La premessa : vivo a Milano, e di quello che dicono le cosiddette 'aradio' me ne importa solo quei due o tre weekend che vado a Roma, città dove finisci per passare in macchina diverse ore della vita.
La premessa non la ritengo di poco conto perché, in un periodo in cui si viene catalogati o si cercano distinguo, non voglio essere etichettato.
A Milano, in questi recenti anni sportivi non ho affatto sfigurato, anzi !!! ed andare a giocare indossando la maglia della mia Lazio mi ha portato anche qualche cenno di simpatia, ammirazione, ed anche rosicamento, cosa che mi rende ovviamente orgoglioso.
Solo due "però" sono sempre emersi : però fascisti e però Lotito.
Fascisti e razzisti sono in tutte le curve d'Italia, ne sono prova le multe e le squalifiche che vengono distribuite settimanalmente. La tifoseria della Lazio è purtroppo riuscita a farsi appiccicare un'etichetta che personalmente disapprovo, ma la difesa di un singolo pensiero non è sufficiente a rimuovere l'etichetta, soprattuto quando certe azioni vengono continuamente descritte con enfasi diversa a seconda di chi la compie.
Riprendiamoci la Lazio, per me significa difenderla a fare dei distinguo, dimostrando, come proprio domenica è successo, che i tifosi laziali, quelli che ti fa piacere ospitarli in un locale, quelli con cui ti piace discutere di calcio, sono essenzialmente romani e non romanisti.
Lotito è uno, e lo abbiamo solo noi. Un personaggio percepito come macchietta, come clown, che fa cose buone, ma gli dice anche culo. Che comunque, indipendentemente dai risultati, è sullo stesso piano di un Preziosi o uno Zamparini. Affidabilità e serietà prossima al cabaret.
Un presidente così non me lo sono cercato (ovviamente), ma soprattutto non lo ha creato la stampa o qualche forma di comunicazione, un presidente così è esattamente ciò che lui in prima persona comunica.
Sempre ho difeso i suoi risultati, sempre mi sono rifugiato al risultato del campo per trovare giustificazioni ai suoi errori. Sempre ho pensato che la gestione della società Lazio non è la gestione delle mie spese di casa e che in troppi parlano a vanvera facendo equazioni contabili che non stanno in piedi nemmeno al terzo anno di liceo. Ingoranza che regna sovrana in molti aspetti della vita sociale.
Anche in quel caso riprendermi la Lazio ha sempre significato distinguere l'uomo dall'imprenditore, il risultato dalla forma di comunicazione dello stesso.
Adesso a Milano ci sono tifoserie in subbuglio. si mettono in dubbio mostri sacri come Galliani e Braida, si rumoreggia dietro a tycoon finanziari come Tohir. Pur vincenti ha subito pesanti chiritche anche Marotta. La carenza di risultati anche a breve termine, ha sempre accompagnato contestazioni verso la società, ed in questo la Lazio ed i suoi tifosi non sono un'eccezione.
La nostra eccezione è il clima avvelenato che si respira allo stadio e fuori. clima che per me qui, emerge principalmente attraverso i commenti che leggo su un forum a cui sono iscritto da oltre 10 anni.
Così, quando chiedo a me stesso come mi riprendo la Lazio, mi chiedo anche perché siamo in una situazione così singolare rispetto ad altre tifoserie. La società che viviamo è la stessa dappertutto, i problemi economici sono gli stessi dappertutto, la passione unisce noi come le altre tifoserie, le contestazioni le facciamo noi come le altre tifoserie, il becero è da noi come anche in altre curve ... perché solo noi viviamo una situazione così estrema e disaggregante... ?
La risposta che mi do (ultimamente è più facile) è che solo noi abbiamo qualcosa che gli altri non hanno, solo noi abbiamo un unico ripetto ai tanti, solo da noi qualcosa/qualcuno si distingue, comunica ed opera in modo diverso rispetto al panorama nazionale.
Come mi riprendo la Lazio ? Mi isolo anche io ?