Oggi un qualsiasi tifoso vorrebbe essere rappresentato dalla propria curva, così come la curva vorrebbe essere rappresentata dai propri giocatori, dirigenti, presidenti. Chi va in curva sa che assolve a questo compito.
Chi gestisce la curva decide di caricarsi sulle spalle un bel lavoro, decide di prendersi la responsabilità di trasformare questo senso di rappresentanza in operatività.
Nessun medico ordina a nessuno nè di andare in curva nè di gestirla, sta curva. Se vuole lo fa, altrimenti trova qualcun altro che la gestisce in sua vece. Sembra parlare di Lotito, eh! rappresentanza, gestione, se la fai falla bene sennò cambia con qualcun altro, incredibile.
Il tifoso in genere si aspetta una curva che lo rappresenti.
Oggi questo non accade, oggi la curva rappresenta solo sè stessa.
Qusto è il problema, tutto il resto non conta nulla: nè Lotito, nè la posizione in classifica, nè le campagne acquisti, nè la posizione della lupanara.
E' un problema che nasce 20 anni fa, un problema che sembrava potersi risolvere o quanto meno attenuare con Diabolik; la stragrande maggioranza di noi ha sperato, applaudito al nuovo corso, così come ha applaudito, anzi si è commossa di fronte alle geniali, sottolineo geniali coreografie degli ultimi derby.
Nulla di aprioristico, nulla di prevenuto, ma una curva deve rappresentare la stragrande maggioranza dei tifosi di una squadra, altrimenti perde ogni senso di esistenza. E non serve che ci sia un altro gruppo che ne prenda il posto, questa esistenza si inviluppa da sola, come cadere in un buco nero. Questo sta accadendo alla curva nord, e non solo. Sta cadendo nel buco nero che essa stessa , in chi la ha rappresentata in questi 20 anni, ha creato.