Citazione di: Miro68 il 06 Mag 2022, 12:50
mi congratulo di cuore per il post che hai scritto.
Non ci ho dormito stanotte proprio per le cose che hai indicato. Non è la coppa "secondaria" a generare ansia ma l'impatto devastante che potrebbe avere a livello mediatico sulla "marginalizzazione" della Lazio in prospettiva. Una vittoria europea ed il clima che si respira dall'altra parte sono il frutto comunque di una programmazione e di investimenti milionari, di un'attenzione al tifoso che li ha portati a regalare 166 biglietti per la finale a chi era andato in trasferta in Turchia, a promuovere l'accesso allo stadio a prezzi agevolati invogliando tifosi più tiepidi , occasionali, turisti e nuove generazioni a tornare allo stadio o ad andarci per la prima volta. Tutte cose che vorremmo vedere francamente da tempo anche in casa nostra. La grancassa mediatica e l'assenza di vittorie europee delle squadre italiane da anni saranno un moltiplicatore esponenziale di questa politica. Oggi presentano un nuovo progetto di stadio a Pietralata mentre Lotito non è stato in grado di presentare neanche una minima proposta dopo il fallimento dell'idea iniziale sulla Tiberina.
Come fece Sensi dopo lo scudetto di Cragnotti una società seria a Roma investirebbe seriamente per dimostrare che la Lazio c'è , ci sono i suoi tifosi, e vuole competere a pieno titolo per tornare a vincere un trofeo europeo, anche più prestigioso della conference. Se ciò , come sappiamo, non accadrà , ci troviamo di fronte al fortissimo rischio di emarginazione mediatica , diaspora ulteriore delle nuove generazioni di tifosi e relegazione al rango di squadra secondaria in città. Occorre una riflessione seria da parte della proprietà. Se non ha i mezzi per competere deve provare a guardare sul mercato per cercare altri investitori internazionali, in partnership, o per cedere.
Le partnership, il "bisogno di cedere", a volte sembra che non conosciate la situazione della Lazio e della sua società attuale.
Lotito finché tiene un asset più o meno in pareggio di bilancio o con perdite accettabili e sta nelle prime 6-7 posizioni è inattaccabile.
Il ragionamento di porga infatti va dritto al punto: o cerchiamo noi di compattarci, di smussare le diversità e di diventare un fronte impenetrabile che renda la Lazio la nostra roccaforte anche se meno sfavillante di come la vorremmo, oppure dobbiamo sperare che la società smuova quei 2-3 stecchini come a Shanghai affinché qualcosa cambi e si allunghi il passo almeno per contribuire ad una narrazione generale migliore, meno tossica e meno vittima della manipolazione mediatica che ci si abbatterà contro in caso di vittoria delle merde.
Lotito nella Lazio ha il suo core business economico, personale, sociale, politico. Che lui ragioni come un tifoso non è neanche lontanamente auspicabile, e forse è anche un bene, perché qualora decidesse di fare un all-in per compensare il divario con gli imprenditori del Delaware, rischia di fare male a tutti, oltre che a se stesso.
L'unica speranza è che la molla che sembra stia scattando di nuovo nei vari fondi internazionali di accaparrarsi una fetta del calcio italiano punti anche verso la Lazio. In quel caso credo che si parlerebbe di offerte in grado di far tentennare anche un irriducibile come Lotito, e chissà che a quel punto anche la pressione intorno a iron Claudio possa trovare un terreno più fertile delle proteste degli ultras, che lo smuovono il giusto, cioè per niente. Una pressione mediatica, politica, istituzionale, che lo costringa quantomeno a mettere in discussione il suo peso nei palazzi, che al di là di battute e macchiette è un peso importante.
Oltre questo, purtroppo, non possiamo andare. Dall'altra parte speriamo che sia il solito fuoco di paglia, che alla prima miccia scatenerà l'autodistruzione cronica dei riommici nel voler buttare tutto alle ortiche, atteggiamento tipico di chi sa che comunque cascherà in piedi.
Noi se caschiamo dobbiamo sempre e comunque rialzarci da soli. E in questo clima di divisione e di rassegnazione non sarebbe affatto un buon momento per imboccare una strada rischiosa.
Però su una cosa sono d'accordo: se vincono il trofeo birra moretti e se fanno lo stadio, rimanere fermi sarà un autogol mostruoso, forse decisivo nello spostare in maniera notevole gli equilibri in città. E lì francamente per me finiranno tutti gli alibi e tutti i discorsi pur validissimi sulla narrazione.