Il calcio italiano è in debito di ossigeno.
Se Campana e i suoi rappresentati non se ne rendono conto va a finire male.
Le società si portano ormai dietro il fardello di contratti pesantissimi e rose extra-large, e non ci sono risorse a sufficienza per rimanere competitivi, perchè gran parte di esse servono a remunerare giocatori spesso e volentieri inutili.
Sono d'accordo con chi dice che in fondo nessuno ha puntato una pistola alle tempie dei presidenti quando hanno firmato certi contratti, ma questo rischia di diventare un cane che si morde la coda: tutelare il Manfredini o il Baptista di oggi significa sottrarre risorse al resto del movimento calcistico, il che significa squadre più scarse e meno competitive (soprattutto in ambito europeo) che a sua volta comporta minore visibilità e si traduce in ultima istanza in ancor minori ricavi futuri.
Per uscire da una crisi c'è bisogno di un passo indietro da parte di tutti, perchè se il calcio italiano diventa un calcio di serie b (e la strada è già imboccata) non ci rimettono soltanto i presidenti...