Sondaggio su Greenwood

Aperto da gae12, 25 Giu 2024, 12:33

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Greenwood?

No, non voglio che uno come lui vesta la nostra gloriosa maglia
110 (40.1%)
Si, lui é un giocatore di livello ed a tutti va data una seconda possibilitá.
164 (59.9%)

Totale votanti: 274

Pergianluca

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* 6.896
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Citazione di: Il nostro Giorgione il 14 Lug 2024, 00:00
Forse può essere utile spiegare che, prima del codice realizzato dal Puzzone, il diritto civile era regolato dal codice emanato nel 1865. Tale codice non prevedeva un sistema tipizzato degli enti giuridici diversi dalle società (disciplinate  nel codice del commercio del 1882). Associazioni, comitati, circoli letterari e benefici non godevano della prerogativa di aver diritto ad una dotazione patrimoniale autonoma e distinta da quella degli associati nonché una capacità giuridica illimitata. A meno di non ottenere il cd. Riconoscimento da parte dello Stato, che era un atto largamente discrezionale.
Perciò, quando la Lazio fu elevata ente morale, si compieva un passaggio veramente particolare e gratificante.
Non si può leggere  il momento dell' elevazione del circolo di sportivi del primo '900 a ente morale con gli occhiali di oggi, altrimenti non si comprende la rilevanza di quell'evento.
Giusto.
L'anacronismo è il peccato mortale dal quale deve rifuggire chi voglia ricostruire le vicende del passato, come insegnano gli storici contemporanei, da Traverso a Gentile.
Peraltro, chi conosce un po' di storia del diritto civile, sa che dall'Unità al codice del '42, l'atteggiamento nei confronti dei c.d. Enti intermedi era di aperta ostilità (per una serie di ragioni politiche). Perciò il riconoscimento della personalità giuridica, ossia dell'ente morale, era non solo discrezionale, ma molto difficile da ottenere, e presupponeva particolare valore del richiedente

FatDanny

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* 41.060
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Citazione di: OCCULTIS il 13 Lug 2024, 21:18

Io sto con De Andrè: "lo sanno a memoria il diritto divino, ma scordano sempre il perdono".

Il testamento di Tito è un brano che sottolinea le contraddizioni dei comandamenti cristiani e soprattutto il fatto che pur sembrando rappresentare un equo trattamento di tutti, in realtà riflettono e alimentano una gerarchia di potere.
Non capisco in che modo si  applichi al  caso in  oggetto,  visto che Greenwood non fa certo parte dei diseredati, ma di quelli altamente privilegiati.
Mi sarebbe piaciuto vedere  la  reazione  del  padre di lei se avesse guadagnato da cameriere a Manchester (ma magari sarebbe stata la stessa, chissà, questa è tra le cose  che non ci è dato sapere).

Citazione di: WhiteNoise il 13 Lug 2024, 18:55
Boh, qui mi sembra che di questa storia se ne parli come se si conoscesse tutto di questi ragazzi, si fanno diagnosi basandosi su quello che immaginiamo possa essere la loro vita.
Così si rischia di emarginare qualcuno solo perché "saluta sempre".

Vedi che stai implicitamente dicendo che una cosa come quella poteva capitare a tutti, paragonandolo a quello che "saluta sempre"?
Il problema sta proprio nel merito concreto dell'accaduto, mentre mi pare  lo trasformiate in  un generico "persona che ha sbagliato" e dunque a come  ci si rapporta all'errore.
Rubare in un supermercato, drogarsi/spacciare, pestare uno in una rissa e gonfiare la propria compagna sono tutti possibili reati ma non sono tutti la stessa cosa. O si?
Perché sta tutto qui il busillis.
Che c'è chi affronta il  discorso in modo generico, paragonando la cosa a un qualsiasi altro  errore che tutti possono compiere (perché tutti sbagliano e su questo non ci piove) e chi invece lo affronta nel  suo specifico, la violenza sulle donne. Io tra questi ultimi.
Dunque, proviamo schematizzando,  invito a rispondere alle domande:

- Anche senza considerare lo stupro che ci fa discutere  su cosa sia e dove sia  arrivato, pestare la propria compagna e molestarla come è provato nell'audio è un errore che può capitare a tutti?

Se si risponde si perché si attribuisce la cosa ad un raptus, magari dovuto ai fumi dell'alcol, allora si spiega l'impalcatura dell'errore momentaneo, del pentimento, della seconda possibilità.
Perché il comportamento diviene un errore di eccesso, il superamento di un limite, come nel caso della gelosia: naturale esserlo, si sbaglia se si superano certi limiti. Si commette un errore, di cui magari ci si pente.
E si capisce anche perché si chiedono i dettagli della vicenda e si afferma non  si possa sapere come "sono andati i fatti", perché se la questione è la perdita di controllo occorre capire cosa l'ha generata e in che grado è attenuante.
Come io potrei pensare che l'utilizzo di droghe a scopo ludico in un momento  di grave stress e difficoltà personale può sfociare in abuso e dipendenza. O che in un momento di nervosismo in un bar possa sfociare in una rissa.

Se si risponde no, occorre chiedersi: se  non è un  errore che può  capitare a  tutti, cosa lo genera?
A mio avviso la  spiegazione di prima non considera che la cosa diviene contemplabile soltanto  all'interno di un contesto di convinzioni e  credenze (ad es.  il possesso del proprio partner) che rende contemplabili comportamenti che altrimenti non lo sono mai, manco nelle situazioni di maggiore stress.
Tale contesto viene naturalizzato, in larga parte dei casi perché è il proprio stesso di riferimento.
Attenzione, non significa che chi darebbe una seconda possibilità a MG è uno stupratore, ma semplicemente ritiene che quel contesto in cui la violenza è agita è la normalità maschile che se spinta oltre il limite finisce in  errore. E che magari qualche volta pure a lui è capitato di dare uno schiaffo o insistere per scopare con la propria compagna.
Se si considera non contemplabile senza quel contesto, significa che il problema non è configurabile come perdita di controllo, ma come pratica conseguente alle proprie convinzioni, in cui a dipendere dal contesto di stress, confusione, alcool è solo il livello della risposta e non la tipologia della  stessa.


Cosa comporta questa differenza?
Comporta che per i si il comportamento (o i comportamenti) sono conseguenza di una semplice perdita di controllo  (dovuta a enne ragioni), se si risponde no dipende invece da un proprio costrutto mentale, una visione  delle cose.
La prima lettura implicitamente dà per scontata la visione delle cose, come minimo la accetta in modo liscio e si concentra sulla perdita di controllo (di cui pentirsi e magari non fare più, "controllati!").
La  seconda invece non vede un semplice controllo perso, ma la conseguenza di un modo di pensare problematico, molto più complesso da decostruire e ricostruire.*

Il problema gigantesco che la vicenda MG palesa - e la problematicità del suo ingaggio - è esattamente come buona parte degli italici maschi non problematizzi affatto il contesto in cui la violenza è generata e guardi ad esso semplicemente come ad una perdita di controllo giovanile che magari ora crescendo non  capiterà più. Perché il ragazzo ha imparato a controllarsi. Ha capito di aver sbagliato. Ecc ecc.
Quando si parla  di "cultura dello stupro" tra le mille risatine di vari commentatori e  giornalisti - non solo di destra - si fa riferimento esattamente a questo.
Invito tutti a leggere  anche solo  Wikipedia che lo spiega bene: https://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_dello_stupro



* ci sarebbe un'interessante digressione nella  differenza tra la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoanalisi,  che riflette i due punti.
Non  a caso la prima è estremamente diffusa oggi (naturalizza i contesti politico-culturali e si concentra sul controllo personale), perché la seconda è molto più complicata (perché scava le cause).

GiPoda

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* 5.050
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Citazione di: OCCULTIS il 13 Lug 2024, 21:18
Alla fine, per me tutto ruota sul concetto di perdono, anche a fronte di un atto esecrabile.
Se la vittima lo ha perdonato; se i familiari della vittima lo hanno perdonato; se l'amministrazione giudiziaria ha chiuso il procedimento penale in seguito al perdono da parte della vittima, estrinsecatosi nel ritiro della denuncia, perché qualcun altro si dovrebbe arrogare il diritto di escludere dal consesso civile il responsabile di comportamenti anche ignobili?
E regge anche poco il sospetto che il patrimonio del reo abbia decisamente influito sul perdono; le giurie anglosassoni in sede civile stabiliscono volentieri grossi risarcimenti punitivi  in casi simili.
Invece il percorso di pentimento di Greenwood è rafforzato dai comportamenti successivi: ha sposato  la ragazza e ci ha fatto un figlio.
Si sarebbe potuto limitare ad un bell'accordo economico con vincolo di segretezza.
Dato ciò, ripeto la domanda: chi si può arrogare il potere di contestare un perdono già avvenuto da parte della vittima?
Il comportamento di chi picchia e violenta è ributtante sul piano generale e meritevole di punizione secondo la legge, ma io credo fermamente nel recupero e nel reinserimento del reo che ha mostrato, e dimostrato nei comportamenti, sincero ravvedimento.
Io sto con De Andrè: "lo sanno a memoria il diritto divino, ma scordano sempre il perdono".
Sono d accordo con te, ed in particolare sulla parte in neretto dove lei gli avrebbe davvero potuto togliere anche le mutande.

Achab77

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* 19.885
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Grazie Fat.
Ma temo siano bytes sprecati.
Ormai si è deciso che Greenwood farà la differenza, e tanto basta a riabilitarlo a prescindere.
Il tifoso pensi a tifare, questo è il mantra del vero Laziale: che se poi provi pure a mettere in mezzo alcuni valori (spesso decantati anche dal presidentissimo santo e patrono) che riguardano la nostra storia ti rispondono che si tratta di un mero riconoscimento giuridico e nulla più.
E allora buon Mason Greenwood a tutti, che tanto arriverà perché se non è completamente stupido capirà che qui c'è il territorio ideale per diventare una leggenda.
Ad altri non sono bastati 207 gol per esserlo, a lui basterà una firma su un contratto.


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alenlalieno

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* 8.069
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Citazione di: Achab77 il 14 Lug 2024, 10:23
Grazie Fat.
Ma temo siano bytes sprecati.
Ormai si è deciso che Greenwood farà la differenza
...
credo anche io che farà la differenza.
al Marsiglia.

RG-Lazio

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* 7.766
Registrato
Citazione di: Achab77 il 14 Lug 2024, 10:23
Grazie Fat.
Ma temo siano bytes sprecati.
Ormai si è deciso che Greenwood farà la differenza, e tanto basta a riabilitarlo a prescindere.
Il tifoso pensi a tifare, questo è il mantra del vero Laziale: che se poi provi pure a mettere in mezzo alcuni valori (spesso decantati anche dal presidentissimo santo e patrono) che riguardano la nostra storia ti rispondono che si tratta di un mero riconoscimento giuridico e nulla più.
E allora buon Mason Greenwood a tutti, che tanto arriverà perché se non è completamente stupido capirà che qui c'è il territorio ideale per diventare una leggenda.
Ad altri non sono bastati 207 gol per esserlo, a lui basterà una firma su un contratto.

Parli anche per me, vedo nella tue parole la stessa amerezza che mi connota nel mio pensarmi tifoso della Lazio.

Probabilmente siamo sul lato oscuro della luna e a volte pensiamo di essere sul lato chiaro.

Detesto soltanto il fatto che posso pure annunciarlo ma per quanto la mia etica mi spinga a boicottare la Lazio di greenwood, so che cadró nella tentazione e staró con la mia (nostra) Lazio. Peró ecco sta cosa (di me stesso e parlo solo e soltanto per me, ad oguno la propria coscienza) mi fa schifo

Achab77

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* 19.885
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Citazione di: RG-Lazio il 14 Lug 2024, 10:38
Parli anche per me, vedo nella tue parole la stessa amerezza che mi connota nel mio pensarmi tifoso della Lazio.

Probabilmente siamo sul lato oscuro della luna e a volte pensiamo di essere sul lato chiaro.

Detesto soltanto il fatto che posso pure annunciarlo ma per quanto la mia etica mi spinga a boicottare la Lazio di greenwood, so che cadró nella tentazione e staró con la mia (nostra) Lazio. Peró ecco sta cosa (di me stesso e parlo solo e soltanto per me, ad oguno la propria coscienza) mi fa schifo

Hai colto perfettamente il punto.
Per me la Lazio è una religione, e sopravvive a qualsiasi scandalo e a ogni deprecabile associazione.
Però ultimamente sono preoccupato, perché troppe cose che sono moralmente e umanamente lontane da me si stanno sovrapponendo alla mia passione.
L'unica cosa a cui mi aggrappo è quel gruppo simpatico e allegro che vedo dai video di Auronzo.
E un allenatore che sembra davvero una brava persona.
Speriamo che stavolta lo stellone sia arrivato sotto forma di quell'immagine, perché se mi fermo a riflettere sul contorno rischio di non trovare sufficienti motivi per immolare il mio tempo e la mia anima a questa squadra e a questa società.

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 14 Lug 2024, 07:38
Il testamento di Tito è un brano che sottolinea le contraddizioni dei comandamenti cristiani e soprattutto il fatto che pur sembrando rappresentare un equo trattamento di tutti, in realtà riflettono e alimentano una gerarchia di potere.
Non capisco in che modo si  applichi al  caso in  oggetto,  visto che Greenwood non fa certo parte dei diseredati, ma di quelli altamente privilegiati.
Mi sarebbe piaciuto vedere  la  reazione  del  padre di lei se avesse guadagnato da cameriere a Manchester (ma magari sarebbe stata la stessa, chissà, questa è tra le cose  che non ci è dato sapere).

Vedi che stai implicitamente dicendo che una cosa come quella poteva capitare a tutti, paragonandolo a quello che "saluta sempre"?
Il problema sta proprio nel merito concreto dell'accaduto, mentre mi pare  lo trasformiate in  un generico "persona che ha sbagliato" e dunque a come  ci si rapporta all'errore.
Rubare in un supermercato, drogarsi/spacciare, pestare uno in una rissa e gonfiare la propria compagna sono tutti possibili reati ma non sono tutti la stessa cosa. O si?
Perché sta tutto qui il busillis.
Che c'è chi affronta il  discorso in modo generico, paragonando la cosa a un qualsiasi altro  errore che tutti possono compiere (perché tutti sbagliano e su questo non ci piove) e chi invece lo affronta nel  suo specifico, la violenza sulle donne. Io tra questi ultimi.
Dunque, proviamo schematizzando,  invito a rispondere alle domande:

- Anche senza considerare lo stupro che ci fa discutere  su cosa sia e dove sia  arrivato, pestare la propria compagna e molestarla come è provato nell'audio è un errore che può capitare a tutti?

Se si risponde si perché si attribuisce la cosa ad un raptus, magari dovuto ai fumi dell'alcol, allora si spiega l'impalcatura dell'errore momentaneo, del pentimento, della seconda possibilità.
Perché il comportamento diviene un errore di eccesso, il superamento di un limite, come nel caso della gelosia: naturale esserlo, si sbaglia se si superano certi limiti. Si commette un errore, di cui magari ci si pente.
E si capisce anche perché si chiedono i dettagli della vicenda e si afferma non  si possa sapere come "sono andati i fatti", perché se la questione è la perdita di controllo occorre capire cosa l'ha generata e in che grado è attenuante.
Come io potrei pensare che l'utilizzo di droghe a scopo ludico in un momento  di grave stress e difficoltà personale può sfociare in abuso e dipendenza. O che in un momento di nervosismo in un bar possa sfociare in una rissa.

Se si risponde no, occorre chiedersi: se  non è un  errore che può  capitare a  tutti, cosa lo genera?
A mio avviso la  spiegazione di prima non considera che la cosa diviene contemplabile soltanto  all'interno di un contesto di convinzioni e  credenze (ad es.  il possesso del proprio partner) che rende contemplabili comportamenti che altrimenti non lo sono mai, manco nelle situazioni di maggiore stress.
Tale contesto viene naturalizzato, in larga parte dei casi perché è il proprio stesso di riferimento.
Attenzione, non significa che chi darebbe una seconda possibilità a MG è uno stupratore, ma semplicemente ritiene che quel contesto in cui la violenza è agita è la normalità maschile che se spinta oltre il limite finisce in  errore. E che magari qualche volta pure a lui è capitato di dare uno schiaffo o insistere per scopare con la propria compagna.
Se si considera non contemplabile senza quel contesto, significa che il problema non è configurabile come perdita di controllo, ma come pratica conseguente alle proprie convinzioni, in cui a dipendere dal contesto di stress, confusione, alcool è solo il livello della risposta e non la tipologia della  stessa.


Cosa comporta questa differenza?
Comporta che per i si il comportamento (o i comportamenti) sono conseguenza di una semplice perdita di controllo  (dovuta a enne ragioni), se si risponde no dipende invece da un proprio costrutto mentale, una visione  delle cose.
La prima lettura implicitamente dà per scontata la visione delle cose, come minimo la accetta in modo liscio e si concentra sulla perdita di controllo (di cui pentirsi e magari non fare più, "controllati!").
La  seconda invece non vede un semplice controllo perso, ma la conseguenza di un modo di pensare problematico, molto più complesso da decostruire e ricostruire.*

Il problema gigantesco che la vicenda MG palesa - e la problematicità del suo ingaggio - è esattamente come buona parte degli italici maschi non problematizzi affatto il contesto in cui la violenza è generata e guardi ad esso semplicemente come ad una perdita di controllo giovanile che magari ora crescendo non  capiterà più. Perché il ragazzo ha imparato a controllarsi. Ha capito di aver sbagliato. Ecc ecc.
Quando si parla  di "cultura dello stupro" tra le mille risatine di vari commentatori e  giornalisti - non solo di destra - si fa riferimento esattamente a questo.
Invito tutti a leggere  anche solo  Wikipedia che lo spiega bene: https://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_dello_stupro



* ci sarebbe un'interessante digressione nella  differenza tra la terapia cognitivo-comportamentale e la psicoanalisi,  che riflette i due punti.
Non  a caso la prima è estremamente diffusa oggi (naturalizza i contesti politico-culturali e si concentra sul controllo personale), perché la seconda è molto più complicata (perché scava le cause).
Fat ti ringrazio di cuore.
Portare questi contenuti in un forum di calcio è veramente una cosa ammirevole.
Un sacco di persone non hanno mai neanche sentito parlare di certe cose o non si sono mai fermati a rifletterci.

P.s. sulla digressione finale ovviamente mi trovi stradaccordo, e non solo per il tema in questione.
Le terapie cognitivo-comportamentali sono estremamente superficiali, perchè mirano ai sintomi e non alle cause.
Sono tese all' "adattamento" sociale.
In pratica siamo passati da Deleuze che criticava la psicanalisi perchè la considerava una sorta di placebo per la follia del capitalismo a una cosa molto peggiore molto più schematica e mooolto più compatibile coi ritmi e i modi del sistema produttivo.

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RubinCarter

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Citazione di: FatDanny il 14 Lug 2024, 07:38
Attenzione, non significa che chi darebbe una seconda possibilità a MG è uno stupratore, ma semplicemente ritiene che quel contesto in cui la violenza è agita è la normalità maschile che se spinta oltre il limite finisce in  errore. E che magari qualche volta pure a lui è capitato di dare uno schiaffo o insistere per scopare con la propria compagna.

Brutta brutta questa.

Ovviamente si è capito , io lo prenderei ciò non vuole dire che ho "magari" menato a qualcuna per scopare.
Non volevo più scrivere su questo topic ma il brivido che mi hai fatto correre lungo la schiena dopo aver letto sto passaggio mi ha portato a doverlo specificare.

FatDanny

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Meno male che ho specificato.
Io ho indicato la luna e tu hai guardato il dito.
E comunque brutta quanto vuoi ma è esattamente la realtà.

Ribadisco: non significa che hai superato il limite, perché magari invece hai pieno controllo di te e dunque non lhai superato né lo supereresti mai (dopodiché se riguardano una donna su tre altri saranno interessati eccome, a meno che Lazionet non sia l'isola felice del femminismo e non credo). Come puoi non aver mai rubato o menato o devastato da qualche sostanza stupefacente al punto da fare guai.

Quello che volevo evidenziare era proprio il vederlo come oltre-limite nel rapporto tra i generi e non come piano compiutamente specifico.

C'è un elefante nella stanza Rubin, che ti piaccia o meno.
Una donna su tre ha subito nella vita violenze e molestie di questo tipo. Significa che non è un caso sfortunato, ma una regolarità che evidentemente si fonda su cause leggermente più strutturali e diffuse della mela marcia.
Ma capisco che descriverlo come problema che investe anche il modo di pensare diffuso dell'essere uomo/donna, dei rapporti di coppia, ecc. diventa molto più brutto.

Meglio pensare che sia stato il raptus del momento di un giovanissimo probabilmente oggi pentito.

Daje greenwood redento, segna per noi.

JSV23

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Secondo me state andando molto ma molto oltre.
Poi fate come vi pare.

Nex1

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La questione Greenwood in realtà dovrebbe riguardare su che tipo di uomo è ora Greenwood.
E' rimasta la stessa persona?
Ha fatto un percorso personale importante?
ecc. ecc.
Lotito ha sempre detto che guarda anche l'uomo oltre il calciatore.
Ad oggi Greenwood è in grado di essere altro dalla bestia che è stato?

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MisterFaro

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Citazione di: JSV23 il 14 Lug 2024, 11:24
Secondo me state andando molto ma molto oltre.
Poi fate come vi pare.

Hai scritto anche per me

tommasino

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Bello, interessante, appassionante, educativo; ma da "temi".

Pomata

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Citazione di: JSV23 il 14 Lug 2024, 11:24
Secondo me state andando molto ma molto oltre.
Poi fate come vi pare.

anche secondo me
Io ho molto rispetto di chi si sentisse eventualmente (non arriva tanto) a disagio a vederlo con la nostra maglia

Per me la questione e' molto semplice. A me non suscita disagio ma e' una cosa inconscia come quando ammiro un Caravaggio o il Perseo di Cellini non mi vengono subito in mente gli omicidi

O quando mi arriva Michael Jackson sulla playlist di spotify non penso che sia stato un pedofilo della peggior specie

Non so se è perche' penso ad altro, o se ho una soglia morale diversa (lo dico senza ironia) però non voglio dire bugie e dire il contrario

Lo dissi anche lo scorso anno, per me è anche una questione di esperienze personali. Io, per esempio, avrei un enorme problema se il PIF si comprasse la Lazio invece del Newcastle forse perché ho visto con mano cosa ha fatto quel regime, nello Yemen ad esempio, ma anche con i giornalisti per dirne un altra, ma i tifosi del Newcastle non mi sembrano avere tanti problemi.

Come penso intenda JSV la questione è più terra terra di quanto pensiamo

FatDanny

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* 41.060
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Citazione di: Nex1 il 14 Lug 2024, 11:33
La questione Greenwood in realtà dovrebbe riguardare su che tipo di uomo è ora Greenwood.
E' rimasta la stessa persona?
Ha fatto un percorso personale importante?
ecc. ecc.
Lotito ha sempre detto che guarda anche l'uomo oltre il calciatore.
Ad oggi Greenwood è in grado di essere altro dalla bestia che è stato?

Questo non è dato saperlo.
Né in un senso, né nell'altro.

Citazione di: Pomata il 14 Lug 2024, 11:50
anche secondo me
Io ho molto rispetto di chi si sentisse eventualmente (non arriva tanto) a disagio a vederlo con la nostra maglia

Per me la questione e' molto semplice. A me non suscita disagio ma e' una cosa inconscia come quando ammiro un Caravaggio o il Perseo di Cellini non mi vengono subito in mente gli omicidi

O quando mi arriva Michael Jackson sulla playlist di spotify non penso che sia stato un pedofilo della peggior specie

Non so se è perche' penso ad altro, o se ho una soglia morale diversa (lo dico senza ironia) però non voglio dire bugie e dire il contrario

Lo dissi anche lo scorso anno, per me è anche una questione di esperienze personali. Io, per esempio, avrei un enorme problema se il PIF si comprasse la Lazio invece del Newcastle forse perché ho visto con mano cosa ha fatto quel regime, nello Yemen ad esempio, ma anche con i giornalisti per dirne un altra, ma i tifosi del Newcastle non mi sembrano avere tanti problemi.

Come penso intenda JSV la questione è più terra terra di quanto pensiamo


Certo, è così.
Ma infatti io da quando so cosa significa "soul of the woman was created below" mica riesco a sentirla più come prima dazed and confused.
Ma mica perché ci scrivo sopra un trattato né mi vengono i conati. Capace che manco cambio se mi capita in sottofondo.
Semplicemente... Mi è scesa. Non sento più quel sacro furore interiore che provavo nel sentire il riff di Page, quel piacere viscerale. Il coito si interrompe sistematicamente nel pensare "ammazza che cacata che hanno scritto".
Ecco, è uguale. Rischia di essere uguale.

E si sta spiegando però che il problema non è tanto chi è greenwood oggi ma cosa finisce per rappresentare, suo malgrado. Soprattutto leggendo le sue "difese". Per me non stiamo andando per niente oltre, anzi, il problema - almeno per chi scrive (e quota, evidentemente) - sta proprio lì e dunque se pensate sia altrove è per questo che non ci troviamo. È dunque il tema non sta nell'eventuale redenzione di Greenwood, di cui nulla posso sapere e di cui mi frega il giusto tenendo conto che è un maschio tra milioni che pensano a quel modo, con altrettante compagne che vivono situazioni simili.

BTW, questo spiega pure perché rose o Bryant non hanno qui dentro lo stesso "valore".
Non cambia lo schifo, ma cambia come impatta su di noi. A meno che non si sia tifosi sfegatati dei lakers.

kelly slater

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* 27.177
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Citazione di: tommasino il 14 Lug 2024, 11:39
Bello, interessante, appassionante, educativo; ma da "temi".
Eh ma infatti pure io, quando fanno quelle iniziative certe domeniche che si macchiano il viso col rossetto i calciatori e le loro mogli, penso: che c'entra col calcio?

OCCULTIS

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* 812
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Citazione di: tommasino il 14 Lug 2024, 11:39
Bello, interessante, appassionante, educativo; ma da "temi".
Concordo. Scritto quello che penso la chiudo qui.
Anche perché il de cuius mi sembra lontano dall'approdo in quel di Formello.  :ssl :asrm

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MisterFaro

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* 17.996
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Citazione di: FatDanny il 14 Lug 2024, 11:50
Questo non è dato saperlo.
Né in un senso, né nell'altro.

Certo, è così.
Ma infatti io da quando so cosa significa "soul of the woman was created below" mica riesco a sentirla più come prima dazed and confused.
Ma mica perché ci scrivo sopra un trattato né mi vengono i conati. Capace che manco cambio se mi capita in sottofondo.
Semplicemente... Mi è scesa. Non sento più quel sacro furore interiore che provavo nel sentire il riff di Page, quel piacere viscerale. Il coito si interrompe sistematicamente nel pensare "ammazza che cacata che hanno scritto".
Ecco, è uguale. Rischia di essere uguale.

E si sta spiegando però che il problema non è tanto chi è greenwood oggi ma cosa finisce per rappresentare, suo malgrado. Soprattutto leggendo le sue "difese". Per me non stiamo andando per niente oltre, anzi, il problema - almeno per chi scrive (e quota, evidentemente) - sta proprio lì e dunque se pensate sia altrove è per questo che non ci troviamo. È dunque il tema non sta nell'eventuale redenzione di Greenwood, di cui nulla posso sapere e di cui mi frega il giusto tenendo conto che è un maschio tra milioni che pensano a quel modo, con altrettante compagne che vivono situazioni simili.

BTW, questo spiega pure perché rose o Bryant non hanno qui dentro lo stesso "valore".
Non cambia lo schifo, ma cambia come impatta su di noi. A meno che non si sia tifosi sfegatati dei lakers.

Il mio "si sta andando oltre" non è riferito alle analisi, le trovo anzi molto interessanti e completamente in tema (senza sentire il bisogno di un cambio di board), e nel trovarle interessanti mi hanno anche insegnato diverse cose. Grazie a tutti quelli che hanno dedicato tempo ad arricchire di conoscenze e riflessioni questa nostra nicchia.

Il mio "andare oltre" si riferisce al fatto che in alcuni momenti le posizioni vengono considerate dicotomizzate, o si sta da una parte o dall'altra. E dall'appiattimento delle posizioni consegue un appiattimento dei giudizi sul bagaglio culturale e valoriale delle diverse persone

Aquila Romana

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* 21.494
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Citazione di: JSV23 il 14 Lug 2024, 11:24
Secondo me state andando molto ma molto oltre.
Poi fate come vi pare.

In effetti...

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