Citazione di: WhiteBluesBrother il 27 Giu 2025, 18:15
Per carità ancora con la storia delle azioni da comprare per poi palesarsi... la Lazio non è un public company con azionariato diffuso ma una evidente anomalia nel panorama delle società quotate in borsa con il 67% delle azioni nelle mani di un tizio che la tratta come la "robbbba" sua modello Mazzarò. Robbba che si vuole portare nella tomba, questo manigoldo campa a dispetto nostro. Niente e nessuno gli farà mai mollare la Lazio, neanche davanti a offerte principesche, se non la commare secca. Siamo davanti a un profilo di interesse psichiatrico.
Io sono d'accordo al 100% con te.
Lui non vuole vendere, e ha facoltà di impedire la nascita di qualsiasi trattativa, fosse anche con uno sceicco.
Però quando comincia a mancarti il terreno sotto i piedi, e con l'aggravante della mai spiegata né confermata ma latente sensazione che anche in politica ci sia un po' di malumore, potrebbero essere le circostanze a dirgli "basta".
Puoi essere forte e autoritario quanto vuoi, ma se poi ti mettono i macigni sulla strada almeno una riflessione sul cambiare direzione sei costretto a farla.
Qualcuno sui social, ipotizzando che Abbate & co. raramente hanno avuto soffiate importanti su argomenti delicati (e che soprattutto non siano esattamente grandi esperti di finanza e bilanci), sosteneva che le voci sulla situazione critica attuale della Lazio fossero state messe in giro dalla parte interessata.
Ovvero un tentativo di destabilizzare l'ambiente prima a livello mediatico e poi "interno" per facilitare un'eventuale trattativa.
Fantamercato, sicuramente, però questa situazione sembra veramente atipica per le modalità con cui di solito agisce la società supportata dai media che prima parevano amici o comunque parte non belligerante.