro, forse solo maggiormente scettici perché la nostra storia travagliata ci ha portato più spesso a pensare alla sopravvivenza piuttosto che a sognare un futuro glorioso.

Il Tenente

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Citazione di: arkham il 24 Gen 2013, 10:46




Tutto vero, ma se è daa lan.zie pure quella dietro vinciamo comunque noi  :p

(il sito mi corregge automaticamente l.a.n.z.i.e. in Lazio, ma qui è una citazione in volgare!)

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Alcares

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Citazione di: arkham il 24 Gen 2013, 10:46
A me i topic di Guy Montag piacciono sempre tanto.
Però mi sento di fare un distinguo, anche importante: è vero, l'atteggiamento della squadra, che è un gruppo ristretto che si da regole precise, è molto diverso da quello de quell'artri. Però è un effetto della contingenza, i nostri, in questo momento, hanno più stile dei loro.
Non lo so se è sempre stato così. In fondo Chinaglia, e dopo di lui anche se in misura molto minore Paolo Di canio, qualche soddisfazione con la loro sbruffoneria ce l'hanno regalata. Con le vene sul collo,le aggressioni ad arbitri ed avversari, i gesti provocatori.
Insomma, ci starei attento a fare distinzioni "di genere".
E ci starei ancora più attento quando parliamo della massa dei tifosi. Io sono il primo a rivendicare una nostra diversità, che poi è una neppure troppo celata superiorità, la cosa mi diverte, mi gratifica come tifoso che si sganascia davanti a topic come "Essi vivono".
Però in fin dei conti non ci credo nemmeno io che loro siano diversi. Non ci posso credere che ci sia una differenza antropologica, è una cosa che va contro ad ogni mio principio.
Per cui mi spiego la cosa con il fatto che loro manifestano più ostentatamente i loro eccessi perché si sentono davvero la maggioranza assoluta, non temono rappresaglie o confronti. Un po' quello che succede a Napoli, o a Torino con i tifosi granata molto più folkloristici dei bianconeri.
Ce li abbiamo anche noi i coatti, perché i coatti sono figli della società, non di una scelta di tifo.

In certe zone di Roma, maggiormente predisposte, di coatti ne nascono tanti: la maggioranza sceglie di tifare rioma, e quindi sono più evidenti.
Ma anche se continuerò a farlo con gran soddisfazione, io alla differenza di stile non ci credo. Alla fine noi siamo come loro, forse solo maggiormente scettici perché la nostra storia travagliata ci ha portato più spesso a pensare alla sopravvivenza piuttosto che a sognare un futuro glorioso.
Non potrei essere più d'accordo.

Adler Nest

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per spiegarlo semplicemente:
Lazio:roma=Nesta:totti
Lazio:roma=Petkovic:zeman
Lazio:roma=Klose:osvaldo


avevamo anche noi qualche coattone: uno è andato a genova, l'altro si allena a parte, l'altro può pure andarsene.

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