Questo è il gesto di quattro dementi, nel migliore dei casi, volendo dare per presupposto che non si tratti di operazione orchestrata, e per quanto mi riguarda possono pure buttare la chiave. È chiaro che è, purtroppo, la punta di un iceberg, che da anni ormai cova nella pancia di tanti un mix di razzismo, xenofobia e riabilitazione di passati regimi. Non è una novità, non lo è neppure che le curve sono un serbatoio delle nuove destre, né che persino il linguaggio corrente della politica abbia sdoganato riferimenti espliciti a forni e fascismo. I muri di Roma abbondano di scritte laziali ebrei, basta andare a due passi dal Colosseo. Quindi, sempre con la premessa che va buttata la chiave, è altrettanto chiaro che si vuole colpire la Lazio, che siamo sotto i riflettori, che fenomeno analoghi in altre curve - per rimanere al mondo del tifo - passano inosservati e non sono ritenuti notiziabili. Detto questo però, penso che proprio questa ondata di attenzione nei confronti della Lazio vada sfruttata. Bisogna buttarsi a testa bassa nella lotta contro queste forme becere, mettersi alla testa della crociata e pretendere, anzi, che si faccia pulizia. Ovunque. In casa Lazio ma anche in quella altrui. Il ferro va battuto finché è caldo. Staniamo i finti benpensanti. Hanno lanciato l'allarme e vanno sfidati sul loro stesso terreno.