Questo è un topic commovente. E anche l'altro sul ricorso. Sono entrambi il ritratto del laziale vero che cerca di rimediare a una situazione di cui non è affatto responsabile. Con improperi verso i vili ignoranti che hanno macchiato la nostra immagine e consigli verso i dirigenti che ci rappresentano.
Mi rendo conto però che più un laziale è puro e svincolato da ogni interesse e più la sua pistola spara a salve. Quasi tutti i ragionamenti, come dice Domenico, sono condivisibili ma arrivano a una conclusione imprecisa. Non è vero che i laziali sono fascisti ma non è vero nemmeno il contrario. Bisogna arrendersi all'evidenza e conviverci. Alle recenti elezioni il 30 per cento ha votato per la coalizione di Berlusconi, malgrado tutto. Un italiano su 3 ancora crede alle parole di quel manigoldo. Gli italiani non sono tutti intelligenti e i laziali non sono tutti puri e genuini. Sono fascisti, siamo fascisti. Lo dobbiamo ammettere, con i dovuti distinguo. E non vedo soluzioni e mutazioni a breve termine. Più che altro non tocca a noi.
Servirebbe un cambio di rotta drastico che per me, e ci si arriverà statene certi, significa l'abolizione dei gruppi organizzati. Il gruppo organizzato che tifa una squadra è un concetto ridicolo e grottesco tanto che negli usa che sullo sport ci danno una pista ESSI non esistono.
Serve una concezione diversa del calcio e del tifo, più vicina allo spettacolo/intrattenimento e più lontana dal campanilismo. Individui come quelli che sbraitano alle radio o allo stadio non solo vanno isolati ma non dovrebbero proprio avere voce in capitolo. Per anni, gli è stato dato spazio senza che nessuno gli abbia detto a chiare note: "sei un deficiente, ma che caxxo stai a dì".
Noi abbiamo varie radio che non solo danno spazio a sti quattro analfabeti, ma non hanno mai mosso una corda vocale per condannarli.
Se i vari De Angelis, Plastino, Laporta insomma li conoscete avessero dedicato un decimo dell'accanimento con cui hanno infangato Lotito - perché ha perso Macheda e non ha comprato un terzino - a prendere a male parole con condanne severe, dirette , senza fronzoli i capi della curva nord, probabilmente le cose sarebbero differenti.
La connivenza nel mondo Lazio è diffusa e viscida. Lo stile Lazio è stato sotterrato da almeno un decennio di volgarità quotidiana che hanno trasformato in peggio l'identikit del tifoso laziale.
Lo stile Lazio va ricostruito, perchè è affondato nelle macerie. E la bomba l'hanno tirata i tifosi della curva nord più oltranzisti.
Per questo accetto la condanna e per questo mi auguro che il ricorso non porti ulteriori danni: una pena accessoria tipo l'estromissione dalle coppe europee.
Ma se voi organizzaste un torneo, vi farebbe piacere far partecipare una squadra i cui fans insultano i neri e sfoggiano simboli fascisti? io no, sinceramente no. Categoricamente no.
Calma e gesso. Dopotutto trattasi di una partita a porte chiuse, anzi due. C'è di peggio. Godiamocela in fondo. Non tutto il male vien per nuocere, la nostra Lazio sarà in campo e vivaddio i fascisti se ne staranno là intorno ad autocelebrare la propria sconfitta, facendosi i po.mpini a vicenda gridando di essere uomini liberi, mentre sono omologati della peggior specie. Con un orizzonte culturale che si ferma alle piastrelle della cucina, anzi del cesso.
E smettiamola con gli slogan del tipo ripartiamo tutti insieme. Avete visto anche voi che tipo di gente è. Anche quelli della curva che sono intervenuti qui. Se ne sono andati offesi a lucidare il busto del duce che tengono in salotto. Non ho nessuna comprensione per gente del genere, anzi mi dovrebbero dare un centesimo per ogni insulto che ho scritto o pensato, perché gli ho, gli abbiamo dedicato del tempo che non si meritano. Ma non hanno scampo. Sono dei falliti.