La cosa preoccupante si legge al termine dell'ordinanza quando si argomenta sulle esigenze cautelari. Infatti il documento recita:
- quelle di cui alla lett.c), richiamandosi anche alla gravità dei fatti esposta nella premessa, per
tutti gli indagati sussiste l'esigenza di cui all'art.274 lett.c) c.p.p., in quanto l'attività delittuosa se
non è con certezza in atto può essere ripresa in qualsiasi momento. Si tratta, infatti, di calciatori e
soggetti gravitanti intorno alle squadre che hanno manifestato un'ampia disponibilità ad
interferire sul regolare andamento delle partite alle quali hanno partecipato. Per alcuni di loro le
somme ricevute a seguito della corruzione sono considerate una specie di integrazione del loro
normale stipendio. Altri, pur guadagnando somme notevoli, nonostante ciò si sono lasciati
trascinare dalla tentazione del facile guadagno o dall'idea che, per favorire la propria squadra,
tutto sia ammissibile e niente sia illegale. Per molti calciatori, incidere sulle partite finali del
campionato, quando la situazione della propria squadra è ormai chiara, è un fatto quasi scontato,
un fatto "veniale".
I capi dell'organizzazione di Singapore sono inoltre tutti in libertà e non vi sono ragioni perché
essi abbiano inteso interrompere la loro attività origine per loro di cospicui guadagni non essendo
peraltro affatto escluso che essi, tramite intermediari italiani o stranieri, tentino di riprendere
l'attività di alterazione e inquinamento delle competizioni calcistiche italiane.
Si aggiunga che non è apprezzabile la difesa di Stefano Mauri quando, nell'audizione nell'ambito
dell'indagine sportiva, afferma di aver incontrato Zamperini prima di Lazio-Genoa solo per
consegnargli dei biglietti e quando ha negato di conoscere Ilievsky né è apprezzabile la difesa
degli altri giocatori sentiti nel medesimo contesto che si sono limitati a respingere le accuse senza
dare una valida motivazione di plurime dichiarazioni che sarebbero quindi calunniose nei loro
confronti