Citazione di: strike il 03 Gen 2012, 02:23
Mi rendo conto, vengo da una delle scuole più garantiste che ci siano nel giornalismo italiano. Ci vuole sempre un certo equilibrio, in chi scrive, in chi dà le notizie, ma anche in chi legge. Gervasoni è Gervasoni, le prove sono le prove. Mai stato un fan di Repubblica, qui si parlava di Mensurati e secondo me lavora bene, sia pure nei limiti in cui si lavora in questi casi, con fonti senz'altro orientate (però non sai quante notizie danno gli avvocati, apparentemente contro i loro interessi...) ma anche consapevoli del fatto che i giornali scriveranno, quindi tanto vale che scrivano giusto. Discorso lungo, lunghissimo e fuori tema, ma di assoluta rilevanza. Le contraddizioni che indichi ci sono, però ci sono pure indagini che durano anni, processi che durano decenni... Insomma, mi sa che aspettiamo ancora qualche sentenza definitiva su Tangentopoli. Dovevamo tenerci Craxi e Forlani? Io non credo. E su Calciopoli, dicevo prima, il mio giudizio è simile. Qualche eccesso di sommarietà c'è stato, ma Moggi agiva come un delinquente (non era l'unico? non me ne frega granché, a meno che non si dica che hanno salvato altri delinquenti simili) e in altri paesi probabilmente li avrebbero fermati prima, senza neanche ricorrere Abbiamo pagato Calciopoli? Senza esagerare. Lotito si era un po' troppo accomodato, ma d'altro canto è quello che è, vogliamo dire che è un santo? (e qui mi sa che apro un altro casino, però la penso così). Con le scommesse certi miei idoli della Lazio mi hanno rovinato l'infanzia e l'adolescenza, anni di B, non ci posso neanche pensare. Cinque anni fa non è andata così, altri hanno pagato più di noi come era giusto. Sarò un idiota ma voglio un calcio pulito, a cominciare da chi ha portato il calcio a Roma. Farei anche altra serie B, se dovesse servire (e me gratto fino a sanguinare). Mensurati condiziona gli inquirenti? A me non pare, questa non la capisco proprio. Guardiamo pure chi sono gli investigatori, a capo dei quali c'è gente condannata in appello (non definitiva) per fatti gravi. Insomma, dubitiamo di tutto, però non prendiamocela troppo con chi fa solo il mestiere di informare, che non è semplicissimo
Cerco di risponderti in estrema sintesi che devo scappare.
E' vero che le soffiate, oltreché dall'Ufficio Giudiziario (lo saprai anche tu che alcuni giornalisti vivono di confidenze dei giudici, tant'è che da anni gira la voce - voce per voce, diciamola vista che è di pubblico dominio - che siano in possesso delle password dei computer delle procure), possono arrivare anche dai difensori (i quali pure, molti lo dimenticano, sono tenuti al riserbo su quanto appreso in ragione della loro funzione). Questi ultimi, però, non lo fanno per aiutare i quotidiani a riportare una verità che prima o poi verrebbe a galla, ma lo fanno - vagliando, selezionando, manipolando, alterando i dati - solo perchè questo risulta funzionale alla linea difensiva di maggior vantaggio per il loro cliente (o, peggio, per la loro immagina professionale). Il che è l'esatto opposto del contribuire a far emergere la verità.
Per questo, il dare spazio a tale soffiate è, a mio avviso, doppiamente censurabile. Per la violazione del segreto e perché così facendo il giornalsita si presta a far da gran cassa (in cambio di cosa?) a manovre i cui fini, usando un eufemismo, nulla hanno a che fare con l'interesse ad un corretta informazione dell'opinione pubblica. Un po' come quando il giornalista sportivo pubblica tutte le fesserie che gli riferiscono gli agenti di calciatori (nella consapevolezza che sono fesserie e condendole con tanti condizionali) nella speranza che poi quegli stessi agenti, nell'occasione giusta, gli diano una anteprima importante.
Per quanto riguarda calciopoli, poi, dissento totalmente dal tuo giudizio.
La conduzione e l'esito di quel procedimento sono stati, a mio avviso, una delle pagine più nere della giustizia - ordinaria e sportiva - italiana, della quale si sono resi correi personaggi che si spacciano per fini giuristi e strenui difensori della giustizia, ma che non si sono peritati di fare strame di ogni più elementare regola del diritto. Ricorderai anche tu quella farsa che furono le c.d. udienze del processo sportivo. Ed è all'ordine del giorno la estrema opacità delle indagini.
E, al di là della condivisibile opinabilità di certi comportamenti di Lotito, resta il fatto che il nostro coinvolgimento in quelle vicende - nelle forme, nei tempi e con gi esiti che tutti noi conosciamo - grida assoluta vendetta.