Per me ha ragione Gaizka.
Prima di tranciare giudizi occorrerebbe conoscere nel dettaglio (e non come riporta, è dato immaginare pro domo sua, chi è coinvolto nella vicenda) i termini della trattativa.
E poi la logica del Gladiatore - guadagni e ti diverti e perciò hai da soffri' - è sinceramente poco commendevole.
Detto questo, e ferma restando la necessità di leggere le proposte di rinnovo contrattuale effettivamente formulate dalla Lega, per una valutazione complessiva della vicenda è pure bene ricordare che:
a) l'assimilazione della posizione lavorativa di un giocatore di calcio professionsta a quella di un lavoratore dipendente grida vendetta. Giuridicamente, socialmente ed eticamente.
b) sino ad oggi è stata in vigore una contrattazione collettiva del tutto sbilanciata a favore dei calciatori, la quale sommava i benefici di una iperprotezione da lavoro subordinata con quelli del trattamento liberista, per l'atleta ma non per la società, introdotta dalla c.d. sentenza Bosman;
c) sino ad oggi l'AIC, i singoli calciatori ed i loro agenti, approfittando slealmente di un quadro regolamentare sbilanciato e dell'inesistenza di autorità capaci di vigilare adeguatemente sul mercato del lavoro calcistico, hanno abusato in maniera sconcia, non di rado anche in maniera non del tutto legittima, della loro posizione di vantaggio.
Ciò detto, sin quando non vi sarà, da parte dei calciatori e delle loro organizzazioni di categoria, una disamina delle problematiche createsi ed una autocritica seria su quanto avvenuto, ai miei occhi le lagnanze di Campana, dell'AIC e di Massimo Oddo (per il quale, peraltro, ancora nutro affetto) rimarranno prive di ogni credibilità.