Citazione di: sorazio il 28 Feb 2013, 14:53
leggendo il post di Drieu mi sono in mente queste considerazioni, sparse:
- siamo stati puniti per recidiva, il saluto romano ( che non condivido) oramai nel mondo, non fa altro che contraddistinguere i tifosi laziali, come fascisti, per non parlare degli ululati che oltre al fascista aggiungono l'appellativo di razzista, ecco io quì vorrei fermare il mio ragionamento. Il tifoso laziale può essere considerato in questo modo per colpa di una curva che non mi rappresenta nel tifo ma solo nella politica?
- secondo, ma quando ci decidiamo ad entrare nello stadio e lasciare fuori la politica? Ma quando lo vogliamo capire che la politica non unisce noi tifosi ma ci divide? questi sono i risultati. Se i signori della curva vogliono fare politica che la facessero, ma fuori dalla Nostra casa, fuori dal nostro Stadio e al di fuori dell'immagine che deve dare la Lazio in Europa.
- Terzo, e quì parlo all'intelligenza dei 300 che hanno "alzato il gomito", eravamo nell'occhio del ciclone, lo sapevamo, post totthenam ci è stato detto, la società ha fatto di tutto per uscire da quella situazione anche con le magliette " NO RACISM", ma i famosi guerriglieri della notte che fanno? rieccoli ancora presenti con la mano in aria, ma allora la domanda mi sorge spontanea? siamo sicuri che vogliono il bene della lazio? siamo sicuri che tutto ciò non lo fanno solo per ripicca verso il bersaglio preferito, lotito?
questi sono i miei dubbi... non capisco perchè succeda tutto ciò solo a noi... mah
Non c'è nessuna ripicca verso Lotito. La questione è purtroppo molto semplice. Per costoro essere di estrema destra è parte inscindibile del loro modo di essere laziali. E il loro modo di essere laziali viene prima, molto prima, della Lazio stessa. Per questo non ci rinunceranno mai, sarebbe come rinunciare alla loro identità. Molti di loro pensano che tutti o quasi i laziali siano così (o per lo meno ritengono che debbano essere così per essere laziali). I rimanenti semplicemente se ne fottono degli altri. Per loro cantare "ragazzi di buda", ostentare il braccio teso, utilizzare il termine ebreo come insulto, etc. non è né fuori luogo né disdicevole. E' semplicemente l'espressione esteriore del loro modo di intendere l'essere laziale. Chi la pensa diversamente è per loro un parruccone, un perbenista, etc.
Per l'ambiente laziale (e qui ci metto le radio soprattutto) purtroppo, un po' per ignoranza e un po' per superficialità, questo è sempre stato un problema minimo o del tutto rimosso (vedo che, dopo anni, finalmente qualcuno si sta accorgendo che se non abbiamo uno sponsor una qualche correlazione con l'immagine terrificante che abbiamo all'estero probabilmente c'é. Buongiorno a lui!). Per il resto d'Italia (complici vent'anni di sdoganamenti e di involgarimento della vita sociale, ma qui è un'altra questione), il problema viene fuori limitatamente e quasi sempre in maniera strumentale per questioni di tifo. Per il resto d'Europa, invece, il problema di questi atteggiamenti è grosso e fa scandalo. E non si tiri fuori l'estabilishment dell'Uefa, il complotto giudaico-massonico o altre fesserie. Basta parlare con qualche straniero o andare su un qualunque forum di tifosi di squadre estere per vedere come si viene considerati.