Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?

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Offline GiPoda

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Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #60 il: 09 Lug 2015, 15:41 »
Sono romano da generazioni e quindi laziale.
Ma proprio non riesco a legare la mia passione calcistica con la città che le ha dato i natali.
Esulto e soffro per i colori della maglia. Non per piazza della libertà.
Per i tanti amici che condividendo la stessa passione formano una tribù che con me gioisce e si dispera.

Diverso e' il discorso sul posizionamento da dare alla nostra comunicazione.
Un possibile modo per raccontarsi in modo impattante e distintivo potrebbe essere la storia e le radici romane.
Ma a pensarci bene non è un granché.

Il real madrid e' la vittoria, i galacticos.
Il barca e' il bel gioco, il calcio propositivo, un club di soci (masi que un club)
Il MU sono i red devils, l'agonismo, il calcio offensivo.
Il Liverpool e' 'you'll never walk alone', la passione
Il Bilbao e' la stirpe basca, una cultura popolare regionale

Sono simboli forti, potenti immagini evocative che appartengono ai loro tifosi e parlano ai tifosi di tutto il mondo.
I riferimenti ai luoghi di origine non esistono quasi. Casomai alle culture, questo si.
Gli impianti di comunicazione di queste realtà si concentrano su questi potenti posizionamenti e cercano di far parlare tutto con il linguaggio che questi concetti esprimono. Non sempre benissimo, neanche li ci sono solo fenomeni che fanno tutto giusto.
Ma è evidente che il punto è chi vogliamo essere non da dove veniamo.

Potremmo essere certo l'aquila imperiale vessillo di conquista. Una squadra sempre offensiva, sempre coraggiosa molto proiettata alla dimensione internazionale.
Oppure una squadra che si ispira allo spirito olimpico dei propri colori. Che punta tutta la sua riconoscibilità sul fair play, sulla cultura del rispetto, sulla dimensione del gioco che è pace e divertimento.
A me piacciono entrambe le strade ed entrambe sono più forti del Colosseo o di qualche simbolo impolverato di roma.

Qualunque dimensione si scelga bisognerebbe poi agirla con grande coerenza e pervasività. Come gioca la squadra, come parlano i dirigenti della società, come gestiamo la nostra responsabilità sociale, come comunichiamo.
A quel punto avremmo una dimensione valoriale e mediatica per la quale essere citati e identificati da tutti.
E anche il senso di appartenenza di noi tifosi crescerebbe e recluteremmo nuovi tifosi che si riconoscerebbero nella Lazio di dovunque essi siano.

Forza Lazio a tutti

Bel post e d'accordo con te che sarebbe il caso di perseguire con decisione una determinata scelta.
Solo una cosa, le due frasi in grassetto mi sembrano incoerenti visto che anche l aquila legionaria essendo coeva del Colosseo diventerebbe  "un simbolo polveroso".
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #61 il: 09 Lug 2015, 17:16 »
....... per mettere un piede nella porta di chi sta insistendo sempre più violentemente con il processo di identificazione totale tra Roma e una squadra.

Noi c'eravamo prima, ci siamo ora  e ci saremo. Sempre.

Ecco, st'immagine mi piace !   :since
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #62 il: 09 Lug 2015, 21:58 »
Per me l'idea rimane valida perchè scende in campo contro chi (da anni) tenta di impadronirsi di questa città mediante l'appropriazione delle caratteristiche  internazionali che la esportano nel mondo

La messa in pratica di tale idea trasmette però l'idea di chi lavora attualmente nella Lazio, strutture ridotte all'osso con personaggi poveri di mezzi, strumenti e peggio ancora di talento

Ad esempio: provate ad immaginarvi la stessa immagine con un centurione Klose/Cndreva/Pioli/(fate voi) con la corazza-bandiera, sullo sfondo di un cielo azzurro terso di una Roma di maggio (i nostri colori, i colori del cielo, come giustamente sottolineava un netter), ed un fotomontaggio che all'apice dell'asta vedeva l'immagine della nostra Olimpia..

Offline fish_mark

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15968
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #63 il: 10 Lug 2015, 10:50 »

Questa continua riproposizione di immagini vetero romane, di richiamo più o meno imperiale, ormai stride con una contemporaneità in cui il centurione è quello che in realtà ti ferma a Via dei Fori imperiali per farti fare una foto a soli 20 euro (30 per i gonzi di Yokohama).

Una immagine strabusata, come i gondolieri di venezia da trasformarsi in paccottiglia.

A questo punto mi verrebbe da opporre la figura di Rugantino, quel gran figlio di buona donna, proprio come il laziale, sempre a un passo dal precipizio che sta a ancora qui, da 115 anni, a rompere le uova nel paniere del mainstream giallorosso.

eccovelo tie



(qui ce ne sono almeno tre di laziali certificati)

Property

Property

Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #64 il: 10 Lug 2015, 11:00 »
A questo punto mi verrebbe da opporre la figura di Rugantino, quel gran figlio di buona donna, proprio come il laziale, sempre a un passo dal precipizio che sta a ancora qui, da 115 anni, a rompere le uova nel paniere del mainstream giallorosso.
boh fish. se l'immagine, lo slogan non piace, sono gusti, l'idea è rispettabile.
Ma ciò che non si vuole capire è l'idea di fondo, la linea che si vuole seguire.
Io per esempio, e spero e credo anche per la società, ciò che tu proponi evidenziato in grassetto è proprio tutto ciò che non vorrei MAI per la mia lazio.
Perchè il ruolo del laziale da proporre deve essere del poraccio bistrattato che sta per cadere, prende mazzate ma poi si rialza, la cui aspirazione è rompere le palle a qualcun altro?
Ma perchè?
questa lazio, questa idea di lazio, forse era quella degli anni 80, di cui salvo solo la maglia bandiera.
Ma non è la lazio di oggi, non è la lazio che dovrà essere spero, non è quello di una società e quindi di una tifoseria, moderna, comunicativa, che ha una sua linea e un suo messaggio da proporre e contrapporre, perchè fondata da una base storica solida, ma spinta al nuovo mediante una condivisione di valori diversi da altri.
Il cui obiettivo è raggiungere obiettivi propri perchè ne è la mission primaria, solo in secundis rompere le palle al dirimpettaio, che proprio perchè competitor di casa, va combattutto certamente con il modo migliore possibile ovvero essere importanti noi stessi più di loro, a tutti i livelli.
Io proprio da quell'idea del laziale anni 80 rifuggo, dei pochi ma buoni, del tutto contro uno.
la lazio oggi è ben altro.

Offline paolo71

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13410
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #65 il: 10 Lug 2015, 11:11 »
100% Property, anzi 99,9% perchè Lazio la scrivo così...

c'è però un sostanziale rodimento di balle a cui ormai c'ho fatto il callo ma che non sopporto più al limite di pensare di sfanculare sky(fo)...a livello mediatico siamo agli anni '80...

tutto il contrario a quello a cui aspiriamo Noi.

Offline ranocchio

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Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #66 il: 10 Lug 2015, 11:13 »
Mi sembra un'analisi molto sensata la tua, con l'aggiunta che molto spesso, quando vuoi comunicare la tua immagine, devi cercare di far capire chi sei, da dove vieni e cosa vuoi fare.
Quindi il cosa vuoi fare e da dove vieni sono, soprattutto se parliamo di un club di calcio, azioni molto vicine.
Mi sembra che la prima strada da te indicata, l'aquila, il valore sul campo, un gioco offensivo, una dimensione il più possibile internazionale, sia proprio la strada che da un pò di tempo, la società giustamente stia perseguendo.
Slogan dopo slogan, la prima squadra della capitale, l'aquila è roma, avanti lazio.
Se a questo si associa una strategia complementare, squadra coraggiosa ma anche ambiziosa nei valori tecnici, gioco aggressivo, unione con i tifosi, si parte da una base condivisa.
Su questa base si deve inserire un rafforzamento parallelo dei nostri valori contrapposti ad altri, la libertà e l'appartenenza invece che l'associazione, lo sport come momento di unione e di pluralità di opinione invece del pensiero unico.
Immaginerei addirittura una carta dei valori della lazio in mostra all'ingresso delle squadre in campo.
Questo dobbiamo essere, partendo da un'identità storica che è innegabile e sta li ed è legata anche alla città.
E questa mi sembra di cominciare a vedere, a volte anche con azioni che potevano essere fatte anche meglio, in certe scelte della società.
Ma sentire gente che dice che "piscia" sull'aquila imperiale, che se usiamo l'aquila siamo fascisti, che il colosseo si ma l'aquila no, chissà per quale motivo, mi dispiace questo no. Per tutto ciò cambiate squadra.
La lazio è la prima squadra di roma dal 1900 ed ha come simbolo l'aquila, uno dei simboli più antichi della storia di roma.
Se a qualcuno non piace che ciò venga ribadito o preferisce come logo un arcobaleno, si rivolga altrove, evidentemente hanno della lazio un'idea che non esiste.
A mio avviso
Concordo che la strada intrapresa dalla società è molto coerente con la prima ipotesi. Forse (mi permetto senza conoscere lo staff della Lazio) più sulla base di un buon intuito ma senza un piano di comunicazione integrato. Credo che servano più competenze specifiche e una migliore capacità di pianificazione per far muovere tutto nella direzione voluta (gestione sportiva, gestione manageriale, pr, web e social, comunicazione tradizionale, ecc...)

Offline fish_mark

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15968
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #67 il: 10 Lug 2015, 11:18 »
Carissimo Property

ieri ho parlato di sofferenza, di vittorie mai scontate, sicuramente sofferte, anche le vittorie, per non parlare delle salvezze.

Scudetto 1974? Una squadra costruita quasi per caso che all'improvviso arriva prima terza, a un passo dal trionfo, e poi l'anno dopo sbaraglia tutti, con un cannoniere che sembrava una specie di Ibrahimovic uscito fuori da un film con Terence Hill e Bud Spencer. Tutto bello, così bello che dura un attimo.

Saga dei -9. Prima ci mandano in C, poi ci "graziano" con i -9, capirai che svolta! Ci salviamo per il rotto della cuffia, anzi no, veniamo rimandati a luglio e anche lì dobbiamo aspettare che Poli insacchi a 5 minuti dal baratro. Ma un po' prima no?

E poi arriviamo allo scudetto dle 2000. Ma dove l'hai mai vista una squadra che vince lo scudetto ascoltando la radiolina dagli altoparlanti un ora dopo la fine dlele partite. Dove si è mai vista una cosa del genere?
gli altri si fanno la loro partitina davanti al pubblico festante, quando ormai ti basta il pareggiotto con l'ultima in classifica. Noi no.

Certe volte mi viene da pensare che se noi dovessimo mai vincere la Champions league (perdonatemi un attimo voliamo molto alto) potremmo semmai vincerla come il manutd nel 1999, quando a un minuto dal termine era sotto di un gol.

il laziale deve soffrì, se no non è laziale. Il laziale è realista, sa come vanno le cose, ma sa anche vincere e godersi le vittorie.

Un aggiornamento di questa saga è stata l'epica battaglia di Napoli dello scorso maggio, una partita che non potevamo perdere, ma dovevamo vincere, anche se ci bastava il pareggio. Una partita che è già entrata di diritto nella cineteca personale e mentale del laziale di ogni epoca. 

Il laziale sa che non se la porta da casa, che la pagnotta va guadagnata, ma che dico sudata, e sa che non ci si può fidare di nessuno, neanche di povera mamma che non c'entra niente.

Ecco perché in tutto questo, pacatamente e serenamente, il centurione non c'entra un cazzo. Il centurione è oggi quello che ti chiede 20 euro per una foto e il centurione quello vero andava a fare conquiste in Dacia o in Scozia non a fare gli spareggi a Napoli.

Ho visto quella locandina e forse condizionato dal post collerico e bollente di IB di qualche pagina fa mi sono incazzato anche io. E' un problema da poco, ma è un problema.

Offline ranocchio

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396
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #68 il: 10 Lug 2015, 11:35 »
Bel post e d'accordo con te che sarebbe il caso di perseguire con decisione una determinata scelta.
Solo una cosa, le due frasi in grassetto mi sembrano incoerenti visto che anche l aquila legionaria essendo coeva del Colosseo diventerebbe  "un simbolo polveroso".
Capisco il dubbio ma per me l'aquila è sia un simbolo storico/culturale che un simbolo faunistico tout court con tutto quello che rappresenta a livello valoriale.
Do grande importanza poi al concetto di comunicazione e gestione integrata. Il simbolo in questo senso funge da logo ma l'importante è il mondo che rappresenta e i concetti che evoca.
Come dicevo a Property la discriminante mi sembra una ulteriore professionalizzazione della società in questo senso (molti passi avanti sono stati obiettivamente fatti).

Property

Property

Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #69 il: 10 Lug 2015, 11:46 »
Concordo che la strada intrapresa dalla società è molto coerente con la prima ipotesi. Forse (mi permetto senza conoscere lo staff della Lazio) più sulla base di un buon intuito ma senza un piano di comunicazione integrato. Credo che servano più competenze specifiche e una migliore capacità di pianificazione per far muovere tutto nella direzione voluta (gestione sportiva, gestione manageriale, pr, web e social, comunicazione tradizionale, ecc...)
sfondi non una porta aperta ma 8 cancelli con me, sul punto in grassetto.
serve molto altro, ma soprattutto serve più professionalità e competenza di quelle che abbiamo ovvero servono più soldini per pagarle.
è tutto qui, se investire o no, al momento poco, su questo aspetto.
l'idea di fondo mi pare ci sia però, ed è almeno qualcosa.
sul come realizzarla siamo indietro, molto indietro, sono d'accordo con te.

Property

Property

Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #70 il: 10 Lug 2015, 11:57 »
Carissimo Property
ieri ho parlato di sofferenza, di vittorie mai scontate, sicuramente sofferte, anche le vittorie, per non parlare delle salvezze.
Scudetto 1974? Una squadra costruita quasi per caso che all'improvviso arriva prima terza, a un passo dal trionfo, e poi l'anno dopo sbaraglia tutti, con un cannoniere che sembrava una specie di Ibrahimovic uscito fuori da un film con Terence Hill e Bud Spencer. Tutto bello, così bello che dura un attimo.
Saga dei -9. Prima ci mandano in C, poi ci "graziano" con i -9, capirai che svolta! Ci salviamo per il rotto della cuffia, anzi no, veniamo rimandati a luglio e anche lì dobbiamo aspettare che Poli insacchi a 5 minuti dal baratro. Ma un po' prima no?
E poi arriviamo allo scudetto dle 2000. Ma dove l'hai mai vista una squadra che vince lo scudetto ascoltando la radiolina dagli altoparlanti un ora dopo la fine dlele partite. Dove si è mai vista una cosa del genere?
gli altri si fanno la loro partitina davanti al pubblico festante, quando ormai ti basta il pareggiotto con l'ultima in classifica. Noi no.
Certe volte mi viene da pensare che se noi dovessimo mai vincere la Champions league (perdonatemi un attimo voliamo molto alto) potremmo semmai vincerla come il manutd nel 1999, quando a un minuto dal termine era sotto di un gol.
il laziale deve soffrì, se no non è laziale. Il laziale è realista, sa come vanno le cose, ma sa anche vincere e godersi le vittorie.
Un aggiornamento di questa saga è stata l'epica battaglia di Napoli dello scorso maggio, una partita che non potevamo perdere, ma dovevamo vincere, anche se ci bastava il pareggio. Una partita che è già entrata di diritto nella cineteca personale e mentale del laziale di ogni epoca. 
Il laziale sa che non se la porta da casa, che la pagnotta va guadagnata, ma che dico sudata, e sa che non ci si può fidare di nessuno, neanche di povera mamma che non c'entra niente.
Ecco perché in tutto questo, pacatamente e serenamente, il centurione non c'entra un cazzo. Il centurione è oggi quello che ti chiede 20 euro per una foto e il centurione quello vero andava a fare conquiste in Dacia o in Scozia non a fare gli spareggi a Napoli.
Ho visto quella locandina e forse condizionato dal post collerico e bollente di IB di qualche pagina fa mi sono incazzato anche io. E' un problema da poco, ma è un problema.
dai fish, qui cè una tendenza a mitizzare un pò troppo.
se non sei una strisciata, per chiunque vincere qualcosa è una battaglia epica.
Il mito degli anni 80 nasceva solo da condizioni economiche. Non c'avevamo una lira, perchè sfortunatavamente un dino viola ce l'avevano loro e puntavamo tutto sul carattere e l'appartenenza.
Dai diritti tv in poi, abbiamo ciò che ci spetta e ci spettava pure prima, e quell'idea di lazio non esiste più.
ogni campionato si decide all'ultima giornata per certe posizioni, così come l'anno scorso.
e poi ci sarà la battaglia del preliminare, e poi ci saranno tante altre battaglie.
ma è il calcio fish.
qui si vuole quasi trovare un'alea di specificità mistica per cui il prototipo del laziale deve essere quello.
a me sembra fuori ogni contesto attuale.
Tra l'altro mi sembrate tutti molto fissati sul centurione, che magari poteva essere scelto qualcos'altro, magari usate un'altra immagine.
Ma perdete di visto il messaggio più forte. La prima squadra della capitale, l'aquila è roma, l'aquila in bella vista, il nostro simbolo su ogni campo.
Invece boh, si guarda quel centurione uscito forse un pò male.
Stendendo poi un velo pietoso in chi si lancia in roba riommica, per cui piscierebbe sull'aquila imperiale o l'aquila è roba da fascistelli sedicenni, o un simbolo di amaro lucano, no di roma capito.
e poi si dice che lotito fa il gioco dei riommici.
qui ci sono proprio laziali che dicono cose che direbbero solo loro.

Offline fish_mark

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15968
Re:Legame tra Lazio e città di Roma: deve essere marginale o importante?
« Risposta #71 il: 10 Lug 2015, 12:43 »
Carissimo Property

l'oggetto di questa discussione è trovare un qualcosa che leghi la Lazio alla città di Roma. Ho già avuto modo di ricordare che siamo nati sul lungotevere e che dobbiamo anche resistere all'opera iconoclasta in corso di totale identificazione tra la Roma squadra e Roma città, operazione che va bloccata, sabotata, contestata e sconfitta se possibile.

La Lazio fa parte di Roma, è essenziale ricordarlo. Magari senza centurioni per non ricorrerli nel loro terreno di quella paccottiglia immaginaria che tanto ci fa ridere e che poi addirittura andiamo a scopiazzare.
Magari con Rugantino, perché no*?

E che lo sport sia sofferenza lo sappiamo tutti. Certo che a noi le cose non vanno mai liscie. Non vinceremo mai lo scudetto con 4 giornate di anticipo: questo il laziale lo sa bene.


* Curiosità su Rugantino. Il povero Aldo Donati ebbe a ricordare che in una esibizioe al Sistina di un pomeriggio di domenica, dopo un derby, sia lui che Enrico Montesano (che saluto e abbraccio) salirono sul palco con i costumi di scena arricchiti da alcuni fiocchi biancocelesti per far "rosicare" ulteriormente il pubblica pagante di fede giallorossa.
 

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