Non so perché, ma ho la netta sensazione che questa storia finirà molto male.
Abbiamo un presidente ostinato e arrogante, convinto di avere sempre ragione e concentrato esclusivamente sui propri interessi. Il mio timore è che, pur di non cedere un centimetro, di non aprirsi a compromessi o a forme di aiuto esterne, finisca per applicare il principio del "muoia Sansone con tutti i Filistei".
Le proteste della tifoseria, le manifestazioni, la contestazione e perfino la scelta di disertare lo stadio temo che alla lunga serviranno a poco. Una società di calcio non si salva con gli slogan o con le dimostrazioni d'amore dei tifosi. La Lazio potrebbe anche fare 90.000 abbonati e sentirsi circondata dall'affetto del proprio popolo, ma se continua a essere gestita male, con scelte discutibili e una visione sempre più miope, il declino sarà inevitabile.
L'unica vera speranza sarebbe l'arrivo di un investitore che abbia voglia di fare bene, qualcuno capace di presentare un'offerta impossibile da rifiutare. Un compratore, un fondo, comunque una figura con una forza economica tale da ribaltare la situazione.
Ma anche questa, ad oggi, sembra più una speranza che una prospettiva concreta: chi ha soldi e fiuto per gli affari di solito aspetta il momento giusto per comprare a saldo, non paga il prezzo massimo per entrare in partita.