Citazione di: JJ67 il 18 Lug 2022, 20:36
Cerco di approfondire il concetto. Non vedo sparapalloni che possano tirare sempre "uguale" e capire se la reattività, i riflessi, la tecnica possano essere migliorati, affinati attraverso un raffronto oggettivo. Sottoporre i portieri a numerosi tiri calciati da "umani" (e quindi mai ragionevolmente uguali) senza riprese video, o ausili o misuratori tecnologici, non dà un risultato scientifico.
Non ci sono sagome che simulano le barriere (e il gol preso da Adamonis ieri, non è che sia stato tirato da Maradona), ma 4 birilloni gonfiabili.
Tutto ciò che fanno gli altri giocatori in campo è monitorato con tanto di GPS e drone, inserito nel dabase e ogni allenamento è finalizzato a ridurre le carenze atletiche e tattiche.
Per i portieri non vedo nulla di questo. È per tutti così? Non lo so. Io, da profano, sarei portato a sfruttare i mezzi che ti dicevo.
Un caro saluto.

Parlo da preparatore atletico neo-professionista, perciò non dei portieri.
Probabilmente non c'è una tecnologia così predominante dietro al ruolo del portiere poiché le azioni che compie sono :
- a livello condizionale : prevalentemente forza esplosiva, con una media di distanza percorsa in partita di circa 4km (solo di spostamento e posizionamento, con minima percentuale di sprint)
- a livello coordinativo : quasi inutile parlarne visto che queste capacità ( ritmo, orientamento spazio-tempo, differenziazione cinestesica, adattamento motorio, ecc...) hanno un "tempo limite" per lavorarci, mediamente fino ai 14 anni.
- a livello cognitivo : rapidità di pensiero, anticipazione del gesto motorio, anticipazione e lettura del pallone/azione.
Probabilmente è su questo ultimo punto che la tecnologia sta avanzando. Come? Sinceramente non saprei rispondere.
Probabilmente realtà virtuale/ training autogeno? Ai posteri l ardua sentenza.