Solidarietà ai Laziali fermati a Varsavia.

Aperto da Biafra, 28 Nov 2013, 21:21

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er polipo

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Citazione di: PabloHoney il 13 Dic 2013, 18:00
Per un'azione politica seria ci vorrebbero due cose fondamentali

- dei politici seri
- la consavolezza, ovvia e mai scontata, che essere laziale non è reato ne una colpa

Tutte e due le cose in Italia mancano, la seconda manca anche in Europa

Questa storia non avrà mai giustizia a meno che non la ottengano i Laziali stessi

Come diceva qualcuno molto più importante di me

"CON OGNI MEZZO NECESSARIO"

Cia' Pablo

E come darti torto?  :( ('cci loro!)  8)


Aquila1

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Beh, se si legge l'intervista
http://www.lalaziosiamonoi.it/news/smoktunowicz-ex-parlamentare-polacco-aeoenessun-abuso-gli-arrestati-sono-teppistiae-39910
è di una chiarezza assoluta: sono stati arrestati per vendetta per i 20 fermati del Legia a Roma (che avevano combinato di tutto), perché Italiani e quindi non protetti da un governo di vigliacchi, e infine perché della Lazio, quindi già sanzionata, quindi si poteva fare carne di porco con le spalle protette dall'UEFA e dai mass-media. Semplicissimo

ssl_1900

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Oltre al danno c'è anche la beffa per i tifosi della Lazio ancora detenuti a Bialoleka dopo il fermo preventivo prima del match contro il Legia Varsavia. Sono ancora 14 i supporters imprigionati a Varsavia e che sperano di poter tornare il prima possibile in Italia. L'edizione odierna de Il Tempo, riporta la lettera spedita dal Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia (Coisp) che, a sorpresa, si schiera al fianco dei colleghi polacchi e contro i tifosi biancocelesti. Nel documento non si fa distinsione tra colpevoli e innocenti dando credito all'unico video fornito dalle forze dell'ordine di Varsavia. «Gentile Comandante - si legge nella lettera firmata dal segretario generale del Coisp Franco Maccari - vogliamo incoraggiarvi a tenere i "tifosi" della Lazio in Polonia il più a lungo possibile, in modo che non possano commettere i medesimi reati in Italia nel prossimo futuro. Noi siamo contro ogni forma di violenza specialmente quando è in relazione con eventi sportivi e in particolare nel calcio, dato che riteniamo lo sport debba essere un momento di festa e aggregazione, un'occasione per sostenere la propria squadra e non una scusa per lasciarsi andare ad ogni forma di violenza. La nostra piena solidarietà e simpatia ai poliziotti polacchi che sono stati assaliti da quei cosiddetti "tifosi". Purtroppo, nel nostro Paese, è normale che i tifosi del calcio attacchino le Forze di Polizia tanto quanto lo è causare danni al patrimonio pubblico, senza mai pagare per quanto commesso, né andando in prigione né tanto meno rispondendone in solido. Noi, del Coisp, uno dei sindacati di Polizia maggiormente rappresentativi in Italia, speriamo veramente che le persone arrestate da voi imparino la lezione e ne facciano tesoro per tutta la vita». Una presa di posizione destinata a far discutere visto che è accertato che non ci siano stati assalti veri e propri con nessun danno ingente alla città polacca e che giustifichi quasi 200 fermi. Il segretario ha poi rilasciato un'intervista esclusiva a Daniele Palizzotto de Il Tempo senza pentirsi della lettera, ma anzi confermando le sue idee:

«Non mi pento della lettera. Al contrario, forse avrei dovuto tirarla fuori prima. La polizia polacca ha agito nel rispetto della legge, dando una dimostrazione di efficienza che in Italia ci sogniamo. Io faccio il sindacalista della polizia, ho osservato con attenzione quanto accaduto in Polonia e ho preso la palla al balzo per complimentarmi con i colleghi. Il fatto che in Italia la squallida violenza che puntualmente si registra per una partita di calcio venga considerata solo un problema delle forze dell'ordine non legittima le accuse contro un paese dove, piuttosto, l'ordine e la sicurezza sono considerate una cosa seria da trattarsi con il polso fermo».

Forse anche troppo: la maggior parte dei circa 200 tifosi biancocelesti fermati il 28 novembre al centro di Varsavia stava tranquillamente raggiungendo lo stadio, come ammesso dal consigliere dell'ambasciatore italiano in Polonia.
«Dice bene, sono stati fermati. Ma in carcere sono finiti solo in pochi».

Ventidue ragazzi, otto liberati dopo oltre due settimane, quattordici ancora dentro. Ma tutti gli altri sono stati «costretti» a rinunciare alla difesa legale e ad ammettere gli schiamazzi notturni per evitare guai peggiori.
«Ci sono delle condanne dei giudici, mi pare che le accuse siano suffragate dalle sentenze. Non posso pensare il contrario».

Alcuni ragazzi sono stati fermati per il volto coperto con presunti passamontagna, a loro avviso semplici cappelli e sciarpe utilizzati per coprirsi dal freddo.
«Ognuno racconta la storia che preferisce. Come quando prendi l'assassino con la pala in mano e lui si giustifica sostenendo che ha appena finito di zappare. Se i tifosi biancocelesti avevano freddo potevano restare a casa. La legge è chiara, il volto non può essere coperto, e va rispettata sempre, non solo quando ci fa comodo».

Molti tifosi hanno riferito dei maltrattamenti ricevuti in commissariato e poi in prigione dagli agenti: prese in giro e umiliazioni fisiche.
«Se questi fatti verranno accertati scriverò una nuova lettera al comandante della polizia polacca, naturalmente di tono diverso. Quale essere umano potrebbe non condannare eventuali condizionamenti fisici e mentali? Io sono sempre a favore della legalità. Per ora, però, ho visto solo le immagini degli scontri e le successive condanne. Non mi pare ci siano denunce di maltrattamenti subiti dalla polizia. E io ne dubito».

Non dubita, però, delle accuse mosse nei confronti dei ragazzi fermati. Eppure non ci sono vetrine rotte, muri imbrattati né alcun segno dei presunti scontri, ma solo un video nel quale si vedono cinque ragazzi lanciare degli oggetti. E gli altri?
«Noi abbiamo qualche prova in più, ma non sono divulgabili».

Sufficienti per elogiare il comportamento della polizia?
«In Polonia contrastano nel modo giusto il fenomeno della violenza negli stadi. In Italia, invece, ogni domenica migliaia di poliziotti sono impiegati per uno spettacolo privato, 40-50 agenti ne escono feriti e questo viene considerato normale. Non è accettabile, è ora di finirla. Sul vostro giornale avete fatto ottimi articoli, il nostro sistema va condannato: non è giusto lasciar correre, bisogna reprimere questi comportamenti. Per questo guardo con ammirazione alla Polonia e in generale agli Stati che stroncano sul nascere le violenze. E invece i nostri politici si mobilitano per i tifosi reclusi a Varsavia come se fossero innocenti, mentre le condanne dicono il contrario».
llsn


io non ho parole.
ma aspetto le vostre.


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COLDILANA61

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Questa è la risposta a chi si era incazzato per l'accostamento tra Varsavia e Diaz/Genova .

Questi (Coisp) sono quelli che hanno dimostrato contro la madre di Federico Aldrovandi .

Aggiungo , così chiariamo una volta per tutte , questi se potessero manifesterebbero con le mani a paletta .

Bisognerebbe ricordarlo TUTTI i giorni , mica solo quelli pari o dispari , a secondo della convenienza .


ssl_1900

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per me questa intervista è di una gravità inaudita.


Drieu

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Citazione di: COLDILANA61 il 16 Dic 2013, 13:16


Aggiungo , così chiariamo una volta per tutte , questi se potessero manifesterebbero con le mani a paletta .



Sei stucchevole  co 'sta storia, oltre che palesemente in malafede.

Vajelo a dì a quelli che sabato sò stati pistati dalle guardie....o a Nanni De Angelis, o ad Alberto Giaquinto, o a Stefano Recchioni.

Le fdo hanno mietuto più vittime tra i neofascisti che tra i rossi, è un dato di fatto.

ssl_1900

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Citazione di: Drieu il 16 Dic 2013, 14:08
Sei stucchevole  co 'sta storia, oltre che palesemente in malafede.

Vajelo a dì a quelli che sabato sò stati pistati dalle guardie....o a Nanni De Angelis, o ad Alberto Giaquinto, o a Stefano Recchioni.

Le fdo hanno mietuto più vittime tra i neofascisti che tra i rossi, è un dato di fatto.

va beh, a parte questo dettaglio insignificante, parliamo di questa folle intervista?


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Drieu

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* 1.324
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Citazione di: ssl_1900 il 16 Dic 2013, 14:21
va beh, a parte questo dettaglio insignificante, parliamo di questa folle intervista?

hai ragione, ma c'è qualcuno a cui piace provocare.

sull' intervista che vuoi commentare? ormai quando parlano quelli del coisp è sempre la stessa storia....sono patetici

LordEagle

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Citazione di: ssl_1900 il 16 Dic 2013, 12:54
Oltre al danno c'è anche la beffa per i tifosi della Lazio ancora detenuti a Bialoleka dopo il fermo preventivo prima del match contro il Legia Varsavia. Sono ancora 14 i supporters imprigionati a Varsavia e che sperano di poter tornare il prima possibile in Italia. L'edizione odierna de Il Tempo, riporta la lettera spedita dal Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia (Coisp) che, a sorpresa, si schiera al fianco dei colleghi polacchi e contro i tifosi biancocelesti. Nel documento non si fa distinsione tra colpevoli e innocenti dando credito all'unico video fornito dalle forze dell'ordine di Varsavia. «Gentile Comandante - si legge nella lettera firmata dal segretario generale del Coisp Franco Maccari - vogliamo incoraggiarvi a tenere i "tifosi" della Lazio in Polonia il più a lungo possibile, in modo che non possano commettere i medesimi reati in Italia nel prossimo futuro. Noi siamo contro ogni forma di violenza specialmente quando è in relazione con eventi sportivi e in particolare nel calcio, dato che riteniamo lo sport debba essere un momento di festa e aggregazione, un'occasione per sostenere la propria squadra e non una scusa per lasciarsi andare ad ogni forma di violenza. La nostra piena solidarietà e simpatia ai poliziotti polacchi che sono stati assaliti da quei cosiddetti "tifosi". Purtroppo, nel nostro Paese, è normale che i tifosi del calcio attacchino le Forze di Polizia tanto quanto lo è causare danni al patrimonio pubblico, senza mai pagare per quanto commesso, né andando in prigione né tanto meno rispondendone in solido. Noi, del Coisp, uno dei sindacati di Polizia maggiormente rappresentativi in Italia, speriamo veramente che le persone arrestate da voi imparino la lezione e ne facciano tesoro per tutta la vita». Una presa di posizione destinata a far discutere visto che è accertato che non ci siano stati assalti veri e propri con nessun danno ingente alla città polacca e che giustifichi quasi 200 fermi. Il segretario ha poi rilasciato un'intervista esclusiva a Daniele Palizzotto de Il Tempo senza pentirsi della lettera, ma anzi confermando le sue idee:

«Non mi pento della lettera. Al contrario, forse avrei dovuto tirarla fuori prima. La polizia polacca ha agito nel rispetto della legge, dando una dimostrazione di efficienza che in Italia ci sogniamo. Io faccio il sindacalista della polizia, ho osservato con attenzione quanto accaduto in Polonia e ho preso la palla al balzo per complimentarmi con i colleghi. Il fatto che in Italia la squallida violenza che puntualmente si registra per una partita di calcio venga considerata solo un problema delle forze dell'ordine non legittima le accuse contro un paese dove, piuttosto, l'ordine e la sicurezza sono considerate una cosa seria da trattarsi con il polso fermo».

Forse anche troppo: la maggior parte dei circa 200 tifosi biancocelesti fermati il 28 novembre al centro di Varsavia stava tranquillamente raggiungendo lo stadio, come ammesso dal consigliere dell'ambasciatore italiano in Polonia.
«Dice bene, sono stati fermati. Ma in carcere sono finiti solo in pochi».

Ventidue ragazzi, otto liberati dopo oltre due settimane, quattordici ancora dentro. Ma tutti gli altri sono stati «costretti» a rinunciare alla difesa legale e ad ammettere gli schiamazzi notturni per evitare guai peggiori.
«Ci sono delle condanne dei giudici, mi pare che le accuse siano suffragate dalle sentenze. Non posso pensare il contrario».

Alcuni ragazzi sono stati fermati per il volto coperto con presunti passamontagna, a loro avviso semplici cappelli e sciarpe utilizzati per coprirsi dal freddo.
«Ognuno racconta la storia che preferisce. Come quando prendi l'assassino con la pala in mano e lui si giustifica sostenendo che ha appena finito di zappare. Se i tifosi biancocelesti avevano freddo potevano restare a casa. La legge è chiara, il volto non può essere coperto, e va rispettata sempre, non solo quando ci fa comodo».

Molti tifosi hanno riferito dei maltrattamenti ricevuti in commissariato e poi in prigione dagli agenti: prese in giro e umiliazioni fisiche.
«Se questi fatti verranno accertati scriverò una nuova lettera al comandante della polizia polacca, naturalmente di tono diverso. Quale essere umano potrebbe non condannare eventuali condizionamenti fisici e mentali? Io sono sempre a favore della legalità. Per ora, però, ho visto solo le immagini degli scontri e le successive condanne. Non mi pare ci siano denunce di maltrattamenti subiti dalla polizia. E io ne dubito».

Non dubita, però, delle accuse mosse nei confronti dei ragazzi fermati. Eppure non ci sono vetrine rotte, muri imbrattati né alcun segno dei presunti scontri, ma solo un video nel quale si vedono cinque ragazzi lanciare degli oggetti. E gli altri?
«Noi abbiamo qualche prova in più, ma non sono divulgabili».

Sufficienti per elogiare il comportamento della polizia?
«In Polonia contrastano nel modo giusto il fenomeno della violenza negli stadi. In Italia, invece, ogni domenica migliaia di poliziotti sono impiegati per uno spettacolo privato, 40-50 agenti ne escono feriti e questo viene considerato normale. Non è accettabile, è ora di finirla. Sul vostro giornale avete fatto ottimi articoli, il nostro sistema va condannato: non è giusto lasciar correre, bisogna reprimere questi comportamenti. Per questo guardo con ammirazione alla Polonia e in generale agli Stati che stroncano sul nascere le violenze. E invece i nostri politici si mobilitano per i tifosi reclusi a Varsavia come se fossero innocenti, mentre le condanne dicono il contrario».
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io non ho parole.
ma aspetto le vostre.

Da uno che fa il poliziotto che ti aspetti?
I poliziotti si sono sempre date solidarietà e coperture a vicenda.

COLDILANA61

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Lazionetter
* 17.368
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Dai poliziotti di Varsavia al coisp ai poliziotti sui generis .


LordEagle

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* 3.081
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Citazione di: COLDILANA61 il 16 Dic 2013, 14:57
Dai poliziotti di Varsavia al coisp ai poliziotti sui generis .

Mica è chiaro quello che vuoi dire..


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Aquila Romana

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Citazione di: ssl_1900 il 16 Dic 2013, 12:54
«Gentile Comandante - si legge nella lettera firmata dal segretario generale del Coisp Franco Maccari - vogliamo incoraggiarvi a tenere i "tifosi" della Lazio in Polonia il più a lungo possibile

:o

Se questo ha una figlia mi auguro la arrestino per qualsiasi futile motivo appena mette il naso fuori confine. e la tengano in carcere il più a lungo possibile affinchè non possa creare danni in italia

Gioxx

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Citazione di: LordEagle il 16 Dic 2013, 14:32
Da uno che fa il poliziotto che ti aspetti?
I poliziotti si sono sempre date solidarietà e coperture a vicenda.

mi hai tolto le parole di bocca,
d'altronde cosi funziona, cane non mangia cane.
Qui c'è da aver paura,
questa gente ha il potere, e ne sono consapevoli, di fare di te quello che vogliono.
Ti arrestano, ti pestano e hanno sempre ragione loro, vedi il caso del povero Cucchi.

Lavorano per lo stato, non posso essere licenziati da nessuno, nemmeno dai propri superiori,
hanno il pieno appoggio da parte dei magistrati,
infatti sono li anche per proteggere loro, hanno quasi carta bianca.

Ho ancora il ricordo di molti anni fa dei celerini, non perchè ne ho avuto a che fare,
ma li ho visti molto da vicino,
che personaggi... se gli metti gli abiti civili li scambi tranquillamente per dei barboni.

e questo fantomatico coisp si prende anche la briga di scrivere in polonia,
ridicoli e pericolosi, questi hanno l' odio dentro.





alvin

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I celerini so' sempre celerini, pure senza casco

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Non generalizzerei, su migliaia di operatori delle FdO può capitare la mela marcia. Succede con noi tifosi laziali (ci danno a tutti dei fascisti e razzisti), succede con i preti (tutti pedofili...), con i siciliani (tutti mafiosi).
Preferisco pensare e sostenere alle migliaia di carabinieri e poliziotti che aiutano ogni giorno i cittadini piuttosto che parlare delle poche mele bacate che rovinano una intera categoria...
L'intervista come la lettera inviata in Polonia purtroppo e' una chiara ricerca di pubblicazione e risonanza per comparire e farsi pubblicità, lo fanno tutti i sindacati, anche di polizia...

Boom!

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Citazione di: Charlot il 17 Dic 2013, 00:31
Non generalizzerei, su migliaia di operatori delle FdO può capitare la mela marcia. Succede con noi tifosi laziali (ci danno a tutti dei fascisti e razzisti), succede con i preti (tutti pedofili...), con i siciliani (tutti mafiosi).
Preferisco i carabinieri o poliziotti che aiutano i cittadini piuttosto che le poche mele bacate che rovinano una intera categoria...
L'intervista come la lettera inviata in Polonia purtroppo e' una chiara ricerca di pubblicazione e risonanza per comparire e farsi pubblicità, lo fanno tutti i sindacati, anche di polizia...

bella pubblicità che s'è fatto, sia ora, sia in passato.

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Charlot

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Citazione di: Boom! il 17 Dic 2013, 00:33
bella pubblicità che s'è fatto, sia ora, sia in passato.
Gratis, per giorni ne parleranno i quotidiani nazionali e non. Bene o male e' visibilità, qualche pollo gli darà ragione non conoscendo i fatti.
Resta il fatto che è uno su migliaia, fortunatamente.

Palo

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Stigmatizzo chi scrive ACAB

Pero SCAB ci sta tutto ...


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