Citazione di: fish_mark il 08 Set 2010, 09:48
Una puntata, un gesto tecnicamente di infimo pregio, ma quello che serve, quello che basta in certi momenti.
Io ci farei una statua, un monumento a Formello, con Giuliano che protende la gamba e supera il portiere in uscita. C'ero anche io e ricordo che il tempo passava inesorabile e l'aria si faceva più pesante, non solo per il caldo. Stavo in sud, ricordo un mischione in area (da 150 metri non è che si capiva molto) poi all'improvviso la Nord si ingrossa come un soufflè: è gol! E allora delirio puro per 5 minuti. Missione compiuta, anche se non basta: dobbiamo fare gli spareggi. Ma chissenefrega, per il momento il pericolo è scampato.
Quella è la sintesi della lazialità, la sublimazione del laziale: sembra che l'ammazzi ma poi risorge.
Quindi nessuno si faccia illusioni: qui siamo e qui resteremo.
Il Cragna se ne lamentava spesso, ma non c'è niente da fare: come epica, forse solo una CL lo supererebbe in importanza, ma anche lì avrei i miei dubbi.
Non credo che la puntata sia un gesto di infimo pregio. Anzi... e nel nostro caso Fiorini cosa avrebbe dovuto fare? Il vostro canone estetico (senza tono polemico) è da raffinare.
Il disprezzo del tiro di punta è da legare ai ricordi pionieristici del calcio (come di un inconscio collettivo) o alle sfide da oratorio...con tanto di scarponi (nel senso dispregiativo) e a ragione.
Ma nel nostro storico caso non c'entra nulla.
Fiorini con questo gol ha fatto un colpo da antologia, anticipando nella sua mente, in una frazione di secondo il gesto e la sorpresa.
Tacco punta, mezzo secondo.
Quel gol è il concentrato dell' "essere" attaccante e non si può insegnare, perché è istinto.
Sono per questo d'accordo sulla statua che incornici il momento e la nostra storia.
(in ipotetico stadio nuovo da mettere all'ingresso di un settore, come avviene negli Stati Uniti)
Tornando al tema del topic quell'anno ha forgiato in noi una passione indelebile.
I ragazzi "cresciuti" sotto l'ombra del tifo all'inglese e del disprezzo dell'avversario (!?), del mito ultras (falso come le cacche di plastica a carnevale), della telefonata alle trasmissioni radio, del vincere a tutti i costi... non potranno mai capire.
Ormai non c'è distinzione "di cultura sportiva", tra giovani tifosi romanisti e giovani tifosi laziali.
E' una comune e volgare insoddisfazione che li accomuna e quindi il vincere e l'avere ragione.
E' una massa arrogante e presuntuosa, senza sensibiltà.
Un ossessione collettiva.
Forse impegnandosi in un lavoro "culturale" di ricerca ... d'isolamento dal presente (spegnete le radio e le televisioni!)... forse.
E mi dispiace.
PS c'è un gol di punta di un misero riomista (ora al milan) a san siro, contro l'inter niente male... una carezza da fuori area