Citazione di: laziAle82 il 05 Mar 2014, 16:40
io sto cercando di capire come lo avrebbe impedito.
che è un verbo assai chiaro.
te lo faccio spiegare dalla Cassazione come in sentenza:
Lotito Claudio, presidente del Consiglio di gestione della SS Lazio spa, già in possesso, attraverso la Società Lazio Events srl, di un numero di azioni della Lazio pari al 26,96 % del capitale sociale, acquisito nell'anno 2004, nel successivo anno 2005 dava vita ad una operazione che lo avrebbe condotto ad impadronirsi anche del 14,6% delle azioni della Lazio, detenute da Capitalia, attraverso un meccanismo che i giudici di merito hanno ritenuto un vero e proprio artificio.
Le azioni che Capitalia aveva deliberato di vendere entro il 30 giugno 2005, allo scopo di non inserirle nella relazione semestrale di bilancio, erano state acquistate dallo zio di Cristina Mezzaroma, moglie del Lotito, Roberto Mezzaroma, il quale aveva ricevuto la provvista dell'acquisto, pari a circa 4 milioni di euro dallo stesso Lotito ... Le azioni venivano in tal modo acquistate il 30. 06. 2005 dal Mezzaroma, che, il 31.10. 2006, le rivendeva al Lotito, il quale, in virtù della posizione dominante acquisita, lanciava l'OPA (offerta pubblica di acquisto) obbligatoria il 31.11.2006 al prezzo di 0,40 euro ad azione stabilito dalla Consob.... L'organo di vigilanza, attinto dalle denunce di alcuni azionisti di minoranza della Lazio ( ndr lettera-diffida alla Consob, ai sensi dell'art. 328 C.P., omissione di atti di ufficio, dell'8 marzo 2006 da parte di 18 piccoli azionisti, tra i quali il sottoscritto e l'amico, Alfredo Parisi, peraltro preceduta da numerose denunce, sempre del sottoscritto e dell'amico Parisi, reiterate sin dal novembre 2005, con riferimento alla diffusione, sin dal settembre 2005, di notizie di stampa in merito ad un intervento del sig. Giorgio Chinaglia, per conto di un gruppo chimico-farmaceutico europeo, per l'acquisto di partecipazioni di maggioranza della Lazio), scopriva che la somma di 4 milioni di euro rappresentava, al tempo stesso, caparra ed acconto in relazione ad un contratto preliminare di compravendita stipulato il 25. 6. 2005 tra la Lazio Events e la Amadei (ndr. Evelina Amadei, moglie del Mezzaroma), avente ad oggetto le quote di due società immobiliari, la CEIM e la ROIM, che la Amadei si impegnava a cedere alla Lazio Events, quindi al Lotito, e che venivano effettivamente cedute a quest'ultima società il 31.10.2006, ad un prezzo (5.050.000 euro), dimezzato rispetto a quello originariamente pattuito, dopodiché, avendo gli altri soci della Amadei esercitato il diritto di opzione per 4.549.925 euro, il contratto si era risolto.
Per la Consob (cfr. Deliberazione n.16326 del 30 gennaio 2008- ndr) si era in presenza di un patto parasociale tra il Lotito ed il Mezzaroma non comunicato, in violazione di legge, all'organo di vigilanza, in violazione di quello che il Tribunale definisce un sincronismo eclatante tra distinti negozi stipulati tra la Lazio Events, l'Amadei ed il Mezzaroma, anche se il TAR ( cfr. sentenza n. 8835/2008 del Tar del Lazio - ndr) annullava i relativi provvedimenti adottati dalla stessa Consob, sul rilievo che il modello dualistico dell'organizzazione societaria adottato dalla Lazio, che limita i poteri dell'assemblea dei soci, detenendo il Lotito il doppio delle azioni del Mezzaroma, egli non avrebbe avuto alcun interesse a stipulare un patto parasociale, avendo già il controllo della governance della SS Lazio".
Successivamente, il Consiglio di Stato, Sezione VI, con sentenza dell'uno dicembre, depositata in Segreteria il 17 dicembre 2009, su appello della Consob, ancora una volta dietro sollecitazioni dei piccoli azionisti, riformava la predetta sentenza del TAR del Lazio, definitivamente accertando, in sede giurisdizionale amministrativa, l'avvenuta stipulazione, quantomeno il 30.06.2005 con prosecuzione fino al 31.ottobre 2006, di un patto parasociale occulto per l'acquisto di concerto di azioni della Lazio tra il Lotito ed il Mezzaroma, con conseguente violazione dell'obbligo di OPA totalitaria che avrebbe dovuto essere lanciata nel mese di luglio 2005.
In particolare, il Consiglio di Stato affermava che il patto aveva avuto la funzione di "cristallizzare gli assetti proprietari della Lazio e di rafforzare l'influenza del socio di riferimento nella gestione della società. Il patto ha, infatti, precluso che la partecipazione di Capitalia circolasse liberamente sul mercato ed ha fatto sì che la stessa venisse acquistata da un soggetto non ostile al dott. Lotito"
Il Consiglio di Stato affermava, inoltre, che il patto parasociale, che avrebbe fatto scattare l'obbligo di OPA dal 30 giugno 2005, OPA poi effettuata nel novembre/dicembre 2006, aveva consentito al Lotito di " programmare" l'OPA stessa " in un tempo diverso e soprattutto ad un prezzo diverso ( 0,40 euro nel dicembre 2006 a fronte di 0,75,29 euro per azione se l'offerta fosse stata correttamente promossa nel giugno 2005)."
Cosa che, secondo una stima prudenziale, ha cagionato agli altri azionisti della Lazio un danno ammontante complessivamente a 10 milioni di euro, senza contare interessi legali e maggior danno da svalutazione monetaria.
Il Tribunale di Milano, Sezione II Penale, nel marzo 2009, aveva, altresì, condannato per i medesimi fatti il Lotito ed il Mezzaroma, rispettivamente, a 2 anni di reclusione ed a 65.000 euro di multa ed a 1 anno di reclusione e a 45.000 euro di multa, con interdizione per entrambi dai pubblici uffici e da uffici direttivi di persone giuridiche e con incapacità a contrattare con la Pubblica Amministrazione per la durata di un anno, per i reati di aggiotaggio manipolativo ed informativo del mercato finanziario e di ostacolo all'attività di vigilanza della Consob. La successiva Opa iniziava con LazioEvents proprietaria di azioni pari al 49% del capitale sociale.
Acquistando un semplice 2% a 0,60 ad azione si aveva il controllo totale della societa'
Solo un pazzo avrebbe messo anche solo una euro per acquistare il restante 49% e non contare un'emerita ceppa.
In effetti alla fine dell'Opa LazioEvents si era aggiudicato il 20% delle azioni sul mercato ed aveva raggiunto la quota odierna.